A protester hold a French flag as people gather at the Place de la Republique after partial results in the second round of the early French parliamentary elections, in Paris, France, July 7, 2024. REUTERS/Abdul Saboor
A protester hold a French flag as people gather at the Place de la Republique after partial results in the second round of the early French parliamentary elections, in Paris, France, July 7, 2024. REUTERS/Abdul Saboor (reuters)

La rivoluzione francese e i Patrioti d’Europa

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Il primo a parlare è Jean Luc Melechon, che festeggia prima al comitato e poi in piazza a Parigi. La Francia regala un coup de théâtre. Il barriage, la diga contro l’onda sovranista di Marine Le Pen ha retto. Ma ha anche prodotto una situazione instabile, al momento, per il presidente Emmanuel Macron che vince la sua scommessa per arginare l’avanzata delle destre, e in qualche modo risorge, eppure non può dirsi vittorioso. Al ballottaggio in Francia tutto cambia rispetto a un settimana fa, al primo turno delle legislative anticipate, volute dall’Eliseo dopo il primato nelle elezioni Europee della destra di Rassemblement national. Nel voto di ieri, primo si piazza il Nouveau Fronte popoulaire, con la France Insumise di Jean Luc Melanchon, appunto, e la sua sinistra estrema; quindi al secondo posto Ensemble, la formazione dei macroniani e dei centristi dell’ex premier Philippe. Solo terzo il Rassemblement National: Jordan Bardella, che già si vedeva primo ministro, è costretto al discorso della sconfitta. Cosa accade adesso? Saranno giorni di trattative serrate. Melenchon ha prima chiesto le dimissioni di Gabriel Attal, giovane premier di Macron, che oggi rassegna comunque il suo mandato, come annunciato ieri sera, ormai tanto lontano dal presidente. Poi però Melenchon ha detto “Macron se ne deve andare o deve dare a noi l’incarico per governare”. Eppure. Il Fronte popolare potrebbe dividersi e la sinistra più ragionevole (anche di una parte di France Insoumise, piuttosto che i riformisti della Place Publique di Raphael Glucksmann che ieri sera ha dichiarato “l’Assemblea è divisa, dobbiamo comportarci da adulti, parlare”) magari potrà decidere di aprire ad Emmanuel Macron. Il quale potrebbe guardare anche ai neogollisti per cercare una maggioranza, quella parte però dei repubblicani che ha abbandonato al suo destino Eric Ciotti, il presidente clamorosamente passato con i lepenisti dopo le Europee. Il dato chiaro di ieri è che i francesi si sono mobilitati, l’affluenza è stata altissima, più del primo turno fermo al 66,7 per cento. Ora però bisogna capire non solo cosa accadrà Oltralpe ma anche quale effetto avranno i destini di Parigi in Europa

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