Un lunedì nero per le Borse mondiali. La fine di una stagione di stabilità e crescita dei listini, cullati finora dalle promesse dell’intelligenza artificiale e dall’aspettativa di tassi d’inflazione e di interesse in discesa. Che succede? Che i mercati scontano ora i timori di una recessione negli Stati Uniti, le performance deludenti delle principali aziende tecnologiche americane, ma anche l’escalation della crisi in Medio Oriente.
Perché il rischio di un sanguinoso scontro tra Israele, Iran e Libano, il pericolo che precipiti nel conflitto l’intera regione, affolla di preoccupazioni queste prime giornate di agosto e vive anche in questo lunedì nero ore di tensione, segnate dalla visita a Teheran del capo del consiglio di sicurezza nazionale russo, Sergei Shoigu, l’ex ministro della Difesa che ha gestito i primi due anni di invasione dell’Ucraina e adesso lancia un segnale di sostegno agli ayatollah, proprio mentre il regime iraniano si prepara all’annunciato raid contro Israele.