La destra, lo sciopero delle spiagge e la nuova educazione civica
di Serenella MatteraEd è il giorno dello sciopero dei balneari. Una protesta simbolica: ombrelloni chiusi dalle 7.30 alle 9.30, contro il governo della destra che prometteva di spazzare via la Bolkestein, rinviare o cancellare le gare per le concessioni e invece è costretta ad adeguarsi alle direttive dell’Europa. Se non lo farà, dovrà pagare una multa salatissima, ogni giorno, per ogni giorno di ritardo. Per correre ai ripari, Giorgia Meloni ora assicura ai suoi ministri che qualcosa si farà in un Consiglio dei ministri alla fine di agosto. Ma su un punto è chiaro a tutti nel governo che non si potrà tornare indietro: i lidi vanno assegnati con gara, basta rinvii, al massimo si potrà trattare sugli indennizzi per gli attuali concessionari, ma ad oggi non c’è nessun punto di caduta, nessuna garanzia. E protestano i gestori, anche quelli del Papeete di Milano Marittima, luogo di famigerate gesta salviniane. “I balneari sono inquieti”, ammette l’ex socia di Briatore al Twiga Daniela Santanchè.