Escalation Libano, guerra non convenzionale
Laura PerticiA Bruxelles Ursula von der Leyen incontra la sua squadra di commissari, compreso ovviamente Raffaele Fitto. A Roma Giorgia Meloni attacca il Green Deal, all’assemblea di Confindustria, poi vede Mario Draghi a Palazzo Chigi. Nel frattempo in Libano altre esplosioni a danno di Hezbollah: dopo i cercapersone scoppiano i walkie talkie, anche durante i funerali di alcune vittime di martedì: i dispositivi saltati in simultanea sarebbero stati acquistati, cinque mesi fa, a un giorno di distanza. E manomessi prima di arrivare nelle mani dei miliziani con piccole quantità di esplosivo in grado di detonare con input da remoto. Israele non rivendica l’azione, ma il ministro della Difesa Gallant parla di una nuova fase del conflitto. In Russia sono stati invece distrutti depositi di missili, razzi e mine a Tver, a nordovest di Mosca. Kiev afferma di aver usato droni che avrebbero viaggiato per 700 km. Ma l’ipotesi è che siano invece entrati in azione missili a lungo raggio, per una eventuale nuova terribile escalation del conflitto.