Mentre a Milano si consuma il maxiblitz contro la mafia delle curve ultrà di Inter e Milan (e viene arrestato anche il bodyguard di Fedez, il quale – Fedez - prendeva accordi con il capo della Sud rossonera pure finito in manette, per comprare la discoteca Old fashion di Milano e vendere la bevanda che sponsorizza a San Siro), è il Libano e l’ operazione di terra israeliana a occupare il primo piano internazionale. Annunciati da un attacco nel centro della città di Beirut, come non accadeva dal 2006 al di fuori dalle roccaforti di Hezbollah nella periferia sud della capitale libanese, a sera si racconta di tank e artiglieria in azione al confine tra Israele e Libano, accompagnati da raid aerei e bombe rovesciate sui villaggi. Un'operazione che viene definita "limitata", ma volta a distruggere le infrastrutture militari di Hezbollah, quella di cui lo Stato ebraico ha informato Washington. Sull'altro versante della Linea blu i peacekeeper dell'Unifil, tra cui mille italiani, sono stati "costretti" a fermare le attività di pattugliamento, come hanno spiegato le Nazioni Unite. L'esercito regolare di Beirut ha lasciato le postazioni vicino al confine sud, ritirandosi per 5 km. "Sono al corrente di tutto, ma vorrei che si fermassero", aveva detto il presidente Joe Biden appena poche ore prima, rilanciando un appello al cessate il fuoco. Qui da noi si discute di destra estrema che avanza in Europa con la maggioranza che si divide. E della laurea del ministro Giuli.