TOPSHOT - Italian deputy Prime Minister and leader of Italian League party (Lega), Matteo Salvini (L) holds the hand of Hungarian Prime Minister and leader of Fidesz Viktor Orban during the annual rally of the Italian far-right League (Lega) party in Pontida, northern Italy on October 6, 2024. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)
TOPSHOT - Italian deputy Prime Minister and leader of Italian League party (Lega), Matteo Salvini (L) holds the hand of Hungarian Prime Minister and leader of Fidesz Viktor Orban during the annual rally of the Italian far-right League (Lega) party in Pontida, northern Italy on October 6, 2024. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP) 

La Pontida nera di Orban

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C’è il ricordo e il dolore per il 7 ottobre 2023, l’anniversario della strage dei 1200 israeliani uccisi da Hamas, quindi l’inizio della reazione di Benjamin Netanyahu, le 40 mila morti a Gaza e il dramma degli ostaggi ancora nelle mani degli jihadisti. Chissà quanti vivi

Ma c’è anche la paura e la tensione per un’escalation che sembra non finire mai in Medio Oriente, con la sempre più probabile risposta israeliana all’Iran, che intanto chiude lo spazio aereo fino a stamattina.

C’è la conferma della morte di un cittadino italiano, Victor Green, durante l’attentato di Jaffa, a Tel Aviv, il primo ottobre scorso.

Da noi invece spicca il nervosismo dentro Fratelli d’Italia per la fuga di notizie e la nomina del giudice costituzionale, tanto caro a Giorgia Meloni.

A Pontida c’è lo show di Matteo Salvini, che lancia la “santa alleanza dei patrioti” e giura di “andare in carcere a testa alta”, se condannato per il caso Open Arms.

Ci sono gli insulti dei giovani leghisti contro Antonio Tajani e le divisioni dentro il governo che si fanno sempre più nette su manovra, autonomia e diritti.

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