Meloni come Trump
Laura PerticiMentre nelle audizioni in Parlamento Bankitalia gela il governo segnalando che - data la revisione dei conti pubblicata dall’Istat venerdì - il Pil nel 2024 si ferma allo 0,8, altro che un punto pieno come era convinta sarebbe accaduto Giorgia Meloni - e sebbene si mostri un andamento incoraggiante, 'il programma delineato nel Piano strutturale di bilancio non è esente da rischi. La Corte dei Conti e l’Ufficio parlamentare di Bilancio esprimono pure le loro perplessità sulla manovra, i Comuni denunciano che ogni ulteriore stretta di spesa per loro sarebbe insostenibile – sulle uscite totali del pubblico, dicono, siamo già passati dall’8,2 per cento del 2011 al 6,5 attuale, ma c’è l’inflazione, forniture e servizi sono aumentati sensibilmente, come la spesa sociale, come facciamo? – e anche le Regioni si mettono in scia… ma a palazzo Chigi si guarda soprattutto alla fumata nera che arriverà oggi dal Parlamento nel voto per la nomina a giudice della consulta del candidato della premier. Lui è Francesco Saverio Marini, consulente giuridico della presidente del Consiglio che ha scritto la riforma del premierato e nelle intenzioni della leader dovrebbe cominciare a spostare un po’ più a destra la Consulta, dove altre poltrone nei prossimi mesi andranno rinnovate e dove molti dossier caldi nel 2025 dovranno passare. Poi c’è Israele, c’è il ricordo dei massacri di Hamas, da cui un anno di dolore e sangue a Gaza. E l’attesa della rappresaglia sull’Iran.