Politica

'BERLUSCONI, IL GRAN BUGIARDO'

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ROMA - "Ma guarda che bugiardi ci sono in giro, vanno a raccontare che l' economia va a rotoli perché mezza Italia ha votato per l' Alleanza di sinistra invece che per i partiti di Tangentopoli o per i missini. Che bugia, la verità è che i mercati finanziari e gli imprenditori hanno sì paura, ma paura che continui lo sfascio, non che si metta in piedi qualcosa di nuovo. Tentano di ricattare il cittadino elettore che teme per il suo conto corrente, per il suo stipendio o per i suoi risparmi, provano a dirgli che tutto è in pericolo perché sparisce la Dc e i neofascisti non sono maggioranza. Mentono, i mercati non hanno paura di Ciampi e della sua azione di risanamento, temono invece che i colpi di coda di ciò che resta in Parlamento della Dc sfascino la Finanziaria. E l' economia non ha paura di un nuovo governo riformista, ha paura che non ci sia nessun governo". Achille Occhetto ce l' ha coi bugiardi, ma, prima di indicarli con nome e cognome, ci tiene a soddisfare una domanda e a contenere un' angoscia. "La domanda viene da quelli che ci chiedono: alle elezioni politiche, tra pochi mesi, ci sarà ancora l' Alleanza di sinistra? A loro rispondo: dovremo fare in modo che ognuno dei collegi sia come una città dove abbiamo votato per il sindaco, che in ognuno dei collegi vi sia un candidato progressista e riformatore come quelli che abbiamo presentato, insieme con altre forze, domenica scorsa. L' angoscia è quella dei democratici che vedono riagitarsi lo spettro del fascismo e riagitarsi nelle piazze i neofascisti. Ai democratici dico: c' è una diga, è forte, è l' Alleanza di sinistra, la stessa Alleanza che può fermare la reazione, vincere le elezioni, garantire un governo, dare sicurezza e stabilità". Torniamo ai bugiardi. "Un nome per tutti, Silvio Berlusconi. Nella sua ultima letterina scrive che il marco sfonda e la Borsa cala perché gli italiani non hanno votato come piace a lui". Berlusconi ha fatto di più, ha dato indicazione di voto per Fini, ha deciso di combattere la battaglia di Roma come una questione di vita o di morte, è pronto a fare il suo partito. Lei si spiega perché? Non credo sia solo smania di protagonismo o improvvisa folgorazione littoria. "Perché è disperato, perché i suoi amici, clienti e padroni politici sono bocciati e bruciati. Berlusconi stava bene dentro il sistema che c' era, ne era un beneficiario. Interessa poco sapere se ha partecipato o no al ballo delle tangenti, lui partecipava allo scambio perverso tra potere e consenso. Stava con Craxi, stava nel sistema e con la polpa del sistema si cibava. Poi il sistema crolla e Berlusconi spera e auspica, prega e minaccia che qualcuno gli ricostruisca la casa scoperchiata. Purtroppo per lui arrivano le elezioni e fanno piazza pulita del centro, cioè del sistema di potere che era la sua garanzia e il suo ossigeno. Allora Berlusconi, di fronte al rischio di una vittoria dell' Alleanza democratica e di sinistra, urla dalle sue Tv: cari ragazzi, cara e vecchia nomenklatura degli interessi miei e vostri, se ci siete battete un colpo. Nel frattempo io sposo l' unico nucleo organizzato che c' è, anche se è quello neofascista, sbrigatevi ragazzi del centro che fu, altrimenti faccio con Fini e i suoi ragazzi. Così ha parlato Berlusconi, per questo ha ingaggiato la battaglia di Roma. Fa finta di andare contro un estremismo che non c' è, in realtà, disperato, è pronto a tutto per fermare l' unica promessa di stabilità che c' è, l' Alleanza democratica e di sinistra". Tutto questo nella mente di un solo editore? In fondo dietro Berlusconi non marciano nemmeno tutti i suoi giornalisti. In Fininvest e in Mondadori è tempesta e imbarazzo. "Credo bene che in Fininvest e Mondadori qualcuno si imbarazzi e confido che l' appello a votare Fini non si trasformi in linea editoriale. Sono poi sicuro che Berlusconi non comanda le coscienze dei suoi giornalisti. Ma non per questo Berlusconi è meno pericoloso. Anzi, le dico che è più pericoloso di Fini e della Mussolini e le spiego perché. Perché il suo progetto esplicito è di mettere insieme ogni forma di reazione esista in Italia, miscelarle insieme senza indietreggiare di fronte a nulla. Sì, oggi Berlusconi in nome dei suoi interessi minacciati, degli interessi del regime e del sistema che fu, chiama la canaglia e fare reazione. Le cose vanno chiamate col loro nome: è quella che un tempo si chiamava canaglia reazionaria ciò che vuole e cerca". Può farcela? C' è un antidoto? "L' antidoto è la creazione in Italia di uno schieramento conservatore e democratico. Allora avremo l' Alleanza progressista e quella conservatrice: l' una o l' altra al governo. Questa è stabilità, sicurezza nella politica e nell' economia. Ma Berlusconi, come tutti quelli che hanno comandato finora, come tutti quelli che hanno regalato all' Italia Tangentopoli e un debito pubblico da trenta milioni a testa, neonati compresi, non vuol correre né il rischio di governare né di essere governato. Vuol comandare, anche a costo di chiamare i fascisti per dargli una mano". Dicono che anche Cossiga guardi a Berlusconi, a Fini. "Ne sarei meravigliato. Potrei immaginare Cossiga alla guida di uno schieramento conservatore, non credo voglia intrupparsi coi reazionari". Intini si è detto neutrale, altri che un tempo erano alla corte di Craxi non disdegnano Fini. "Di Intini non si può che sorridere, riesce perfino a dare dignità postuma ad un' aberrazione di Stalin: il socialfascismo. Intini riesce a incarnare questa mostruosità partorita dalla testa del dittatore. Ma, in fondo, c' è poco da sorridere, Intini parla su suggerimenti di ' altro' che oggi non può parlare altrimenti lo prendono a pomodorate. E parla secondo l' ideologia del Caf: terra bruciata a sinistra, con ogni mezzo. Mi dispiace per chi non capisce, ma la regola per quelli è sempre la stessa: ieri Tangentopoli per fermare la sinistra democratica, oggi Fini per fermare l' Alleanza". Spuntano reazionari come funghi e alcuni valletti di professione fanno la corte anche a Fini. Eppure non per questo svanisce il disagio dei conservatori e moderati a votare a sinistra. Hanno torto tutti gli italiani che non credono nell' Alleanza di sinistra? "Io credo abbiano torto, altrimenti non sarei qui. Ma credo che abbiano il diritto ad avere una loro alleanza. Oggi devono scegliere tra una destra che è avventura, una destra che fa paura ai mercati, una destra che difende alla cieca prerogative e privilegi, una destra che accoglie i profughi del regime. Meritano ben altro, una forza conservatrice seria, democratica e non inquinata. Altri italiani, molti altri, scommettono sull' Alleanza a sinistra. E noi dobbiamo onorare la loro scommessa garantendo sicurezza e ordine in cambio di lavoro e solidarietà. Parlo chiaro: se e dove governeremo non ripartirà la spesa facile, verrà onorato il risparmio, abbattuto il deficit, cercato lo sviluppo e realizzato, anche con un fisco più giusto, il controllo di tutti i redditi". Parli più chiaro ancora, vuol dire che un governo che nasca dall' Alleanza di sinistra avrà come primo comandamento il risanamento della finanza pubblica? "Le ricordo cosa stiamo facendo già oggi: per noi l' approvazione della legge finanziaria è prioritaria, riteniamo gravissima ogni azione che metta l' Italia in difficoltà sui mercati. Una politica più attiva per il lavoro è questione che riguarda il prossimo governo, ma è decisiva l' eredità che consentiremo a Ciampi di lasciare a chi verrà. Impediremo si cerchi lo sfascio, vogliamo un' eredità all' insegna del risanamento. Per questo ci impegniamo a far votare quella legge. Come votare noi poi lo decideremo sulla base delle circostanze politiche". Che vuol dire? "C' è una data per la crisi di governo e lo scioglimento delle Camere. Una data in calendario e un appuntamento politico. Vogliamo i collegi elettorali e la legge finanziaria, poi vogliamo le elezioni. Non un minuto prima, non un minuto dopo". E come ci andrete a quelle elezioni, cosa proporrete all' elettorato? "L' ho già detto. La stessa Alleanza che ha vinto domenica scorsa. Non ci sarà spazio per programmi demagogici. Dobbiamo presentare candidati giusti, candidati che incarnino speranza e sicurezza. Come se ogni collegio fosse una città che vota per il sindaco. La costruzione dell' Alleanza è partita, ora è cosa reale, lo dico a quelli che a suo tempo furono troppo critici o impazienti. Finito il tempo degli uomini di buona volontà che davano una mano al Pds, ora l' Alleanza è nelle cose e nella testa della gente". Un' Alleanza che, come si è visto, può tener testa sia alla Lega che al Msi e forse battere entrambi. E se Lega e Msi si unissero? "Non credo possano farlo, non sono la stessa cosa, perderebbero entrambi parti di se stessi. Ecco un piano che forse piacerebbe a Berlusconi, ecco un tentativo che forse farà, ma è partito puntando sul Msi, roba da far drizzare i capelli in testa anche a Bossi".
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