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BERLUSCONI CANTA 'FORZA ITALIA'

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MILANO - "Venga con noi, se non vuole che i comunisti gli mangino le reti". Il sindaco di Milano Marco Formentini fa la sirena leghista lanciando a Silvio Berlusconi il richiamo che tocca le corde più profonde del Cavaliere. Che farà, dunque, il Cavaliere di Segrate? Nella mattinata di ieri, a Roma per la cerimonia alla Banca d' Italia, Berlusconi ha guardato in più direzioni. Ai centristi ex democristiani (incontro con Clemente Mastella); alla destra il cui leader Gianfranco Fini stava recandosi alle Fosse Ardeatine per poi varare l' Alleanza nazionale; alla Lega, appunto, nei confronti della quale riteneva superabili "le difficoltà di dialogo". Vicolo cieco, invece, quello verso Mario Segni: nessun incontro già avvenuto, né, ha specificato Berlusconi, "ho in programma di incontrarlo". I più smaniosi di agganciarsi al treno di Sua Emittenza sono alcuni centristi ex dc. Mastella, Giovanardi, Fausti, Zanferrari, D' Onofrio e Pierferdinado Casini lanciano un aut aut a Mino Martinazzoli: "Nessun pregiudizio nei confronti di Berlusconi". E alla larga "dalla strada indicata da Rosy Bindi, che sarebbe un suicidio per il Partito popolare". Dal capo della segreteria dc, Pierluigi Castagnetti, ricevono, nel giro di poche ore, una seccatissima replica: "Il Partito popolare non si presterà a regalare patenti di martire a chi forse è già con un piede altrove e cerca solo il modo di addossare la colpa a terzi". Se il progetto berlusconiano non entusiasma l' area di Martinazzoli, figurarsi, ovviamente, quella del Pds, partito dal quale ogni giorno parte un siluro per i Club Forza Italia. Dice Fabio Mussi, applauditissimo al convegno delle Acli, a Chianciano: "Temo per il promotore che possa andare male persino per la sua azienda, nel nome degli interessi della quale si vuole fare un partito per avere un interesse sul governo. Credo poco che il centro possa essere rioccupato dal partito dei televisionari. Vedo che qualcuno pensa che si possa progettare un partito come un talk-show e che si possa fare un governo come un palinsesto. Penso che andrà male, anzi gli auguro che vada male". Ma l' ostilità della sinistra è un fatto ritenuto naturale, dal Cavaliere di Segrate che punta a mettere insieme il centrodestra. Ma come? Segni ha preso le distanze dalla Lega; mezza ex Dc non vuole Segni; il Msi ritiene che la Lega voglia disgregare l' unità nazionale. L' uomo nuovo invocato da Berlusconi sembra sempre più un fantasma. Aumentano dunque le probabilità che il Cavaliere scenda in campo direttamente, con i suoi 700 candidati. "Lo so che molti nemici ridono, ritenendo che io non possa farcela: invece ci arriverò", ha garantito Berlusconi giovedì sera all' inaugurazione del Club Forza Italia di Brugherio. "E se il centro non trova un leader unico sarò pronto". Serata grassa e umorale, quella di Brugherio, insieme a un centinaio di soci del Club presieduto dall' ex sindaco e ex dc Edoardo Teruzzi, geometra dell' Edilnord berlusconiana, che racconta, entusiasta, la serata. "Ci ha fatto sentire la cassetta sulla quale sta componendo l' inno Forza Italia, ci ha spronati a coltivare gli ideali della libertà, del libero mercato, della sicurezza per il domani dei nostri figli e della certezza della pensione. Cose semplici, ma profonde". Berlusconi non ha mancato di mettere in guardia i Club contro il Grande Nemico pidiessino guidato da Occhetto e D' Alema: "In gent sensa mesté, gente senza arte né parte, gente che non ha mai superato l' esame di una qualsiasi professione". Ha raccontato le sue esperienze romane: "Una classe politica di merda", che ha ridotto le istituzioni in maniera tale da poter "aver fiducia soltanto nei carabinieri e nei militari". Proprio nessuno che si salvi? "L' unico politico di grande statura è stato Andreotti". Edoardo Teruzzi promette devozione totale alla causa dei Club: "In ogni paese, da Pantelleria a Vipiteno, ce ne sarà uno". Ma la gente vi seguirà? "Tanti, tantissimi", assicura Teruzzi: "Anche molti leghisti sono pronti a votare per Berlusconi". Lega - Berlusconi, dunque: sarà il tandem delle prossime elezioni? Ancora è presto per dirlo, ma i segnali di concordia si stanno moltiplicando. Ma non era contrario, Berlusconi, all' idea delle tre Italie? Il Cavaliere, impegnato nella villa di Arcore all' ennesimo incontro con futuri candidati dei Club, non commenta. Ma l' ideologo d' area, il professor Giuliano Urbani, giudicati "fantasiosi" i nomi delle tre repubbliche leghiste, ritiene che comunque la Costituzione federale provvisoria lanciata da Bossi sia un fatto positivo: "Nel senso che finalmente potremo incominciare a parlare di federalismo".
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