Politica

IL SUPERPARTITO DI SUA EMITTENZA

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BERLUSCONI for president. Al grido di "Forza Italia", Sua Emittenza ha chiuso l' anno vecchio e ora apre il nuovo da protagonista. Nell' era del craxismo, dal famigerato decreto contro l' oscuramento disposto dai pretori fino all' infausta legge Mammì, è stato a capo di un superpartito occulto che gli ha dispensato coperture e favori. Adesso, persi ormai i padrini politici, ha deciso di giocare in proprio, forse più per necessità che per scelta. Lui dice che vuole salvare l' Italia dall' avanzata delle sinistre, dal pericolo "rosso" E può darsi che sia una preoccupazione sincera. Ma soprattutto vuol preservare il suo impero da una regolamentazione più equa e rigorosa. Alla testa di una concentrazione televisiva che non ha paragoni al mondo, Berlusconi punta a costituire un nuovo partito e magari a insediarsi a palazzo Chigi per difendere i propri interessi, economici e commerciali. Da "lìder maximo", tende a trasformare la sua azienda in macchina elettorale. Da concessionario pubblico, qual è chi utilizza un bene collettivo come l' etere e le frequenze tv, mira a realizzare fini di parte, soggettivi, personali. Neppure ai tempi della peggiore lottizzazione, quando la Rai era divisa a fette tra Dc, Psi, Pci e relative correnti, s' era mai visto un leader politico disporre di tre canali. A questo punto, se il partito di Berlusconi prevarrà, c' è da prevedere che l' assetto del settore televisivo - fondato sul duopolio pubblico e privato - rimarrà sostanzialmente inalterato, con gravi ripercussioni sul pluralismo dell' informazione e sulla libera concorrenza. In caso contrario, dopo aver alzato la voce per tempo, sua Emittenza si atteggerà verosimilmente a vittima designata, invocando la tutela delle minoranze e la clemenza dei vincitori. Comunque vada a finire, sarà stata un' abile operazione di marketing.
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