ROMA - Solo toni caldi. "I colori del sole al tramonto", suggerisce un collaboratore del dottore che ha appena visto il Piccolo Budda. Fondo rosa scuro, libreria e scrivania di legno biondo, libri rilegati di pelle rosso ciliegia. Rassicurante, tranquillizzante. Contorni del viso e spigoli delle pareti sfumati da un vecchio trucco, una calza da donna sull' obiettivo buona anche per cancellare le rughe. Luce d' ambiente, tagliacarte d' argento in primo piano, alle spalle i libri un po' in disordine perché sia chiaro che si usano, non sono lì per arredare. Due cornici d' argento con le foto dei figli piccoli: al mare, tutti nell' acqua, in campagna, sulle spalle di papà. Accanto una scultura di pietra grigia: Cascella. Nelle case degli italiani, ecco Silvio Berlusconi nel suo habitat. Perfetto. Altro che intervista collettiva dal Teatro delle Vittorie, RaiUno, con - poniamo - Montanelli e Claudio Rinaldi che fanno domande cattive, ti fanno sudare e perdere il filo, ti fanno ballare sulla sedia e magari fai la faccia tirata. No, il Cavaliere lo aveva chiaro in mente: niente rischi per il messaggio alla nazione. Silvio Berlusconi registra in casa, nemmeno ad Arcore ma proprio a casa sua, la casa dove abita, a Macherio. Arrivano le telecamere amiche ("telecamere di Forza Italia, anzi di Videotime, la società del gruppo che si occupa di comunicazione, ma non dei tg", precisa subito il responsabile romano della Fininvest comunicazioni, all' esordio con queste ulteriori complicazioni di distinguo). Nello studio siedono Nicolò Quercia e Antonio Tajani, collaboratori stretti del dottore, la moglie e la figlia piccola Eleonora che erano in casa e si sono affacciate lì. Sotto il loro sguardo amorevole Silvio Berlusconi registra. L' occasione è solenne, il maglione di cachemire questa volta non va: agli italiani si presenta in doppiopetto blu (appena un po' avvitato), camicia oxford con polsini inamidati, cravatta a impercettibili pois bianchi, microfono al bavero, un ' gobbo' davanti dove scorrono le parole del messaggio, perché così dà l' impressione di saperlo a memoria e può guardare diritto in telecamera, cioè negli occhi di chi ascolta. Dieci minuti di parole, una sola zoomata dopo sei minuti, primo piano ininterrotto. "Sì, c' era una certa fissità nel messaggio - dirà più tardi nello speciale del Tg1 Furio Colombo, presidente della Fiat Usa ed esperto di cose americane - rispetto alle possibilità del mezzo ha scelto la prudenza, uno stile conservatore. Un malevolo potrebbe dire che ha scelto la solennità del messaggio presidenziale. Ross Perot è sceso in campagna così". Con un videoclip, anzi con una trasmissione via satellite che le redazioni Rai e Finivest hanno ricevuto alle cinque e dieci del pomeriggio sui canali (solo per addetti) della bassa frequenza. Lo scoop, manco a dirlo, è di Emilio Fede, che alle cinque e mezza manda in onda la versione integrale. Poi, a registrazione finita, si rivolge a un suo cronista mandato per l' occasione davanti alla villa di Arcore, Alfredo Macchi: "Macchi, il presidente della Fininvest, anzi non è più presidente, il dottor Berlusconi è in casa?". "No, non c' è, ma c' è attesa". "Ecco, e dov' é?". "Non si sa ma qui c' è molta attesa". Il Tg4 ha fatto la sua parte, seguono a ruota il Tg5 flash (un servizio di un minuto nell' edizione delle sei, solo immagini e niente audio di Berlusconi. "Meno di così..." commenta Mentana che più tardi, nell' editoriale garantirà al "Berlusconi politico lo stesso spazio che sarà dato agli altri protagonisti, ne più ne meno"), il Tg1 del pomeriggio (un minuto), alle sette il Tg3 della sera. Andrea Giubilo, l' erede di Curzi, dedica al Cavaliere una copertina intitolata "Il dado è tratto". Ripropone tutto l' attacco del discorso di Berlusconi, da "Amo l' Italia, questo è il paese dove mio padre...". "Senza commento", spiega il vicedirettore Corradino Mineo. "Abbiamo pensato che tacere fosse il commento migliore".
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