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L'ANTICOMUNISMO SENZA I COMUNISTI

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DUE SUGGESTIONI riconducibili alla paura del nuovo si sono diffuse in questa confusa campagna elettorale: l' anticomunismo e il berlusconismo. L' anticomunismo senza comunismo produce immaginazioni prive di ogni riscontro reale, ma proprio per questo irresistibili. La Rai è nelle mani dei comunisti! Come? Dove? Meglio non chiederlo, si passa per comunisti o per utili idioti. Non importa che il direttore della Rai sia Gianni Locatelli, un cattolico, circondato da professori bocconiani o del cattolicissimo Censis di Giuseppe De Rita. CHE DUE su tre reti televisive non siano dell' area Pds e che la radio abbia per programmatore culturale il cattolico Aldo Grasso e per direttore del notiziario il liberalsocialista Livio Zanetti. Non importa, la Rai è dei comunisti. La prova? La Rai non è amica di Berlusconi, che guida la crociata contro il comunismo, "ergo" è comunista. "Non sarà che alla Rai hanno una giustificata paura che un Berlusconi …
DUE SUGGESTIONI riconducibili alla paura del nuovo si sono diffuse in questa confusa campagna elettorale: l' anticomunismo e il berlusconismo. L' anticomunismo senza comunismo produce immaginazioni prive di ogni riscontro reale, ma proprio per questo irresistibili. La Rai è nelle mani dei comunisti! Come? Dove? Meglio non chiederlo, si passa per comunisti o per utili idioti. Non importa che il direttore della Rai sia Gianni Locatelli, un cattolico, circondato da professori bocconiani o del cattolicissimo Censis di Giuseppe De Rita. CHE DUE su tre reti televisive non siano dell' area Pds e che la radio abbia per programmatore culturale il cattolico Aldo Grasso e per direttore del notiziario il liberalsocialista Livio Zanetti. Non importa, la Rai è dei comunisti. La prova? La Rai non è amica di Berlusconi, che guida la crociata contro il comunismo, "ergo" è comunista. "Non sarà che alla Rai hanno una giustificata paura che un Berlusconi vincente se la papperebbe?". "Ma non dica sciocchezze, è comunista". E' comunista anche la magistratura, lo ha affermato fra applausi scroscianti Titti la rossa, di capelli ma, qualche anno fa, anche di tessera. Nessuno dei magistrati del pool di Mani pulite, Di Pietro, Colombo, Davigo, D' Ambrosio, ha mai avuto una tessera comunista ma se lo dice la Titti Parenti comunisti certamente sono. "Ma non stanno insistendo quasi ossessivamente con il povero Sama perché confessi che Gardini ha versato un miliardo ai comunisti?". "Sì, ma è tutta scena". E' comunista l' università e sono comunisti i grandi giornali. "Ma i loro padroni non sono dei grandi borghesi, dei grandi imprenditori?". "Già ma di quelli che strizzano l' occhio ai comunisti per schiacciare di comune accordo gli onesti piccoli e medi imprenditori anticomunisti". L' anticomunismo senza comunismo si allarga a macchia d' olio perché copre la paura del nuovo, questa sì reale, una costante del trasformismo italiano, di un paese in cui da Garibaldi a Mussolini a De Gasperi tutti i distruttori del vecchio Stato si sono rassegnati e adoperati alla sua pronta ricostruzione. Noi non giureremmo neppure sul riformismo dell' alleanza progressista, ciò che è accaduto di recente in Francia o in Spagna ci induce alla cautela, ma insomma un governo delle sinistre qualcosina dovrebbe pure cambiarla, qualche cattiva abitudine dovrebbe pure provarsi a cancellarla, qualche inefficienza e dissipazione dovrebbe pure correggerla, quanto basta per terrorizzare i moderati che se i partiti di governo non fossero morti per conto loro, per svuotamento e paralisi, li voterebbero ancora. Il berlusconismo è l' altra faccia della paura del nuovo, è la cosmesi del vecchio e più di una cosmesi i moderati non chiedono. La Lega e il Msi da soli non ne sarebbero stati capaci. Per il novanta per cento degli italiani la Lega è una cosa estranea e rischiosa, localista e secessionista. Magari solo una tigre di carta, ma non si sa mai, da cosa nasce cosa, avete visto cosa è successo in Jugoslavia? Il Msi di Gianfranco Fini è meno preoccupante ma sempre poco presentabile. L' uomo giusto è Silvio Berlusconi, l' uomo dei due grandi amori italiani, il calcio e la televisione, il self made man, dall' ago al miliardo, ma sempre alla mano. Chi meglio di lui potrebbe compiere in modo indolore il grande quanto innocuo turn over dei politici italiani? Via le vecchie facce dei ladri e dei corrotti e dentro delle facce sconosciute che per essere tali sono di per sé nuove. Dicono che Silvio Berlusconi abbia detto ai giornalisti che lo interrogavano sul suo programma: "Non ve lo dico se no gli altri lo copiano". Una risposta che suonerebbe ridicola in un paese che vuole veramente cambiare, ma geniale in un paese che di cambiare non ha nessuna voglia. Un grande innocuo turn over del ceto politico, ecco ciò che i moderati si attendono da Berlusconi. Invece della borghesia terziaria e rampante che, garofano all' occhiello, applaudiva Bettino Craxi, una seconda generazione terziaria e rampante che applaude Berlusconi per continuare a fare le sue carriere e i suoi comodi. Se in qualche modo il regime partitocratico era simile al fascismo si deve purtroppo ammettere che è caduto senza antifascisti. Al convegno romano di Forza Italia, l' eterna Italia del tira a campare, la platea ha applaudito con slancio e direi con sollievo i vaghi inni al liberismo, all' antifiscalismo, a Dio patria famiglia individuo che lasciano le cose come stanno. L' anticomunismo senza comunismo dei moderati, cui si oppone la demonizzazione di Berlusconi descritto come il "cavaliere nero" fondatore di un fascismo in maglione di cachemire sono entrambe immaginarie. Ciò che i moderati si attendono da Berlusconi in caso di vittoria è che egli sia il riciclatore della democrazia della prima repubblica: un po' di facce nuove e calcio e televisione per tutti.