Politica

IL CAVALIERE NERO E I DISASTRI IMMAGINARI

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SA IL Cielo perché (forse perché è all' opposizione) a Silvio Berlusconi da un po' di tempo piace fare il menagramo. Dire e urlare, cioè, che l' Italia è ormai sull' orlo della rovina completa. E che se Prodi rimane al suo posto ancora qualche mese, per questo paese non ci sarà più niente da fare. Fra le persone che conosco non ne esiste un' altra, infatti, che più del Cavaliere sprizza ottimismo, buona salute, fortuna, felicità. D' altra parte, è lo stesso patron della Fininvest che non perde occasione per ricordarci tutto questo.
Due mega-residenze appena fuori Milano, sei o sette ville in Sardegna, una piccola flotta di aerei e elicotteri, un network tv, una squadra di calcio (e altre di pallacanestro, ecc.), moglie stupenda, figli straordinari, amici fantastici. E la Borsa, come dimenticarsene? Lo valuta sui cinque-sei mila miliardi di lire. Come può uno che dal niente è arrivato a valere più di cinque mila miliardi fare la Cassandra? Come possa uno con tutte queste cose mettersi in testa di fare l' uccello del malaugurio in un paese come l' Italia (che ha un gran senso del comico) è un mistero. Basta guardarlo, per vedere il ritratto della completa realizzazione e felicità. Eppure, il Cavaliere si è innamorato di questo ruolo. E così proprio nel sabato pomeriggio del lungo ponte del primo maggio fa sfilare i suoi lungo le strade di Milano, per protestare contro il Prodi "vampiro". Meno tasse e più lavoro, è lo slogan scelto per la manifestazione. Altrimenti l' Italia è condannata a chissà quanti secoli di penitenza e di sofferenze. EQUI si notano una serie di altre contraddizioni. La prima, e forse è la più evidente, riguarda proprio coloro che hanno sfilato insieme al Cavaliere e ai suoi fidi: professionisti, piccoli industriali, commercianti, bottegai. Proprio le categorie, cioè, dalle quali (secondo tutte le ricerche fatte in Italia) proviene il maggior numero di evasori fiscali. I partecipanti alla sfilata di sabato, insomma, fanno un po' come il borseggiatore incallito, che, dopo aver alleggerito la signora sul metrò, si mette a gridare "al ladro, al ladro", puntando il dito contro un pacifico ragioniere di Pavia che passava da quelle parti per puro caso. Ma le contraddizioni più grosse sono altre. E sono terribili. Terribili perché ci spiegano quanto la destra italiana, sotto l' illuminata guida del Cavaliere, sia ormai lontana da ogni riferimento internazionale e culturale di un certo peso. In queste ultime settimane sono usciti sull' Italia una quantità di rapporti (Cee, Ocse, Fondo monetario, ecc.) e tutti contenevano, come è giusto, critiche e apprezzamenti. Ma nessuno di questi studi lanciava grida d' allarme, inviti a muoversi per evitare immaginarie catastrofi.
Solo Berlusconi e i suoi sembrano non averli letti. C' è, ormai, qualcosa di sinistro in questa visione catastrofica del nostro paese coltivata dai leader del Polo (e solo da loro in tutto il mondo).
Qualcosa di sinistro perché assomiglia sempre di più a un isolamento cosmico, planetario, totale. POSSIBILE che l' Italia stia per sfasciarsi e che se ne accorgano, oltre a Bossi, soltanto Berlusconi, Fini, Buttiglione e Casini? Fra tutti i funzionari ed esperti della Cee, dell' Ocse e del Fondo monetario non se ne trova nemmeno uno che abbia la loro stessa idea dell' Italia. Tutti ciechi? Tutti sordi? Tutti ignoranti? E, nel mucchio, dobbiamo mettere anche i mercati, gli operatori finanziari di Wall Street e della City? Come si fa, mi domando, a sfilare il sabato pomeriggio per le vie di Milano, sotto un caldo africano, annunciando la fine dell' economia del paese, quando la lira, sui mercati, sta a quota 988 contro il marco. Sta cioè meglio della parità centrale fissata all' epoca del rientro nello Sme? Meglio di quanto non sia mai stata negli ultimi tre-quattro anni. E quando la Borsa, tutto sommato, ha segnato un lieve rialzo e sta comunque sui suoi massimi storici? Come fanno il Cavaliere e i suoi a non rendersi conto che è come se facessero un comizio senza avere lo sgabello sotto i piedi, sospesi a mezz' aria? Loro parlano, annunciano disastri e apocalissi, parlano di un imminente pericolo comunista, ma di tutto ciò non esiste alcuna traccia nel mondo. Non c' è nell' andamento dei mercati, non c' è negli studi degli esperti, non c' è nei documenti degli organismi internazionali, non c' è nelle cifre ufficiali. Ma perché la Destra italiana è così bizzarra? Così testardamente catastrofica? Così fuori dal mondo? Lontana mille anni luce dal paese in cui vive? Forse, capovolgendo il tormentone di Sabina Guzzanti, bisogna cominciare a pensare che la Destra italiana non esiste, è solo una leggenda metropolitana. Un' invenzione di Walter Veltroni per spaventare i progressisti.
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