"Milanese, nomine in cambio di soldi
Stretti contatti con i vertici della Gdf"
Il gip di Napoli Amelia Primavera nel mandato d'arresto del parlamentare Pdl, ex consigliere di Tremonti: l'indagato prometteva e assicurava incarichi in cambio di somme di denaro e regali. Orologi di lusso ("Uno è per il ministro) e un viaggio a New York
ROMA - Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere contro il deputato del Pdl Marco Milanese, ex consigliere di Giulio Tremonti, il gip di Napoli Amelia Primavera non scrive soltanto che l'affitto della casa romana in cui abita il ministro dell'Economia è a carico dello stesso Milanese. Ecco alcuni dei passi della richiesta trasmessa alla Camera per l'autorizzazione a eseguire l'arresto.
Nomine e incarichi in cambio di denaro. "Può tranquillamente affermarsi" che Milanese, "nella sua qualità di consigliere politico del ministro dell'Economia, abbia promesso prima, ed assicurato poi, l'attribuzione di nomine ed incarichi" in diverse società controllate dal ministero, ricevendo come corrispettivo somme di denaro e altre utilità". Le indagini hanno consentito di accertare, "al di fuori di ogni dubbio" - scrive il gip - che Milanese abbia effettivamente assicurato la nomina di Guido Marchese a componente del collegio…
Nomine e incarichi in cambio di denaro. "Può tranquillamente affermarsi" che Milanese, "nella sua qualità di consigliere politico del ministro dell'Economia, abbia promesso prima, ed assicurato poi, l'attribuzione di nomine ed incarichi" in diverse società controllate dal ministero, ricevendo come corrispettivo somme di denaro e altre utilità". Le indagini hanno consentito di accertare, "al di fuori di ogni dubbio" - scrive il gip - che Milanese abbia effettivamente assicurato la nomina di Guido Marchese a componente del collegio…
ROMA - Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere contro il deputato del Pdl Marco Milanese, ex consigliere di Giulio Tremonti, il gip di Napoli Amelia Primavera non scrive soltanto che l'affitto della casa romana in cui abita il ministro dell'Economia è a carico dello stesso Milanese. Ecco alcuni dei passi della richiesta trasmessa alla Camera per l'autorizzazione a eseguire l'arresto.
Nomine e incarichi in cambio di denaro. "Può tranquillamente affermarsi" che Milanese, "nella sua qualità di consigliere politico del ministro dell'Economia, abbia promesso prima, ed assicurato poi, l'attribuzione di nomine ed incarichi" in diverse società controllate dal ministero, ricevendo come corrispettivo somme di denaro e altre utilità". Le indagini hanno consentito di accertare, "al di fuori di ogni dubbio" - scrive il gip - che Milanese abbia effettivamente assicurato la nomina di Guido Marchese a componente del collegio sindacale nelle società a partecipazione pubblica Ansaldo Breda spa, Oto Melara spa, Ansaldo Energia spa, Sogin spa e Sace spa, ricevendo dallo stesso la somma di centomila euro". "Con lo stesso 'modus operandi' - prosegue il giudice - risulta che abbia imposto la nomina di Carlo Barbieri a consigliere di amministrazione di Federservizi spa, società controllata dalle Ferrovie dello Stato".
Sulla vicenda delle nomine, Milanese ha reso spontanee dichiarazioni al pm il 29 marzo scorso, "circoscrivendo, tuttavia, il suo ruolo ma confermando di aver personalmente segnalato i nominativi di Marchesi e di Barbieri". Egli ha escluso qualsiasi rapporto con le nomine, "confermando anche i rapporti economico-patrimoniali comunque intercorsi " con i due, relativi a quote di società immobiliari e a una villa a Cannes. "Dette dichiarazioni - a parere del gip - appaiono francamente inattendibili", alla luce degli esiti di alcune perquisizioni e di alcune dichiarazioni testimoniali "che sconfessano apertamente quanto sostenuto dall'indagato".
I rapporti con le Fiamme gialle. Milanese è "tuttora in stretto contatto" con i vertici della Guardia di Finanza, scrive Primavera riportando quanto riferito da Tremonti nel corso di un interrogatorio, in qualità di persona informata sui fatti, avvenuto il 17 giugno scorso. In quell'interrogatorio il ministro ha parlato dell'"esistenza di 'cordate'" all'interno della Guardia di Finanza "costituitesi in vista della prossima nomina del Comandante Generale, precisando come alcuni rappresentanti di quel Corpo siano in stretto contatto con il presidente del Consiglio" Silvio Berlusconi. Ma soprattutto Tremonti ha riferito come "Milanese sia tuttora in stretto contatto con quei vertici, avendo appreso dagli stessi quanto poi riferito al ministro ed oggetto di un colloquio tra lo stesso ed il presidente del Consiglio Berlusconi".
La circostanza che Milanese, ex colonnello delle Fiamme Gialle, "sia ancora oggi un punto di riferimento all'interno della Guardia di Finanza, proprio per l'accertata vicinanza al ministro Tremonti aggrava - a parere del gip - le esigenze cautelari legate al pericolo di inquinamento probatorio".
Gli orologi di Viscione. Paolo Viscione - il titolare di alcune società al quale Milanese avrebbe rivelato lo stato di indagini a suo carico in cambio di ingenti somme di denaro, auto, gioielli ed altre "utilità" - indagato e interrogato il 19 dicembre dai pm di Napoli riferisce di aver acquistato e consegnato allo stesso parlamentare del Pdl degli orologi di lusso uno dei quali, a detta di Milanese, destinato a Tremonti.
Riferisce Viscione agli inquirenti: "...voleva tre orologi, uno per la compagna, un altro per il ministro... poi se ne pigliò quattro, alla fine del giro, quattro, ora non mi ricordo bene, però tengo tutto segnato perché mi sono fatto fare la dichiarazione da Laurenti (il gioielliere romano che ha fornito gli orologi, ndr)... con la scusa che doveva ancora essere pagato, giusto per avere la prova, se fosse stato necessario, dell'operazione... uno era quello che doveva essere destinato a Tremonti e gli altri tre, mi pare, uno se l'è preso lui, un altro... e poi gli ho dato 48, 47, 48mila euro, 45, una cosa del genere, che ho pagato...".
PM: Ma chi ha detto che doveva essere destinato a Tremonti questo orologio?
Viscione: Lui.
PM: Lui?
VP: E io l'ho detto pure a Laurenti...
Ma poi, prosegue Viscione, gli orologi a Milanese "non sono piaciuti ed è andato lui da Laurenti a sceglierli... quello Laurenti lo può benissimo testimoniare".
Il gioielliere, Stefano Laurenti, oggetto di perquisizione e sentito dagli inquirenti, ha confermato la circostanza. "Viscione - ha dichiarato Laurenti - versò l'importo di 39.000 euro, anzi versò la somma complessiva di 44.000 euro. Questo perché gli orologi acquistati erano destinati a un nostro cliente, il dr. Marco Milanese, che venne personalmente a sceglierli e a ritirarli". "Ricordo che Viscione - ha ricostruito Laurenti - mi preannunciò che sarebbe passato Milanese per scegliere degli orologi, chiedendomi di mettermi a disposizione e poi sarebbe passato lui per saldare. Non mi diede un tetto di spesa, anche se mi chiese di non fargli spendere troppo.... Milanese venne da solo, se ben ricordo, e scelse gli orologi dalla vetrina. Mi disse che uno dei due orologi da uomo era per il ministro Tremonti, io poi non so se fosse vero o meno. Non mi disse l'orologio da donna per chi era. Immagino che fosse per la sua compagna che non conosco né di nome né di persona".
Il viaggio a New York. Tra i "donativi" che Viscione avrebbe fatto a Milanese, "quale illecito corrispettivo" per interferire sulle indagini che lo riguardavano, vi sarebbe anche "un viaggio e soggiorno a New York per due persone per il Capodanno 2009/2010". Di questo viaggio parla lo stesso Viscione, in uno dei numerosi interrogatori cui è stato sottoposto. Sentito il 12 dicembre 2010 l'imprenditore riferisce che a "novembre lui (Milanese, ndr) comincia a chiedere insistentemente viaggi per sé e per la sua compagna, una certa Manuela Bravi". Il racconto riguarda in particolare un episodio, che Viscione definisce "volgarissimo perché si è fatto disdire dieci volte il viaggio, perché doveva partire con la Ferilli, con, con De Sica... che dovevano stare tutti allo stesso piano e si doveva trovare lo stesso albergo, insomma, ha fatto impazzire Sidoti, che poi si occupava di questo...". E quindi, prosegue Viscione, "lui, alla fine, si va a fare Capodanno al Plaza di New York, con la compagna, dove allo stesso piano, perché non era riuscito Sidoti a trovargli una stanza allo stesso posto dove lui stava con De Sica, con la Ferilli e con quello là che fa 'Terra', come si chiama, era prima il direttore della Rai..."
PM: Cattaneo.
Viscione: Cattaneo.
AV: L'amico della Ferilli.
PM: E quindi lei paga questo viaggio?
Viscione: Sì.
Barca per la nomina Enav. Una barca da "600-700mila euro" in cambio da una nomina all'Enav. Ne parla sempre Viscione: "Milanese ha una barca, aveva una barca importante, comprata da Russo di Capri... che valeva seicento, settecentomila euro... lui me la voleva rifilare... e io che stavo sotto scacco non potevo dire di no così, allora ho trovato la soluzione (ride), avevo un amico che aveva bisogno di una cortesia, quella là di essere confermato in una nomina... Sidoti mi premeva: perché non lo presentiamo a Milanese, non lo presentiamo a Milanese?... Invece di presentarlo, lo faccio portare da me e gli dico: senti, tu sei disposto a fare un'operazione di questo tipo? Ti compri la barca. La fai comprare a qualcuno e quello ti farà il piacere sicuramente, no... così è stato, questo si chiama Fabrizio Testa ed è il presidente dimissionario dell'Enav, Finmeccanica...".
PM: Fabrizio?
Viscione: Enav.
PM: No, Enav la conosco, il nome...
Viscione: Fabrizio Testa, inquisito dallo scandalo famoso delle fatture false Enav e compagnia bella... (inc.) non lo voleva, Matteoli non lo voleva, Alemanno non lo voleva, Tremonti l'ha fatto nominare...
Pm: Ma all'Enav?
Viscione: Eh.
PM: Inc. - di Enav?
Viscione: No, l'ha fatto diventare presidente dell'Enav, con i poteri, che poi si è dovuto dimettere, perché è nato il casino delle fatture false, è un altro discorso... però è stato nominato e si è comprato la barca... io tengo i documenti, eh..
(Fabrizio Testa, coinvolto nell'inchiesta sulle fatture gonfiate ed ex consigliere di amministrazione dell'Enav, l'11 novembre 2009 fu nominato presidente della Techno Sky, società interamente partecipata dall'Ente nazionale assistenza al volo).
Nomine e incarichi in cambio di denaro. "Può tranquillamente affermarsi" che Milanese, "nella sua qualità di consigliere politico del ministro dell'Economia, abbia promesso prima, ed assicurato poi, l'attribuzione di nomine ed incarichi" in diverse società controllate dal ministero, ricevendo come corrispettivo somme di denaro e altre utilità". Le indagini hanno consentito di accertare, "al di fuori di ogni dubbio" - scrive il gip - che Milanese abbia effettivamente assicurato la nomina di Guido Marchese a componente del collegio sindacale nelle società a partecipazione pubblica Ansaldo Breda spa, Oto Melara spa, Ansaldo Energia spa, Sogin spa e Sace spa, ricevendo dallo stesso la somma di centomila euro". "Con lo stesso 'modus operandi' - prosegue il giudice - risulta che abbia imposto la nomina di Carlo Barbieri a consigliere di amministrazione di Federservizi spa, società controllata dalle Ferrovie dello Stato".
Sulla vicenda delle nomine, Milanese ha reso spontanee dichiarazioni al pm il 29 marzo scorso, "circoscrivendo, tuttavia, il suo ruolo ma confermando di aver personalmente segnalato i nominativi di Marchesi e di Barbieri". Egli ha escluso qualsiasi rapporto con le nomine, "confermando anche i rapporti economico-patrimoniali comunque intercorsi " con i due, relativi a quote di società immobiliari e a una villa a Cannes. "Dette dichiarazioni - a parere del gip - appaiono francamente inattendibili", alla luce degli esiti di alcune perquisizioni e di alcune dichiarazioni testimoniali "che sconfessano apertamente quanto sostenuto dall'indagato".
I rapporti con le Fiamme gialle. Milanese è "tuttora in stretto contatto" con i vertici della Guardia di Finanza, scrive Primavera riportando quanto riferito da Tremonti nel corso di un interrogatorio, in qualità di persona informata sui fatti, avvenuto il 17 giugno scorso. In quell'interrogatorio il ministro ha parlato dell'"esistenza di 'cordate'" all'interno della Guardia di Finanza "costituitesi in vista della prossima nomina del Comandante Generale, precisando come alcuni rappresentanti di quel Corpo siano in stretto contatto con il presidente del Consiglio" Silvio Berlusconi. Ma soprattutto Tremonti ha riferito come "Milanese sia tuttora in stretto contatto con quei vertici, avendo appreso dagli stessi quanto poi riferito al ministro ed oggetto di un colloquio tra lo stesso ed il presidente del Consiglio Berlusconi".
La circostanza che Milanese, ex colonnello delle Fiamme Gialle, "sia ancora oggi un punto di riferimento all'interno della Guardia di Finanza, proprio per l'accertata vicinanza al ministro Tremonti aggrava - a parere del gip - le esigenze cautelari legate al pericolo di inquinamento probatorio".
Gli orologi di Viscione. Paolo Viscione - il titolare di alcune società al quale Milanese avrebbe rivelato lo stato di indagini a suo carico in cambio di ingenti somme di denaro, auto, gioielli ed altre "utilità" - indagato e interrogato il 19 dicembre dai pm di Napoli riferisce di aver acquistato e consegnato allo stesso parlamentare del Pdl degli orologi di lusso uno dei quali, a detta di Milanese, destinato a Tremonti.
Riferisce Viscione agli inquirenti: "...voleva tre orologi, uno per la compagna, un altro per il ministro... poi se ne pigliò quattro, alla fine del giro, quattro, ora non mi ricordo bene, però tengo tutto segnato perché mi sono fatto fare la dichiarazione da Laurenti (il gioielliere romano che ha fornito gli orologi, ndr)... con la scusa che doveva ancora essere pagato, giusto per avere la prova, se fosse stato necessario, dell'operazione... uno era quello che doveva essere destinato a Tremonti e gli altri tre, mi pare, uno se l'è preso lui, un altro... e poi gli ho dato 48, 47, 48mila euro, 45, una cosa del genere, che ho pagato...".
PM: Ma chi ha detto che doveva essere destinato a Tremonti questo orologio?
Viscione: Lui.
PM: Lui?
VP: E io l'ho detto pure a Laurenti...
Ma poi, prosegue Viscione, gli orologi a Milanese "non sono piaciuti ed è andato lui da Laurenti a sceglierli... quello Laurenti lo può benissimo testimoniare".
Il gioielliere, Stefano Laurenti, oggetto di perquisizione e sentito dagli inquirenti, ha confermato la circostanza. "Viscione - ha dichiarato Laurenti - versò l'importo di 39.000 euro, anzi versò la somma complessiva di 44.000 euro. Questo perché gli orologi acquistati erano destinati a un nostro cliente, il dr. Marco Milanese, che venne personalmente a sceglierli e a ritirarli". "Ricordo che Viscione - ha ricostruito Laurenti - mi preannunciò che sarebbe passato Milanese per scegliere degli orologi, chiedendomi di mettermi a disposizione e poi sarebbe passato lui per saldare. Non mi diede un tetto di spesa, anche se mi chiese di non fargli spendere troppo.... Milanese venne da solo, se ben ricordo, e scelse gli orologi dalla vetrina. Mi disse che uno dei due orologi da uomo era per il ministro Tremonti, io poi non so se fosse vero o meno. Non mi disse l'orologio da donna per chi era. Immagino che fosse per la sua compagna che non conosco né di nome né di persona".
Il viaggio a New York. Tra i "donativi" che Viscione avrebbe fatto a Milanese, "quale illecito corrispettivo" per interferire sulle indagini che lo riguardavano, vi sarebbe anche "un viaggio e soggiorno a New York per due persone per il Capodanno 2009/2010". Di questo viaggio parla lo stesso Viscione, in uno dei numerosi interrogatori cui è stato sottoposto. Sentito il 12 dicembre 2010 l'imprenditore riferisce che a "novembre lui (Milanese, ndr) comincia a chiedere insistentemente viaggi per sé e per la sua compagna, una certa Manuela Bravi". Il racconto riguarda in particolare un episodio, che Viscione definisce "volgarissimo perché si è fatto disdire dieci volte il viaggio, perché doveva partire con la Ferilli, con, con De Sica... che dovevano stare tutti allo stesso piano e si doveva trovare lo stesso albergo, insomma, ha fatto impazzire Sidoti, che poi si occupava di questo...". E quindi, prosegue Viscione, "lui, alla fine, si va a fare Capodanno al Plaza di New York, con la compagna, dove allo stesso piano, perché non era riuscito Sidoti a trovargli una stanza allo stesso posto dove lui stava con De Sica, con la Ferilli e con quello là che fa 'Terra', come si chiama, era prima il direttore della Rai..."
PM: Cattaneo.
Viscione: Cattaneo.
AV: L'amico della Ferilli.
PM: E quindi lei paga questo viaggio?
Viscione: Sì.
Barca per la nomina Enav. Una barca da "600-700mila euro" in cambio da una nomina all'Enav. Ne parla sempre Viscione: "Milanese ha una barca, aveva una barca importante, comprata da Russo di Capri... che valeva seicento, settecentomila euro... lui me la voleva rifilare... e io che stavo sotto scacco non potevo dire di no così, allora ho trovato la soluzione (ride), avevo un amico che aveva bisogno di una cortesia, quella là di essere confermato in una nomina... Sidoti mi premeva: perché non lo presentiamo a Milanese, non lo presentiamo a Milanese?... Invece di presentarlo, lo faccio portare da me e gli dico: senti, tu sei disposto a fare un'operazione di questo tipo? Ti compri la barca. La fai comprare a qualcuno e quello ti farà il piacere sicuramente, no... così è stato, questo si chiama Fabrizio Testa ed è il presidente dimissionario dell'Enav, Finmeccanica...".
PM: Fabrizio?
Viscione: Enav.
PM: No, Enav la conosco, il nome...
Viscione: Fabrizio Testa, inquisito dallo scandalo famoso delle fatture false Enav e compagnia bella... (inc.) non lo voleva, Matteoli non lo voleva, Alemanno non lo voleva, Tremonti l'ha fatto nominare...
Pm: Ma all'Enav?
Viscione: Eh.
PM: Inc. - di Enav?
Viscione: No, l'ha fatto diventare presidente dell'Enav, con i poteri, che poi si è dovuto dimettere, perché è nato il casino delle fatture false, è un altro discorso... però è stato nominato e si è comprato la barca... io tengo i documenti, eh..
(Fabrizio Testa, coinvolto nell'inchiesta sulle fatture gonfiate ed ex consigliere di amministrazione dell'Enav, l'11 novembre 2009 fu nominato presidente della Techno Sky, società interamente partecipata dall'Ente nazionale assistenza al volo).