Appalti Enav, indagato Milanese
Due imprenditori arrestati

Ordini di custodia per Tommaso Di Lernia (già in carcere) e Massimo De Cesare. Al centro dell'inchiesta la vendita di una barca da 15 metri. L'accusa per il parlamentare Pdl, già consigliere di Tremonti, è di finanziamento illecito ai partiti. Il Gip parla tra l'altro di fondi neri a Officina della Libertà
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ROMA - Nuova tegola per Marco Milanese. Dopo la richiesta di arresto inoltrata alla Camera dai pm di Napoli, un'altra indagine, questa volta per finanziamento illecito ai partiti, investe il deputato del Pdl, ex ufficiale della guardia di finanza ed ex consigliere politico del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

Il gip Anna Maria Fattori, su richiesta del pm di Roma, Paolo Ielo, ha emesso due ordini di custodia cautelare per finanziamento illecito: uno in carcere per l'imprenditore Tommaso di Lernia (titolare della Print Sistem e responsabile della Eurotec, già agli arresti per corruzione e fatturazione di operazioni inesistenti nell'inchiesta sugli appalti dell'Enav assegnati a Selex sistemi integrati) e uno ai domiciliari per Massimo De Cesare, amministratore delegato di Eurotec, società che si occupa della costruzione di opere civili. Gli arresti si riferiscono all'indagine sulla vendita a Eurotec di una barca da 15 metri, la Mochi Craft, acquistata in leasing (20…
ROMA - Nuova tegola per Marco Milanese. Dopo la richiesta di arresto inoltrata alla Camera dai pm di Napoli, un'altra indagine, questa volta per finanziamento illecito ai partiti, investe il deputato del Pdl, ex ufficiale della guardia di finanza ed ex consigliere politico del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

Il gip Anna Maria Fattori, su richiesta del pm di Roma, Paolo Ielo, ha emesso due ordini di custodia cautelare per finanziamento illecito: uno in carcere per l'imprenditore Tommaso di Lernia (titolare della Print Sistem e responsabile della Eurotec, già agli arresti per corruzione e fatturazione di operazioni inesistenti nell'inchiesta sugli appalti dell'Enav assegnati a Selex sistemi integrati) e uno ai domiciliari per Massimo De Cesare, amministratore delegato di Eurotec, società che si occupa della costruzione di opere civili. Gli arresti si riferiscono all'indagine sulla vendita a Eurotec di una barca da 15 metri, la Mochi Craft, acquistata in leasing (20mila euro al mese) da Milanese.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vendita dell'imbarcazione, a un prezzo maggiorato rispetto al suo valore, sarebbe stata la contropartita richiesta da Milanese per la nomina, decisa dal cda di Enav su sua indicazione, dell'ex consigliere di amministrazione dell'ente nazionale di assistenza al volo, Fabrizio Testa, a presidente di Technosky, controllata di Enav.

Testa si sarebbe rivolto a Lorenzo Cola, l'ex consulente del presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, che avrebbe incaricato Di Lernia di risolvere il problema. Quest'ultimo avrebbe quindi contattato De Cesare che avrebbe concluso l'acquisto della barca pagandola circa 1,9 milioni di euro contro un valore stimato di 1,4 milioni.

A Milanese, scrive il gip, sarebbero arrivati 224 mila euro "pari al valore della sopravvalutazione dell'imbarcazione, più le spese di gestione e manutenzione fino alla cessione del bene". Quasi certamente gli interrogatori di garanzia di Di Lernia e De Cesare si terranno all'inizio della prossima settimana.

Milanese a pm: Testa sponsorizzato da Alemanno. Sentito dal pm, Milanese ha negato qualsiasi "interessamento nella nomina di Testa" alla rpesidenza di Tecnosky dicendo che era il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a sponsorizzarla. L'ex consigliere politico di Tremonti, nel corso di dichiarazioni spontanee rese ai magistrati della procura di Napoli il 29 marzo scorso, disse che fu "lo stesso Testa ad indicargli il prezzo, per l'acquisto della barca, che l'acquirente era disposto a corrispondergli pari a 1.491.000 di cui 475mila euro, per il maggior valore che l'imbarcazione avrebbe avuto rispetto al residuo debito derivante dalla locazione finanziaria". Quanto alla sponsorizzazione di Alemanno, sarebbe avvenuta "dopo che vi era stato un veto politico" al rinnovo di Testa nella carica di consigliere nel cda di Enav.

Fondi neri a Officina della Libertà. Nel provvedimento di custodia cautelare per Di Lernia e De Cesare si parla di "un 'sistema' che attraverso il meccanismo della sovrafatturazione o della fatturazione per operazioni in tutto o in parte inesistenti garantiva la creazione di fondi neri da destinare a coloro che erano in grado, per le funzioni svolte, ovvero per la veste politica loro conferita dagli esiti elettorali e da incarichi governativi così assunti di decidere sull'affidamento degli appalti per opera ed attività". Il gip Anna Maria Fattori fa riferimento a quanto raccontato da Di Lernia nel corso di un interrogatorio. L'imprenditore ha ricordato "di avere effettuato, sia attraverso la società Print Sistem che attraverso la Eurotec (di cui quindi ammetteva di essere il reale dominus con potere di destinazione delle risorse) erogazioni di denaro per l'Officina della Libertà", articolazione politica del partito di Silvio Berlusconi in cui era inserito l'onorevole Aldo Brancher (ex ministro per l'Attuazione del federalismo) con il cui segretario, tale Gori, era solito prendere accordi".

A Milanese carte di credito per viaggi. Milanese era solito usufruire di carte di credito per viaggi e vacanze senza apparente giustificazione. Lo scrive il gip Fattori nelle 33 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Di Lernia e De Cesare. Il magistrato riporta la testimonianza resa ai pm da Testa che "poco dopo la sottoscrizione della prima scrittura privata (per l'acquisto della barca da parte di eurotec, ndr), nel rappresentare a Sidoti (Gianni, collaboratore dell'imprenditore Paolo Viscione, principale teste d'accusa nell'inchiesta napoletana sul deputato del Pdl, ndr) le lamentele del Milanese sul ritardo nell'accollo del mutuo, ne aveva raccolto lo 'sfogo' per l'uso smodato che il Milanese aveva fatto nel corso di un recente viaggio negli Stati Uniti di una carta di credito consegnatagli, 'a precisa richiesta' dal Sidoti, così da significare una certa usualità del Milanese a godere di prestazioni altrui prive di ostensibile causa". Il gip cita poi la testimonianza di Cola, anche lui indagato. "Il Testa - ha detto l'ex consigliere esterno di Finmeccanica ai pm - nella consapevolezza che non sarebbe stato rinnovato nel cda di Enav, gli aveva riferito che grazie all'intermediazione di un 'amico' (tale Miscioni) di un suo 'amico' avvocato (tale Santini) - che aveva 'messo a disposizione dell'onorevole Milanese una carta di credito per spese personali' per viaggi e vacanze - facendo leva su tali rapporti, gli sarebbe stato trovato un 'collocamento'".

Tremonti al pm smentisce regali. "Per quanto riguarda il dono di un orologio da parte di Milanese alla mia persona, escludo di aver mai ricevuto il dono in oggetto", ha detto ministro dell'Economia al pm di Napoli Vincenzo Piscitelli che lo ha sentito nell'ambito dell'inchiesta da cui è scaturita la richiesta di arresto per il parlamentare del Pdl, il 16 dicembre 2010. Nell'interrogatorio, di una pagina, il ministro sottolinea che Milanese, in qualità di consigliere politico del ministero, "svolge un ruolo di raccordo con il Parlamento, essendo egli stesso parlamentare". Tremonti racconta inoltre di aver conosciuto Milanese "intorno al 2001, in occasione della sua applicazione quale aiutante di campo presso il ministero dell'Economia". E infine risponde ad una domanda degli inquirenti: "non c'è mai stata una collaborazione professionale del Milanese nello studio professionale di cui sono stato socio".