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RIMINI

Bersani rivendica il sostegno alla Cgil
"Il Pd ovunque si contesti la manovra"

In visita al Meeting di Cl, il segretario replica agli esponenti del partito che contestano la scelta di sostenere lo sciopero generale: "Discussione che non capisco". "Il caso Penati? Una vicenda dolorosa, ma si è sospeso e noi aspettiamo la magistratura". Convocata per il 5 settembre la commissione di garanzia: "Difenderà il buon nome del partito, ma sull'eventuale rinuncia alla prescrizione deciderà il diretto interessato"

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RIMINI - Al Meeting di Comunione e liberazione è il giorno di Bersani e Tremonti. Il segretario del Pd è arrivato al convegno di Rimini in visita ed ha parlato coin i giornalisti della manovra economica e dei due temi caldi che stanno agitando le acque nel partito in questi giorni: la questione morale legata alle gravi accuse mosse a Filippo Penati nell'inchiesta sulle tangenti al Comune di Sesto San Giovanni e la decisione di sostenere la scelta Cgil dello sciopero generale.

Il caso Penati - "Da questa dolorosa vicenda - ha detto Bersani riferendosi alla vicenda delle tangenti sull'area Falck - deve venire fuori una regola: si rispetta l'operato della magistratura e non le si mettono ostacoli. E poi siamo tutti uguali davanti alla legge. Chi è coinvolto in indagini, come dice il nostro stringente codice etico, fa un passo indietro. Penati ne ha fatti tre o quattro. E questo gli va riconosciuto".

Bersani ricorda che "Penati si è sospeso, ed ha lasciato le cariche istituzionali, e fuori dal gruppo del Pd. E quindi, adesso farà le sue scelte con i suoi avvocati. Noi - puntualizza il segretario del Pd - teniamo fermo un principio: le accuse sono certamente gravi, vogliamo che si trovi verità e chiarezza. Da parte nostra non sentirete mai parlare di complotti. La magistratura faccia il proprio dovere. Per noi sono tutti uguali davanti alla giustizia: immigrati, parlamentari e amministratori". E conclude: "Noi chiediamo, anche se esiste la presunzione di innocenza, che Penati faccia un passo indietro. E Penati lo ha fatto già. Io sono il segretario del partito e sono interessato a che non ci siano ombre in nessuno modo".

In seguito agli sviluppi sul caso, il Pd ha avviato "un'azione di immediata verifica a tutela della onorabilità del partito", rende noto un comunicato del partito democratico. Per il 5 settembre è stata convocata la riunione della commissione di garanzia "al fine di esaminare le iniziative da porre in essere nel quadro di una concreta azione di vigilanza". La commissione di garanzia "difenderà il buon nome del partito", ha detto Bersani, ma sull'eventuale rinuncia alla prescrizione, da più parti sollecitata, la decisione spetta al diretto interessato, ha aggiunto.

Il Pd e la Cgil - La scelta di Bersani di appoggiare lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 6 settembre ha diviso il partito, provocando le critiche di esponenti di primo piano come Sergio Chiamparino. La replica di Bersani è secca: "Il Partito democratico sarà  presente ovunque si protesterà e si criticherà questa manovra, anche allo sciopero della Cgil. Anche in casa mia, nel Pd, assisto sullo  sciopero a una discussione che non capisco. Tutti protestano per questa manovra, non ho sentito uno che sia d'accordo. Poi, c'è chi sceglie di scioperare, chi fa un'assemblea, chi organizza una raccolta di firme. Io dico: ognuno scelga in autonomia le forme di protesta che vuole. Il Pd - ribadisce Bersani- sarà presente in tutti i luoghi, scioperi e quant'altro, organizzati da chi vuole chiedere più equità e crescita nella manovra, correggendola".

Manovra ingiusta - Passando alle scelte del governo ed alla manovra economica, il segretario del Pd ha detto che "alla fine, come dice Bossi, una quadra la dovranno trovare. Ma purtroppo la soluzione lascerà buchi molto seri". "Io - dice Bersani - non critico solo il merito di questa manovra ingiusta e recessiva, ma dico anche che non è credibile e temo che i mercati e gli osservatori internazionali questo lo abbiano capito. Il rischio più grosso è che, fatta una manovra scombinata, il giorno dopo si sia punto e a capo".

Lo sciopero del calcio - Bersani ha risposto anche a una domanda sullo sciopero dei calciatori nella vertenza per il rinnovo del contratto, che ha causato il rinvio del campionato di Serie A. "Con tutti i problemi che abbiamo - ha risposto Bersani - vorrei che gli italiani almeno quell'ora e mezza la domenica la partita se la possano vedere, almeno quello...". Quanto a chi deve pagare il contributo di solidarietà Bersani ricorda "che i calciatori fanno i contratti al netto. Siamo arrivati a delle forme che, o le prendiamo alla radice, oppure poi non possiamo stupirci delle loro assurdità". Alla fine, dice il leader del Pd, "che il contributo di solidarietà lo paghi il presidente della società o il calciatore non me ne può fregare di meno. Basta che qualcuno paghi e basta che non usino questi diversivi, come ha fatto il ministro Calderoli, per far dimenticare alla gente che in questa manovra c'è ben altro".

Incontro con Tremonti - A margine del Meeting, Bersani ha avuto un breve colloquio con il ministro Tremonti, al quale ha sollecitato soprattutto l'eliminazione dalla manovra dell'articolo 8, quello relativo ai licenziamenti: "Tremonti si non si è chiuso - ha riferito poi Bersani -, mi è sembrato abbastanza aperto. Io gli ho detto "quello che penso su tutto il resto della manovra".
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