Politica

CRISI

Manovra alla Camera da lunedì, verso fiducia-bis
Trichet: "Nessun diktat al governo italiano"

Il testo approderà in Aula dopo il weekend e dovrebbe ottenere il voto finale entro giovedì. Reazioni positive dall'Ocse dopo il maxiemendamento: "Contiene misure che vanno nella giusta direzione".Giovedì "lo sciopero" dei sindaci. Napolitano: "Per stare in Europa bisogna cambiare"

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ROMA - Il decreto legge con la manovra del governo approderà nell'Aula della Camera lunedì pomeriggio e sarà prevedibilmente approvato fra mercoledì sera e giovedì mattina. Il governo, conferma il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, è orientato a far ricorso al voto di fiducia, come già fatto al Senato.  E' quanto emerso dopo la riunione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio.  Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ha dato la disponibilità per il voto finale entro martedì sera, a condizione di poter esaminare gli emendamenti, eventualità che sarebbe esclusa dall'apposizione della fiducia. Dovrà anche essere votata la pregiudiziale preannunciata dall'Idv sull'articolo 8. Se sarà presentata, è probabile che martedì prossimo si convochi a Montecitorio una nuova riunione dei capigruppo per stabilire i tempi. "Di fronte all'Idv, che ha annunciato una questione pregiudiziale di costituzionalità e di fronte al fatto che l'opposizione non assicurava la chiusura dei lavori in Commissione entro venerdì, è plausibile - ha detto Fabrizio Cicchitto - che il governo possa pensare a un voto di fiducia". La Commissione Bilancio inizierà l'esame oggi stesso per concluderlo al più tardi lunedì mattina.

Trichet.
"Da parte nostra non ci sono state imposizioni o diktat ma le ultime decisioni prese dall'esecutivo italiano sulla manovra confermano una cosa importante: un primo impegno da parte del governo - dice il presidente della Bce, Jean Claude Trichet - Abbiamo la conferma dell'applicazione delle nostre richieste. Dopo alcune esitazioni, alcune complessità, alla fine si è visto qualcosa che va nella direzione dell'impegno iniziale".

Ocse.
Le misure contenute nel testo varato dal Senato sono state "promosse" dall'Ocse: "Alcune sono molto importanti e vanno nella giusta direzione", ha detto il capo economista dell'Ocse, Pier Carlo Padoan, che cita in particolare e "per prima" la decisione di introdurre il vincolo di bilancio in Costituzione, quella di "rinviare" l'età pensionistica per le donne e quelle di "abolire di fatto" un intero livello degli enti locali. Si tratta di misure che "una volta implementate consentiranno di orttenere un alto livello di risparmi". In proposito, il consiglio dei ministri ha approvato stamattina i due disegni di legge costituzionale per l'abolizione delle province e per introdurre il principio del pareggio di bilancio nella Carta.

Lo sciopero dei sindaci. Giovedì prossimo, 15 settembre, tutti i Municipi d'Italia riuniranno i propri organi per protestare contro gli effetti della manovra del governo. I sindaci, contestualmente, restituiranno ai prefetti le proprie deleghe sulle funzioni di anagrafe. Si configura così il primo 'sciopero' dei sindaci d'italia, deliberato oggi dal direttivo dell'Anci. Alla mobilitazione (hanno aderito anche Regioni e Province) si uniranno una serie di altre iniziative, tra le quali il ricorso alla corte costituzionale contro gli articoli 4 e 16 della manovra, ovvero quelli che obbligano i comuni alla dismissione delle società partecipate e che intervengono sull'organizzazione istituzionale dei 5.800 piccoli comuni sugli 8 mila totali. È consapevole che il governo, ponendo la fiducia, abbia compiuto un atto necessario il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che però annuncia: "Noi continueremo la nostra battaglia affinché la manovra sia riequilibrata magari con atti futuri e non rimettendola in discussione: entro quest'anno bisogna dare segnali chiari agli enti locali".

Draghi da Berlusconi.
Il governatore della Banca d'Italia e presidente in pectore della Bce, Mario Draghi, è a palazzo Chigi per incontrare il premier.

Opposizioni.
Intanto le polemiche proseguono. "La manovra è iniqua, sbagliata, va cambiata profondamente a cominciare dall'eliminazione di questo articolo 8 che danneggia i diritti dei lavoratori" sostiene il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, a margine della riunione dei capigruppo della Camera dei daputati. "Noi presenteremo gli emendamenti -spiega- abbiamo proposto di votarli in un'unica giornata in modo che l'aula si esprima, mentre la maggioranza preferisce finire dopo, pur di mettere la fiducia, perché ormai stanno insieme soltanto con uno strumento che obbliga i deputati a votare in un modo e hanno paura a votare sui singoli emendamenti", conclude Franceschini.

"Porre il voto di fiducia alla Camera dopo il blitz di ieri al Senato con cui i parlamentari si sono salvati il loro stipendio è stato un atto criminale ai danni della collettività", ha detto Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ai cronisti presenti a Montecitorio. Alla Camera "presenteremo una pregiudiziale di costituzionalità - prosegue Di Pietro - e chiediamo che la manovra cambi per prevedere che anche i parlamentari si riducano lo stipendio". Se questo non avverrà, conclude, "la manovra riceverà tutto il nostro ostruzionismo".

Consumatori: "No ad accelerazione dei tempi". Una manovra che attenta all'economia italiana e che peserà, sulle tasche delle famiglie 2.031 euro annui. È questo il giudizio espresso da Federconsumatori e Adusbef in una nota congiunta. A pagare tali cifre, sostengono le associazioni, ''saranno i soliti noti, vale a dire le famiglie a reddito fisso e i pensionati. Alla luce di questo noi siamo assolutamente contrari ad ogni tentativo di accelerazione dei tempi di approvazione di questa manovra, così com'è - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef -. Anche se comprendiamo la necessità di una manovra economica che faccia tornare i conti del nostro Paese, il problema sta tutto nei contenuti di questa manovra. Sono necessari tempi 'supplementari', per apportare modifiche indispensabili".
 
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