ROMA - Politica estera e affari interni. Promesse di ritiro e certezze di tenuta. Silvio Berlusconi va da Bruno Vespa e annuncia: "I primi soldati li porteremo a casa dall'Afghanistan alla fine di questa primavera e via via diminuiremo la nostra presenza fino a non avere più forze nel 2014". Berlusconi, durante l'intervista a Porta a Porta fissa tra due anni circa la data in cui i nostrei militari abbandoneranno l'Afghanistan. "Insieme agli alleati - aggiunge il Cavaliere - abbiamo previsto una strategia per consegnare tutto il sistema della sicurezza dei cittadini nei confronti dello Stato e nei confronti di eventuali nemici dello Stato alla forze afghane che dipenderanno direttamente dal governo afghano".
Poi tocca alla politica interna. Con il premier che dice di essere fiducioso sulla tenuta della legislatura. "Noi siamo sicuri che resisteremo fino alla fine. Dopo la diaspora di Fini e dei suoi in parlamento, abbiamo conseguito una nuova maggioranza che è politicamente molto più coesa e che ci dà delle speranze fondate di poter utilizzare questi 18 mesi per poter approvare le tre manovre importanti che dobbiamo fare cioè quella dell'architettura istituzionale dello Stato, quella della giustizia e la riforma del fisco" continua il premier.
Capitolo manovra economica e fibrillazioni annesse. Anche in questo caso il Cavaliere ostenta ottimismo. 'Non dovrà essere rafforzata nei prossimi mesi, perchè è stata fatta da noi seguendo tutte le indicazioni delle Banca Centrale Europea. Adesso noi speriamo che, essendo stata la nostra una risposta ferma alle richieste che ci sono state fatte attraverso la Bce dai mercati, che questi ultimi tengano conto e che noi si possa superare questa difficile fase per i nostri titoli del debito pubblico".
Berlusconi ricostruisce così quelle convulse ore. "Il percorso della manovra non è stato facile perchè la Bce dopo che noi avevamo interpellato i suoi vertici, perchè sentivamo che la speculazione internazionale stava venendo addosso ai nostri titoli del debito pubblico, ecco quella manovra ci fu 'beccata' direi dalla banca centrale europea con la condizione che noi avremmo dovuto anticipare il pareggio di bilancio al 2013 con quello che era il 2014.
"Ci dissero anche che dovevamo farlo entro il venerdì sera perchè avevano bisogno di due giorni per convocare e sentire i governatori di tutte le Banche Centrali che poi avrebbero dovuto sentire i Premier di tutti i Paesi, anche perchè i soldi della Bce sono soldi di tutti cittadini", ha proseguito il premier, "quindi noi ci trovammo a dover fare in quattro giorni una manovra di 50 miliardi, se si aggiungono a quelle che sono le nuove misure, le misure che avevamo assunto con le precedenti manovre. Una cosa assolutamente difficile".
Infine il presidente del consiglio ricorda come visse l'attacco alle Torri Gemelle: "Mi misi a piangere senza più fermarmi". Ed oggi, a dieci anni dalla tragedia, il premier crede che "l'esempio dato dagli americani, quando tutte le nazioni americane si strinsero intorno al loro presidente senza distinzioni politiche, senza distinzione religiose, resti una testimonianza preziosa di come un popolo possa reagire con determinazione di fronte alle peggiori tragedie"
Poi tocca alla politica interna. Con il premier che dice di essere fiducioso sulla tenuta della legislatura. "Noi siamo sicuri che resisteremo fino alla fine. Dopo la diaspora di Fini e dei suoi in parlamento, abbiamo conseguito una nuova maggioranza che è politicamente molto più coesa e che ci dà delle speranze fondate di poter utilizzare questi 18 mesi per poter approvare le tre manovre importanti che dobbiamo fare cioè quella dell'architettura istituzionale dello Stato, quella della giustizia e la riforma del fisco" continua il premier.
Capitolo manovra economica e fibrillazioni annesse. Anche in questo caso il Cavaliere ostenta ottimismo. 'Non dovrà essere rafforzata nei prossimi mesi, perchè è stata fatta da noi seguendo tutte le indicazioni delle Banca Centrale Europea. Adesso noi speriamo che, essendo stata la nostra una risposta ferma alle richieste che ci sono state fatte attraverso la Bce dai mercati, che questi ultimi tengano conto e che noi si possa superare questa difficile fase per i nostri titoli del debito pubblico".
Berlusconi ricostruisce così quelle convulse ore. "Il percorso della manovra non è stato facile perchè la Bce dopo che noi avevamo interpellato i suoi vertici, perchè sentivamo che la speculazione internazionale stava venendo addosso ai nostri titoli del debito pubblico, ecco quella manovra ci fu 'beccata' direi dalla banca centrale europea con la condizione che noi avremmo dovuto anticipare il pareggio di bilancio al 2013 con quello che era il 2014.
"Ci dissero anche che dovevamo farlo entro il venerdì sera perchè avevano bisogno di due giorni per convocare e sentire i governatori di tutte le Banche Centrali che poi avrebbero dovuto sentire i Premier di tutti i Paesi, anche perchè i soldi della Bce sono soldi di tutti cittadini", ha proseguito il premier, "quindi noi ci trovammo a dover fare in quattro giorni una manovra di 50 miliardi, se si aggiungono a quelle che sono le nuove misure, le misure che avevamo assunto con le precedenti manovre. Una cosa assolutamente difficile".
Infine il presidente del consiglio ricorda come visse l'attacco alle Torri Gemelle: "Mi misi a piangere senza più fermarmi". Ed oggi, a dieci anni dalla tragedia, il premier crede che "l'esempio dato dagli americani, quando tutte le nazioni americane si strinsero intorno al loro presidente senza distinzioni politiche, senza distinzione religiose, resti una testimonianza preziosa di come un popolo possa reagire con determinazione di fronte alle peggiori tragedie"