ROMA - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo aver ricevuto questa mattina al Quirinale il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, cerca di infondere ottimismo. "L'italia ce la più fare a superare la
crisi, come nel passato dobbiamo saper ritrovare il modo di costituire un forte cemento unitario, una forte coesione nazionale e sociale nell'interesse del nostro paese" afferma il presidente della Repubblica in un'intervista a Porta a Porta.
Il faccia a faccia tra Draghi e Napolitano arriva dopo lo scontro all'interno della Bce sull'acquisto dei titoli italiani e spagnoli e il nuovo crollo dei mercati. Sempre in mattinata i vertici del Pdl si sono riuniti a palazzo Grazioli con il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. E, dopo le sollecitazioni del Quirinale, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, promette, per la prossima settimana "un test sulla crescita dell'economica italiana, come un tagliando per la macchina dell'economia. Se ci sarà qualcosa da cambiare nei provvedimenti sulla crescita del governo lo faremo e, se necessario, ne aggiungeremo altri". Per descrivere la situazione italiana, Tremonti ricorre all'immagine di un viaggio: "Se vuoi fare un viaggio, devi avere la strada, la meta, dove vuoi andare, e la macchina". "La meta - dice - è il pareggio di bilancio, questa è la direzione giusta, il percorso è stato definito in modo chiaro e preciso e noi faremo il pareggio di bilancio, che è la fine dell'epoca della spesa in deficit". Ma per fare un viaggio, continua il ministro con la sua metafora, "serve la macchina, che deve avere il motore buono, la benzina e non deve avere ostacoli, macigni davanti, altrimenti, se anche hai la macchina e tanta benzina, non vai da nessuna parte". Poi il ministro analizza la crisi finanziaria mondiale, che dura oramai 4 anni: ""E' stata gestita ma non superata e molti paesi cominciano ora a capire che sono stati fatti molti errori. Se ne è parlato come se fosse un ciclo economico e non un cambiamento epocale".
Le cose, dunque, restano difficili. E lo capiscono anche all'interno dell'esecutivo. "Non sappiamo se la manovra è risolutiva, quello che sta accadendo è fuori controllo. La risposta che stiamo dando è quella possibile in questo momento, non so se sarà sufficiente mi auguro di sì" ammette il ministro per le Politiche agricole Saverio Romano. Più ottimista il ministro dell'Interno Roberto Maroni: "Sarà sufficiente la manovra fatta? Penso di sì, ciò che manca è un ruolo più attivo dell'Unione Europea".
Tocca invece al vicecapogruppo dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, rispondere alle parole del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, secondo la quale il "nostro Paese è in pericolo": "Soltanto due giorni fa la Marcegaglia parlava in termini entusiastici della manovra. Vorrei che non perdesse di vista una cosa: che in Italia e' stata fatta la manovra più ampia della storia repubblicana, dettata in parte dall'Europa. E che in altri tempi, magari nella prima Repubblica, per fare questo ci sarebbero voluti tre governi".
Nel frattempo sono stati sospesi i lavori della commissione Bilancio della camea sulla manovra. L'esame del provvedimento riprenderà lunedì alle 10 e a fine mattinata sarà votato il mandato al relatore. Nel pomeriggio la manovra approderà in aula per l'avvio della discussione generale. Martedì con ogni probabilità il governo porrà la fiducia che si voterà mercoledì. L'approvazione definitiva del provvedimento dovrebbe arrivare lo stesso giorno in serata.
Da Avvenire, invece, arriva una critica al punto della manovra che introduce una tassa del 2 per cento sui trasferimenti di persone extracomunitarie che non siano munite di matricola Inps e codice fiscale. "E' ovvio che bisogna fare di tutto perchè il sommerso venga alla luce e tutti vengano regolarizzati con relativi garanzie e diritti", ma tassare colf e badanti straniere che lavorano in nero colpendo i trasferimenti con i quali mantengono i figli nei paesi d'origine è un errore.
crisi, come nel passato dobbiamo saper ritrovare il modo di costituire un forte cemento unitario, una forte coesione nazionale e sociale nell'interesse del nostro paese" afferma il presidente della Repubblica in un'intervista a Porta a Porta.
Il faccia a faccia tra Draghi e Napolitano arriva dopo lo scontro all'interno della Bce sull'acquisto dei titoli italiani e spagnoli e il nuovo crollo dei mercati. Sempre in mattinata i vertici del Pdl si sono riuniti a palazzo Grazioli con il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. E, dopo le sollecitazioni del Quirinale, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, promette, per la prossima settimana "un test sulla crescita dell'economica italiana, come un tagliando per la macchina dell'economia. Se ci sarà qualcosa da cambiare nei provvedimenti sulla crescita del governo lo faremo e, se necessario, ne aggiungeremo altri". Per descrivere la situazione italiana, Tremonti ricorre all'immagine di un viaggio: "Se vuoi fare un viaggio, devi avere la strada, la meta, dove vuoi andare, e la macchina". "La meta - dice - è il pareggio di bilancio, questa è la direzione giusta, il percorso è stato definito in modo chiaro e preciso e noi faremo il pareggio di bilancio, che è la fine dell'epoca della spesa in deficit". Ma per fare un viaggio, continua il ministro con la sua metafora, "serve la macchina, che deve avere il motore buono, la benzina e non deve avere ostacoli, macigni davanti, altrimenti, se anche hai la macchina e tanta benzina, non vai da nessuna parte". Poi il ministro analizza la crisi finanziaria mondiale, che dura oramai 4 anni: ""E' stata gestita ma non superata e molti paesi cominciano ora a capire che sono stati fatti molti errori. Se ne è parlato come se fosse un ciclo economico e non un cambiamento epocale".
Le cose, dunque, restano difficili. E lo capiscono anche all'interno dell'esecutivo. "Non sappiamo se la manovra è risolutiva, quello che sta accadendo è fuori controllo. La risposta che stiamo dando è quella possibile in questo momento, non so se sarà sufficiente mi auguro di sì" ammette il ministro per le Politiche agricole Saverio Romano. Più ottimista il ministro dell'Interno Roberto Maroni: "Sarà sufficiente la manovra fatta? Penso di sì, ciò che manca è un ruolo più attivo dell'Unione Europea".
Tocca invece al vicecapogruppo dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, rispondere alle parole del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, secondo la quale il "nostro Paese è in pericolo": "Soltanto due giorni fa la Marcegaglia parlava in termini entusiastici della manovra. Vorrei che non perdesse di vista una cosa: che in Italia e' stata fatta la manovra più ampia della storia repubblicana, dettata in parte dall'Europa. E che in altri tempi, magari nella prima Repubblica, per fare questo ci sarebbero voluti tre governi".
Nel frattempo sono stati sospesi i lavori della commissione Bilancio della camea sulla manovra. L'esame del provvedimento riprenderà lunedì alle 10 e a fine mattinata sarà votato il mandato al relatore. Nel pomeriggio la manovra approderà in aula per l'avvio della discussione generale. Martedì con ogni probabilità il governo porrà la fiducia che si voterà mercoledì. L'approvazione definitiva del provvedimento dovrebbe arrivare lo stesso giorno in serata.
Da Avvenire, invece, arriva una critica al punto della manovra che introduce una tassa del 2 per cento sui trasferimenti di persone extracomunitarie che non siano munite di matricola Inps e codice fiscale. "E' ovvio che bisogna fare di tutto perchè il sommerso venga alla luce e tutti vengano regolarizzati con relativi garanzie e diritti", ma tassare colf e badanti straniere che lavorano in nero colpendo i trasferimenti con i quali mantengono i figli nei paesi d'origine è un errore.