Domani la protesta degli enti locali
Ma si incrina il fronte dei sindaci
Regioni, Province e Comuni si mobilitano contro i tagli inseriti nella manovra ai trasferimenti agli enti locali, che compromettono la loro capacità di assicurare i servizi fondamentali ai cittadini. Le Regioni rimetteranno al ministro Fitto le deleghe sul trasporto locale, i Comuni restituiranno ai prefetti le funzioni su anagrafe e stato civile. Ma alcuni sindaci si tirano indietro: con la protesta, a rischio i servizi
ROMA - Regioni, Province e Comuni danno gli ultimi ritocchi alla grande mobilitazione con cui domani torneranno a protestare contro la manovra, ritenuta iniqua perché i suoi tagli ai trasferimenti agli enti locali si ripercuoteranno sui servizi fondamentali da offrire ai cittadini. Per questo, assieme alla mobilitazione ci si prepara a rimettere alcune deleghe: le Regioni consegneranno i contratti relativi al trasporto pubblico locale, mentre i sindaci restituiranno ai prefetti le proprie deleghe sulle funzioni di anagrafe e stato civile e apriranno le porte dei municipi ai cittadini per informarli sugli effetti della manovra. Iniziative, sottolineano gli organizzatori della protesta, mirate a sollecitare il governo affinché riveda i tagli.
La giornata di domani prevede alle ore 10 una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, convocata dal presidente Vasco Errani. Nel pomeriggio dovrebbe svolgersi un incontro con il ministro p…
La giornata di domani prevede alle ore 10 una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, convocata dal presidente Vasco Errani. Nel pomeriggio dovrebbe svolgersi un incontro con il ministro p…
ROMA - Regioni, Province e Comuni danno gli ultimi ritocchi alla grande mobilitazione con cui domani torneranno a protestare contro la manovra, ritenuta iniqua perché i suoi tagli ai trasferimenti agli enti locali si ripercuoteranno sui servizi fondamentali da offrire ai cittadini. Per questo, assieme alla mobilitazione ci si prepara a rimettere alcune deleghe: le Regioni consegneranno i contratti relativi al trasporto pubblico locale, mentre i sindaci restituiranno ai prefetti le proprie deleghe sulle funzioni di anagrafe e stato civile e apriranno le porte dei municipi ai cittadini per informarli sugli effetti della manovra. Iniziative, sottolineano gli organizzatori della protesta, mirate a sollecitare il governo affinché riveda i tagli.
La giornata di domani prevede alle ore 10 una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, convocata dal presidente Vasco Errani. Nel pomeriggio dovrebbe svolgersi un incontro con il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, sede in cui i governatori dovrebbero riconsegnare i contratti sul trasporto pubblico locale. Dalle 11 alle 14 si svolgerà invece l'assemblea straordinaria delle Province, con la partecipazione anche di Regioni e Comuni, a piazza Montecitorio, con l'Upi (Unione delle Province Italiane) tesa a contrastare anche il progetto di una abolizione delle province.
Meno compatto appare invece il fronte dei Comuni. Nonostante si tratti di una protesta simbolica, senza interruzione dei servizi, alcuni sindaci hanno deciso di non aderire alla mobilitazione perché mette a rischio i servizi per i cittadini. Tra le altre iniziative di impronta municipale, il ricorso alla Corte Costituzionale contro gli articoli 4 e 16 della manovra, ovvero quelli che obbligano i comuni alla dismissione delle società partecipate e che intervengono sull'organizzazione istituzionale dei 5.800 piccoli comuni sugli 8 mila totali. "I servizi ai cittadini saranno compromessi in modo irreversibile - ribadisce il vicepresidente dell'Anci Graziano Delrio -, mentre il Paese resta in stagnazione, il patto di stabilità ci strangola e non ci viene consentito di utilizzare 40 miliardi di residui passivi, che sarebbero una manna per la ripresa economica".
La stessa Anci darà il via a un'iniziativa bipartisan nel tentativo di fare approvare al Parlamento un ordine del giorno che impegni il governo a istituire una commissione mista per il riassetto istituzionale, con la partecipazione degli enti locali. Pronta anche la richiesta di un incontro immediato al governo sul decreto legge costituzionale sul pareggio di bilancio.
La giornata di domani prevede alle ore 10 una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, convocata dal presidente Vasco Errani. Nel pomeriggio dovrebbe svolgersi un incontro con il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, sede in cui i governatori dovrebbero riconsegnare i contratti sul trasporto pubblico locale. Dalle 11 alle 14 si svolgerà invece l'assemblea straordinaria delle Province, con la partecipazione anche di Regioni e Comuni, a piazza Montecitorio, con l'Upi (Unione delle Province Italiane) tesa a contrastare anche il progetto di una abolizione delle province.
Meno compatto appare invece il fronte dei Comuni. Nonostante si tratti di una protesta simbolica, senza interruzione dei servizi, alcuni sindaci hanno deciso di non aderire alla mobilitazione perché mette a rischio i servizi per i cittadini. Tra le altre iniziative di impronta municipale, il ricorso alla Corte Costituzionale contro gli articoli 4 e 16 della manovra, ovvero quelli che obbligano i comuni alla dismissione delle società partecipate e che intervengono sull'organizzazione istituzionale dei 5.800 piccoli comuni sugli 8 mila totali. "I servizi ai cittadini saranno compromessi in modo irreversibile - ribadisce il vicepresidente dell'Anci Graziano Delrio -, mentre il Paese resta in stagnazione, il patto di stabilità ci strangola e non ci viene consentito di utilizzare 40 miliardi di residui passivi, che sarebbero una manna per la ripresa economica".
La stessa Anci darà il via a un'iniziativa bipartisan nel tentativo di fare approvare al Parlamento un ordine del giorno che impegni il governo a istituire una commissione mista per il riassetto istituzionale, con la partecipazione degli enti locali. Pronta anche la richiesta di un incontro immediato al governo sul decreto legge costituzionale sul pareggio di bilancio.