ROMA - "Ci sarà il voto segreto. La forma della richiesta la discuteremo domani con gli altri gruppi di opposizione ma questo non è determinante. Ciò che è certo è che il voto segreto ci sarà". Lo annuncia il capogruppo Pd, Dario Franceschini, a margine del Forum del partito democratico sulla riforma dello Stato in vista del voto di giovedì a Montecitorio sulla richiesta di arresto per Marco Milanese.
Sul caso dell'ex braccio destro del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, la Camera è convocata per giovedì prossimo. La scorsa settimana la richiesta di arresto avanzata dai magistrati di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla P4 era stata bocciata dalla giunta per le Autorizzazioni, ma il voto dell'aula, soprattutto se a scrutinio segreto, potrebbe rovesciare quell'esito con conseguenze imprevedibili per la tenuta del governo. Il regolamento prevede che affinché il voto sia segreto cia sia la richiesta in tal senso di almeno trenta deputati. Sino ad oggi la certezza riguardava i soli deputati dell'Idv, 22 in tutto, ma le parole di Franceschini cambiano completamente lo scenario.
Favorevoli all'arresto sono Pd, Idv e Fli, mentre l'Udc ha lasciato libertà di coscienza, ma si muoverà sul solco delle indicazioni dei due commissari in giunta per i quali il fumus persecutionis nella richiesta per Milanese non si ravvisa. Alla fine sarà decisivo quindi il comportamento della Lega. In giunta i commissari del Carroccio Paolini e Follegot hanno votato contro la richiesta dei magistrati, ma nel segreto dell'urna la componente "maroniana" del partito potrebbe fare diversamente condannando il deputato del Pdl al carcere. Ad approfittare del voto segreto potrebbe essere poi anche una nutrita pattuglia di parlamentari del Pdl animata da vecchi rancori nei confronti di Tremonti.
Sulla necessità di staccare la spina all'esecutivo è tornato anche oggi il segretario del Pd Pierluigi Bersani. "Siamo di fronte ad un'esigenza cruciale di cambio di governo ad horas. Andare avanti così anche per poche settimane ci mette in una situazione di pericolo per i mercati, l'economia e la credibilità del Paese", ha ribadito il leader democratico. "Il problema principale - ha aggiunto - è staccare la spina a questo governo, non si può ragionare solo intorno ai problemi di Berlusconi. La gente vuole sapere dove la portiamo perché è nei guai. Quanto costa agli italiani la testardaggine di Berlusconi di rimanere attaccato alla sedia? Lo chiediamo a lui, ad Alfano e a Bossi che parla di secessione ma in realtà continua a tirare la palla avanti a questo governo".
Sul caso dell'ex braccio destro del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, la Camera è convocata per giovedì prossimo. La scorsa settimana la richiesta di arresto avanzata dai magistrati di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla P4 era stata bocciata dalla giunta per le Autorizzazioni, ma il voto dell'aula, soprattutto se a scrutinio segreto, potrebbe rovesciare quell'esito con conseguenze imprevedibili per la tenuta del governo. Il regolamento prevede che affinché il voto sia segreto cia sia la richiesta in tal senso di almeno trenta deputati. Sino ad oggi la certezza riguardava i soli deputati dell'Idv, 22 in tutto, ma le parole di Franceschini cambiano completamente lo scenario.
Favorevoli all'arresto sono Pd, Idv e Fli, mentre l'Udc ha lasciato libertà di coscienza, ma si muoverà sul solco delle indicazioni dei due commissari in giunta per i quali il fumus persecutionis nella richiesta per Milanese non si ravvisa. Alla fine sarà decisivo quindi il comportamento della Lega. In giunta i commissari del Carroccio Paolini e Follegot hanno votato contro la richiesta dei magistrati, ma nel segreto dell'urna la componente "maroniana" del partito potrebbe fare diversamente condannando il deputato del Pdl al carcere. Ad approfittare del voto segreto potrebbe essere poi anche una nutrita pattuglia di parlamentari del Pdl animata da vecchi rancori nei confronti di Tremonti.
Sulla necessità di staccare la spina all'esecutivo è tornato anche oggi il segretario del Pd Pierluigi Bersani. "Siamo di fronte ad un'esigenza cruciale di cambio di governo ad horas. Andare avanti così anche per poche settimane ci mette in una situazione di pericolo per i mercati, l'economia e la credibilità del Paese", ha ribadito il leader democratico. "Il problema principale - ha aggiunto - è staccare la spina a questo governo, non si può ragionare solo intorno ai problemi di Berlusconi. La gente vuole sapere dove la portiamo perché è nei guai. Quanto costa agli italiani la testardaggine di Berlusconi di rimanere attaccato alla sedia? Lo chiediamo a lui, ad Alfano e a Bossi che parla di secessione ma in realtà continua a tirare la palla avanti a questo governo".