Coro sul web: "Cavaliere, risponda"
portiamo le firme a Palazzo Grazioli"
di CARMINE SAVIANO
Le domande poste da Repubblica a Berlusconi, anche in video, fanno il giro della rete. Migliaia di condivisioni sui social network. Valigia Blu ha dato vita a una raccolta di firme online, poi iniziativa sotto la residenza del premier. Su Twitter l'esercizio collettivo: scrivi perché il premier dovrebbe dimettersi
UNA richiesta collettiva: Silvio Berlusconi faccia chiarezza sul suo coinvolgimento nelle inchieste di Napoli e Bari. I dieci interrogativi rivolti da Repubblica al presidente del Consiglio, "Cavaliere, risponda", fanno il giro della rete. Diecimila condivisioni sui social network. Un pezzo di Paese preoccupato per la gestione politica della crisi economica, indignato per un premier "a tempo perso" e sotto ricatto permanente, amareggiato per la perdita di credibilità internazionale. Un pezzo di Paese che attende risposte. "Presidente, perché ha paura di essere interrogato dai magistrati?". "Perché con l'Italia in crisi passa più tempo a parlare con Lavitola e Ghedini che con Trichet e Barroso?".
CAVALIERE, RISPONDA / IL VIDEO
ADERISCI PER PORTARE LE FIRME A PALAZZO GRAZIOLI
Le domande di Repubblica sono rilanciate in rete da numerosi gruppi. Tra gli altri Valigia Blu, che ha dato vita ad una raccolta di firme online (e a…
CAVALIERE, RISPONDA / IL VIDEO
ADERISCI PER PORTARE LE FIRME A PALAZZO GRAZIOLI
Le domande di Repubblica sono rilanciate in rete da numerosi gruppi. Tra gli altri Valigia Blu, che ha dato vita ad una raccolta di firme online (e a…
UNA richiesta collettiva: Silvio Berlusconi faccia chiarezza sul suo coinvolgimento nelle inchieste di Napoli e Bari. I dieci interrogativi rivolti da Repubblica al presidente del Consiglio, "Cavaliere, risponda", fanno il giro della rete. Diecimila condivisioni sui social network. Un pezzo di Paese preoccupato per la gestione politica della crisi economica, indignato per un premier "a tempo perso" e sotto ricatto permanente, amareggiato per la perdita di credibilità internazionale. Un pezzo di Paese che attende risposte. "Presidente, perché ha paura di essere interrogato dai magistrati?". "Perché con l'Italia in crisi passa più tempo a parlare con Lavitola e Ghedini che con Trichet e Barroso?".
CAVALIERE, RISPONDA / IL VIDEO
ADERISCI PER PORTARE LE FIRME A PALAZZO GRAZIOLI
Le domande di Repubblica sono rilanciate in rete da numerosi gruppi. Tra gli altri Valigia Blu, che ha dato vita ad una raccolta di firme online (e a #DowngradingSilvio e #colpadeimedia su Twitter). E le sottoscrizioni saranno raccolte e consegnate direttamente a Palazzo Grazioli, la residenza romana di Silvio Berlusconi, nel corso della prossima settimana. Per Arianna Ciccone "da quelle intercettazioni emerge un quadro inquietante ed è ecco perché abbiamo deciso di rilanciare e fare nostre le domande di Repubblica. E visto che la maggioranza che lo sostiene non ha la forza di chiedere conto di quelle oscenità, lo faremo noi cittadini. Perché il presidente del Consiglio ha il dovere morale e per il ruolo istituzionale che ricopre di rispondere, chiedere scusa al Paese e dimettersi".
E sulla pagina Facebook di Repubblica continua il dibattito sugli scandali che coinvolgono il premier. Gli interventi sono centinaia. E le richieste vanno dalla necessità di un chiarimento fino alle dimissioni. "Noi non vorremmo che questi argomenti fossero al centro del dibattito pubblico, ma Silvio Berlusconi è il presidente del Consiglio. E non possiamo far finta di niente". Ancora: "A me non interessa nulla privato del presidente del Consiglio. Mi interessa del pubblico, di ciò che è diventata la politica, incapace di far fronte all'ordinario, figuriamoci allo straordinario". Non manca chi propone manifestazioni di piazza: "Certo le domande, ma è necessario agire, scendere in piazza, manifestare. Adesso basta".
In molti puntano il dito contro i dirigenti del Popolo delle Libertà, incapaci di far fronte alla situazione. "L'aspetto più inquietante di queste vicende sta nel fatto che i suoi corifei non ostentano alcun imbarazzo nel prendere le parti del premier. Rimetterci la faccia per difendere l'indifendibile può sembrare, a chi è normale, autolesionistico. Dove sta la dignità di certi personaggi?". E nelle ultime ore il video realizzato da Repubblica con le domande è diventato un piccolo caso in rete. Con migliaia di cittadini che lo diffondono sui maggiori social network, da Facebook a Twitter fino a Google+.
Su Twitter uno dei trend del giorno è #silviodimettiti. Un esercizio collettivo per cercare le motivazioni che dovrebbero spingere il premier a rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Un elenco sommario: "Perché l'Italia non è la tua escort", "perché siamo in agonia", "perché in venti anni mi hai rubato il futuro", "perché hai trasformato la Minetti in un argomento di discussione". E ancora, a sondare i guasti del sistema di potere stretto intorno al presidente del Consiglio, una ragnatela che soffoca il Paese: "Perché l'Italia è declassata, ha un governo fragile", "perché vogliamo recuperare la speranza".
CAVALIERE, RISPONDA / IL VIDEO
ADERISCI PER PORTARE LE FIRME A PALAZZO GRAZIOLI
Le domande di Repubblica sono rilanciate in rete da numerosi gruppi. Tra gli altri Valigia Blu, che ha dato vita ad una raccolta di firme online (e a #DowngradingSilvio e #colpadeimedia su Twitter). E le sottoscrizioni saranno raccolte e consegnate direttamente a Palazzo Grazioli, la residenza romana di Silvio Berlusconi, nel corso della prossima settimana. Per Arianna Ciccone "da quelle intercettazioni emerge un quadro inquietante ed è ecco perché abbiamo deciso di rilanciare e fare nostre le domande di Repubblica. E visto che la maggioranza che lo sostiene non ha la forza di chiedere conto di quelle oscenità, lo faremo noi cittadini. Perché il presidente del Consiglio ha il dovere morale e per il ruolo istituzionale che ricopre di rispondere, chiedere scusa al Paese e dimettersi".
E sulla pagina Facebook di Repubblica continua il dibattito sugli scandali che coinvolgono il premier. Gli interventi sono centinaia. E le richieste vanno dalla necessità di un chiarimento fino alle dimissioni. "Noi non vorremmo che questi argomenti fossero al centro del dibattito pubblico, ma Silvio Berlusconi è il presidente del Consiglio. E non possiamo far finta di niente". Ancora: "A me non interessa nulla privato del presidente del Consiglio. Mi interessa del pubblico, di ciò che è diventata la politica, incapace di far fronte all'ordinario, figuriamoci allo straordinario". Non manca chi propone manifestazioni di piazza: "Certo le domande, ma è necessario agire, scendere in piazza, manifestare. Adesso basta".
In molti puntano il dito contro i dirigenti del Popolo delle Libertà, incapaci di far fronte alla situazione. "L'aspetto più inquietante di queste vicende sta nel fatto che i suoi corifei non ostentano alcun imbarazzo nel prendere le parti del premier. Rimetterci la faccia per difendere l'indifendibile può sembrare, a chi è normale, autolesionistico. Dove sta la dignità di certi personaggi?". E nelle ultime ore il video realizzato da Repubblica con le domande è diventato un piccolo caso in rete. Con migliaia di cittadini che lo diffondono sui maggiori social network, da Facebook a Twitter fino a Google+.
Su Twitter uno dei trend del giorno è #silviodimettiti. Un esercizio collettivo per cercare le motivazioni che dovrebbero spingere il premier a rassegnare le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Un elenco sommario: "Perché l'Italia non è la tua escort", "perché siamo in agonia", "perché in venti anni mi hai rubato il futuro", "perché hai trasformato la Minetti in un argomento di discussione". E ancora, a sondare i guasti del sistema di potere stretto intorno al presidente del Consiglio, una ragnatela che soffoca il Paese: "Perché l'Italia è declassata, ha un governo fragile", "perché vogliamo recuperare la speranza".