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Politici gay, le reazioni tra ironia e condanna
La Carfagna: "Ricorda orrori del passato"

Mario Baccini invita alla raccolta di firme per essere protetto in qualità di "maschio patrimonio dell'umanità". Gasparri: "Io, banale e convinto etero". Massimo Corsaro si dice sollevato: "Credevo di finire nell'infamante elenco degli interisti occulti". Formigoni: "Fantasie malate". Paola Concia contraria a "un modo estremo di fare politica". Mara Carfagna: "Così non si aiutano i diritti"

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ROMA - Sono a metà tra l'ironia e la condanna le prime reazioni politiche - degli interessati e no - alla "top ten" pubblicata sul web dei politici italiani omofobi e omosessuali senza averlo mai dichiarato. La provocazione, annunciata da giorni ed effettivamente realizzata da un gruppo di internauti, presumibilmente residenti all'estero, viaggia su un sito ospitato da una piattaforma americana per lo più dedicata ai blog.

Sceglie l'ironia Mario Baccini. "Sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana. A seguito della notizia, mi hanno assicurato che si sta costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di adesioni e raccolta firme affinché l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità". Più seria la riflessione finale di Baccini: "Credo che questo signore sia un co... che vuole farsi un po' di pubblicità e purtroppo c'è riuscito".

Ride il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: "Ho letto divertito di essere stato incluso da un sito internet in una lista di gay insospettabili e ho osservato il dibattito che ne è scaturito. Forse per trarre vantaggio dal politically correct sarebbe stato giusto accreditare la notizia che è palesemente falsa. Ma le risate di amiche e amici mi hanno convinto che provarci sarebbe inutile perché proprio non mi ci vedono in quel ruolo e allora, pur con rispetto verso tutti, devo ammettere di essere un banale e convinto eterosessuale".

"Meglio un figlio ladro che un figlio frocio..." cantava molti anni fa la band demenzial-punk degli Skiantos. Massimo Corsaro, vicepresidente vicario del Pdl alla Camera, aggiorna la massima, virandola sul calcistico: meglio passare per gay che per interista. "Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante - spiega Corsaro -. Per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così...".

Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, invita a non perdere tempo con "fantasie malate di personaggi inqualificabili".

Totalmente in disaccordo con la provocazione internettiana la deputata Pd Paola Concia, dichiaratamente omosessuale e sostenitrice del disegno di legge che intendeva introdurre l'omofobia come aggravante nei reati penali, affossato dalla Camera lo scorso luglio. "E' un modo estremo di fare battaglia politica - dice Concia a Radio 24 -. E' un modo di fare politica che a me, che sono anni che faccio una battaglia alla luce del sole, non è mai venuto in mente, non fa parte della mia cultura". Paola Concia conclude con un appello: "Non trasformiamo questa vicenda così delicata in una guerra tra bande. Da questa pratica estrema mi piacerebbe scaturisse una riflessione collettiva su cosa significa la coerenza in politica, quali siano i limiti della privacy per i politici e su come viene percepita l'omosessualità nel nostro Paese".

"Dispiace che l'ononorevole Concia, nel prendere le distanze dall'operazione, in qualche modo la giustifichi, chiedendo una riflessione sui motivi che hanno portato a ricorrere a questi gesti estremi" replica il senatore Pdl e sottosegretario Carlo Giovanardi, parlando di "azione violenta di una minoranza dei movimenti gay che ricorre a ogni mezzo per intimidire e minacciare di rappresaglie chi non condivide le sue rivendicazioni".

Il giornalista Alessandro Cecchi Paone: "Ammesso che questa lista sia vera, mi dispiace che non ci sia Giovanardi...".

Per Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, la lista dei politici gay è "una bufala, cinica e violenta:
diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza". "Il ricorso all'idea di 'lista' - aggiunge il ministro - riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno. Tutti coloro che si battono per il rispetto degli omosessuali e dei loro diritti oggi condannano questa iniziativa ritenendola discriminatoria, sbagliata e controproducente: utilizzare il presunto orientamento sessuale come strumento politico è una bassezza. Il diritto e la libertà di essere se stessi è un principio fondamentale della Repubblica e tutti dovrebbero rispettarlo".

Anche Arcigay liquida l'iniziativa come "una pagina da operetta". "La strombazzatissima lista di politici gay omofobi - dichiara Paolo Patanè, presidente dell'associazione - contiene 10 nomi di politici, nessuna prova, nessuna evidenza della loro omofobia, nessun dossier, nessuna fonte verificata o verificabile, almeno per ora. Alcuni dei nomi sono chiacchierati e, di bocca in bocca, corre la presunzione della loro omosessualità. Alcuni sono molto omofobi, altri non hanno mai espresso pubblicamente il loro pensiero sull'argomento, ma hanno votato contro una timidissima legge contro l'omofobia. Nessuno di loro è politicamente difendibile, ci mancherebbe, ma quello di cui sono oggetto è banale gossip da parte di anonimi".

L'associazione radicale Certi Diritti evoca persino la macchina del fango. "Colpisce l'assoluta mancanza di responsabilità (e addirittura di identità) da parte di chi accusa. Cosa che inoltre fa pensare che le accuse non potranno essere corredate delle necessarie prove, oltre che del contraddittorio che ci si aspetta in simili contesti. Messa così, tutta questa operazione potrà apparire esclusivamente pretestuosa, come già fu per il famoso caso Boffo".

Per Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'IdV, "è sbagliato fare una lista di nomi,
violando la privacy delle persone anche se, in alcuni casi, si tratta di omofobi patentati che fanno una politica senza coerenza con la propria identità.La pratica dell'outing ci lascia perplessi, perché la lotta politica si fa, mettendoci la faccia e correndo anche i relativi rischi".

Chiede prove GayLib, associazione gay di centrodestra. "La lista rischia di concretizzarsi in un boomerang nei confronti della lotta per i diritti civili delle persone omoaffettive - afferma il presidente Enrico Oliari -. Chi l'ha fatta procuri le prove o si renda conto di aver creato un danno a tutti noi".

A favore dell'iniziativa si schiera invece Gay Center. "E' un'operazione al passo con i tempi che sta vivendo l'Italia - dichiara in una nota il portavoce Fabrizio Marrazzo -. Un'azione piratesca, un outing all'amatriciana. Ci auguriamo che non ci sia un ulteriore inasprimento della contrapposizione sul tema dei diritti delle persone omosessuali e transessuali".
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