Marcia della Pace, migliaia ad Assisi
"A ogni persona il saluto francescano"
Giunte nella città umbra moltissime persone con bandiere di sindacati, partiti, varie associazioni della società civile. "Siete la parte migliore di questa Italia lacerata". Presenti anche alcuni esponenti politici come Rosy Bindi, Nichi Vendola, Angelo Bonelli e Paolo Ferrero
ASSISI - Diciannovesima edizione della Marcia della Pace Perugia-Assisi, che quest'anno coincide con il 50esimo anniversario dalla prima edizione, quella del 1961 ideata e organizzata dal filosofo della non violenza Aldo Capitini. In marcia decine di migliaia di persone con bandiere di sindacati, partiti, varie associazioni della società civile. Presenti anche alcuni esponenti politici come Rosy Bindi, Nichi Vendola, Angelo Bonelli e Paolo Ferrero. Tra le migliaia di persone, anche i familiari dell'operatore di Emergency, Francesco Azzarà, rapito oltre un mese fa in Darfur.
Tra i simboli di questa edizione della marcia, un passaggio di testimone della bandiera della pace, usata per la prima volta nel 1961, dai giovani di allora a quelli di oggi; un trattore con un mappamondo, in ricordo di quello dei fratelli Cervi, i sette contadini trucidati dai nazi-fascisti nel 1943, scelto come simbolo di speranza in un futuro in cui l'agricoltura potrà sorreggere il mondo; …
Tra i simboli di questa edizione della marcia, un passaggio di testimone della bandiera della pace, usata per la prima volta nel 1961, dai giovani di allora a quelli di oggi; un trattore con un mappamondo, in ricordo di quello dei fratelli Cervi, i sette contadini trucidati dai nazi-fascisti nel 1943, scelto come simbolo di speranza in un futuro in cui l'agricoltura potrà sorreggere il mondo; …
ASSISI - Diciannovesima edizione della Marcia della Pace Perugia-Assisi, che quest'anno coincide con il 50esimo anniversario dalla prima edizione, quella del 1961 ideata e organizzata dal filosofo della non violenza Aldo Capitini. In marcia decine di migliaia di persone con bandiere di sindacati, partiti, varie associazioni della società civile. Presenti anche alcuni esponenti politici come Rosy Bindi, Nichi Vendola, Angelo Bonelli e Paolo Ferrero. Tra le migliaia di persone, anche i familiari dell'operatore di Emergency, Francesco Azzarà, rapito oltre un mese fa in Darfur.
Tra i simboli di questa edizione della marcia, un passaggio di testimone della bandiera della pace, usata per la prima volta nel 1961, dai giovani di allora a quelli di oggi; un trattore con un mappamondo, in ricordo di quello dei fratelli Cervi, i sette contadini trucidati dai nazi-fascisti nel 1943, scelto come simbolo di speranza in un futuro in cui l'agricoltura potrà sorreggere il mondo; una barca per ricordare le 1500 persone che da marzo ad oggi hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo e raggiungere le nostre coste. "Siete la parte migliore di questa Italia lacerata", ha detto alla partenza il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, dallo stesso palco dal quale hanno parlato tre donne, venute da Tunisia, Egitto e Afghanistan a portare saluto e sostegno.
L'arrivo alla Basilica di S. Francesco. "Eccovi qui, davanti alla Basilica e alla tomba di San Francesco: eccovi a tu per tu con Francesco, colui il quale, ispirato da Dio, voleva che i frati rivolgessero ad ogni persona il saluto di pace". Così il custode del Sacro convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese, ha accolto i partecipanti alla Marcia della Pace, giunta davanti alla Basilica di San Francesco.
"Il Signore vi dia la pace!", ha esclamato padre Piemontese, parlando dalla loggia del Sacro convento, dicendosi "convinto che la vera pace, oltre che compito umano, è dono di Dio. Non tralasciate di confrontarvi, oltre che con tanti altri maestri, con la strategia e il progetto di pace di Francesco d'Assisi: esso è condito di spiritualità, di fede, di fraternità, di dialogo, di rispetto e amore verso ogni essere, ogni creatura che è sulla faccia della terra. Tutti siamo fratelli, perché figli di Dio".
"Continuate il vostro cammino, illuminati e arricchiti dall'augurio di pace, che Francesco d'Assisi vi rivolge in questo luogo", ha concluso il Custode.
"In nome di San Francesco liberate Francesco Azzarà". Ai rapitori del collaboratore di Emergency si è rivolto oggi il custode del Sacro convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese, nel suo saluto alla Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli, giunta davanti alla Basilica di San Francesco. Padre Piemontese ha così voluto rilanciare l'appello dei cugini di Azzarà, presenti alla Marcia
Difficile quantificare la partecipazione. Da Perugia sono partite alcune decine di migliaia di partecipanti, ma il serpentone si è ingrossato ad ogni traversa, rotonda, incrocio che si incontra per la strada. In parecchi entrano alla fine della lunga discesa, a Ponte San Giovanni, moltissimi attenderanno a Santa Maria degli Angeli, dove comincia l'ultimo strappo che si inerpica fino alla Rocca di Assisi.
Tra i simboli di questa edizione della marcia, un passaggio di testimone della bandiera della pace, usata per la prima volta nel 1961, dai giovani di allora a quelli di oggi; un trattore con un mappamondo, in ricordo di quello dei fratelli Cervi, i sette contadini trucidati dai nazi-fascisti nel 1943, scelto come simbolo di speranza in un futuro in cui l'agricoltura potrà sorreggere il mondo; una barca per ricordare le 1500 persone che da marzo ad oggi hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo e raggiungere le nostre coste. "Siete la parte migliore di questa Italia lacerata", ha detto alla partenza il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, dallo stesso palco dal quale hanno parlato tre donne, venute da Tunisia, Egitto e Afghanistan a portare saluto e sostegno.
L'arrivo alla Basilica di S. Francesco. "Eccovi qui, davanti alla Basilica e alla tomba di San Francesco: eccovi a tu per tu con Francesco, colui il quale, ispirato da Dio, voleva che i frati rivolgessero ad ogni persona il saluto di pace". Così il custode del Sacro convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese, ha accolto i partecipanti alla Marcia della Pace, giunta davanti alla Basilica di San Francesco.
"Il Signore vi dia la pace!", ha esclamato padre Piemontese, parlando dalla loggia del Sacro convento, dicendosi "convinto che la vera pace, oltre che compito umano, è dono di Dio. Non tralasciate di confrontarvi, oltre che con tanti altri maestri, con la strategia e il progetto di pace di Francesco d'Assisi: esso è condito di spiritualità, di fede, di fraternità, di dialogo, di rispetto e amore verso ogni essere, ogni creatura che è sulla faccia della terra. Tutti siamo fratelli, perché figli di Dio".
"Continuate il vostro cammino, illuminati e arricchiti dall'augurio di pace, che Francesco d'Assisi vi rivolge in questo luogo", ha concluso il Custode.
"In nome di San Francesco liberate Francesco Azzarà". Ai rapitori del collaboratore di Emergency si è rivolto oggi il custode del Sacro convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese, nel suo saluto alla Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli, giunta davanti alla Basilica di San Francesco. Padre Piemontese ha così voluto rilanciare l'appello dei cugini di Azzarà, presenti alla Marcia
Difficile quantificare la partecipazione. Da Perugia sono partite alcune decine di migliaia di partecipanti, ma il serpentone si è ingrossato ad ogni traversa, rotonda, incrocio che si incontra per la strada. In parecchi entrano alla fine della lunga discesa, a Ponte San Giovanni, moltissimi attenderanno a Santa Maria degli Angeli, dove comincia l'ultimo strappo che si inerpica fino alla Rocca di Assisi.