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POLITICA E GIUSTIZIA

Processo Mediaset, premier assente
Scontro in aula sui tempi del giudizio

Il presidente del Consiglio non va in tribunale. Polemica tra Ghedini e il presidente della corte per la rogatoria a Montecarlo, fissata per il 5 ottobre. D'Avossa insiste: "E' un dibattimento a rischio prescrizione". Undici nomi stralciati dalla lista dei testimoni.

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MILANO - Il tempo è agli sgoccioli per il processo Mediaset, che vede tra gli undici imputati Silvio Berlusconi, accusato, con gli altri, di falso in bilancio e frode fiscale. Sul processo incombe il rischio prescrizione, che arriverà, per i reati contestati, nell'aprile 2012. Per questo Edoardo D'Avossa, presidente del collegio, ha risposto duramente stamane alla richiesta degli avvocati del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo di far slittare una rogatoria a Montecarlo fissata dal tribunale per il 5 ottobre prossimo. Ghedini ha sostenuto che quel giorno né i difensori né il premier potrebbero essere presenti. "Questo è un processo a rischio prescrizione - ha risposto irato D'Avossa - la data per l'incontro a Montecarlo non si può quindi in alcun modo rinviare. Abbiamo penato tanti anni per avere questa rogatoria, non ci possiamo bloccare ora".

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Meno testimoni. I giudici si sono riuniti oggi in camera di consiglio per decidere la lista dei testimoni che saranno sentiti nelle prossime udienze. Dalla lista finale sono stati stralciati dieci nomi, tre dei quali andranno sostituiti. La decisione è stata presa per la difficoltà nel rintracciare i testi a diversi anni dai fatti, ma anche per velocizzare il processo. Come testimone, oggi, è stato sentito Achille Frattini, presidente del collegio sindacale Mediaset dal 1994 al 2007. Il premier avrebbe dovuto presentarsi in tribunale in tarda mattinata, come aveva annunciato Ghedini entrando in aula, ma non è mai arrivato.

L'accusa. Secondo il pubblico ministero, Flavio De Pasquale, Fininvest avrebbe comprato a prezzi "gonfiati" delle serie tv americane, per creare, tramite una serie di acquisizioni, dei fondi neri con un valore che supererebbe i 270 milioni di euro. Soldi sottratti al fisco e agli altri azionisti della società, a solo beneficio di Berlusconi. Il processo è ripreso dopo esser stato bloccato due volte: nel 2008 con il Lodo Alfano, poi dichiarato incostituzionale, e nell'aprile 2010 con la legge per il legittimo impedimento. Rimangono così pochi mesi per concluderlo prima che i reati vengano prescritti.
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