ROMA - Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani e il leader Udc Pier Ferdinando Casini, in un incontro stamattina, si sono detti preoccupati per la situazione di incertezza frutto dello scontro in corso per la successione a Mario Draghi al vertice di Banca d'Italia. Ovvero il braccio di ferro tra Berlusconi che vuole Saccomanni e Tremonti che punta su Grilli, con l'importante sponda di Umberto Bossi.
"Preferisco Grilli, è di Milano", ha detto stamane il leader della Lega. Che, come d'abitudine, si lascia andare al consueto dito medio alzato. Stavolta destinato agli industriali: "Non vogliamo mica portare via i soldi delle pensioni ai pensionati per darli alle imprese, come chiede Confindustria. Siam mica matti. Una volta c'erano gli imprenditori che inventavano il lavoro. Oggi sono invecchiati anche loro e quelli che lo inventano sono in Cina. Devono svegliarsi, non basta mettere i soldi ma idee. La Marcegaglia? Certo,anche lei". Mentre sulla tenuta del governo ("2013? vedremo") chiama in causa premier e ministro del Tesoro: "Berlusconi e Tremonti sanno che va trovata una soluzione. Abbiamo cominciato a ragionare e creato un gruppo di lavoro".
Ma oggi Berlusconi, arrivando alla camera per partecipare al voto sulla mozione di sfiducia per il ministro Saverio Romano ha risposto "Nessuna novità", ai giornalisti che chiedevano se ci fossero aggiornamenti sulla nomina.
E a chi gli chiede cosa desidererebbe per il compleanno (domani il premier compie 75 anni), Berlusconi risponde: "In un momento così difficile per l'Occidente, per l'Europa e per l'Italia mi piacerebbe che si mettessero da parte i contrasti e gli scontri e si lavorasse tutti insieme per rilanciare l'economia e per portare l'Italia fuori da questa crisi".
Bankitalia. Neppure questa mattina il Consiglio superiore di via Nazionale ha ricevuto infatti l'attesa lettera da Palazzo Chigi con l'indicazione del futuro governatore. L'organo di Palazzo Koch si è riunito alle 11.30, ma si è dovuto limitare a una seduta ordinaria. Nel pomeriggio c'è stato invece un rapido incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il governatore uscente Mario Draghi. A seguire il premier ha ricevuto il responsabile dell'Economia Giulio Tremonti mentre Draghi si è recato invece al Quirinale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A questo punto, secondo alcune voci, a sbloccare la situazione potrebbe essere una candidatura diversa dalle due avanzate sinora e si fanno i nomi di Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del board della Bce e Ignazio Visco, vicedirettore di via Nazionale.
Per il momento spettatore di questo scontro che si sta consumando sul suo futuro, Bankitalia fa sapere però ai contendenti di non dare per scontato il suo via libera alle scelte della politica. "L'autonomia della banca è un bene prezioso, non si faccia l'errore di considerare il parere del Consiglio superiore come una sinecura", spiega il consigliere anziano dell'istituto Paolo Blasi all'agenzia Radiocor. "Il parere, quando arriverà l'indicazione del nome dal presidente del Consiglio, sarà espresso nel rigoroso rispetto dell'autonomia della banca e potrà essere positivo o negativo a seconda della candidatura che verrà presentata". La prossima riunione ordinaria del consiglio superiore di Bankitalia, l'ultima sotto la presidenza di Mario Draghi, è stata convocata per il 24 ottobre. Tuttavia, nel caso arrivasse la lettera del premier, lo stesso Blasi potrebbe convocare anticipatamente un consiglio straordinario.
Una presa di posizione che non può non accentuare le preoccupazioni dell'opposizione. "Nel mezzo di una tempesta finanziaria internazionale che vede l'Italia in prima linea - sostengono Casini e Bersani - invece di offrire certezze e stabilità, il governo continua a tenere pericolosamente in bilico il paese per mere esigenze personali o di equilibri interni. La professionalità e la competenza dei diversi candidati non sono in discussione. L'obiettivo fondamentale però è che alla Banca d'Italia sia assicurato presto un assetto di vertice stabile; un assetto che risponda a criteri di continuità di azione e che non presti il fianco a interpretazioni negative, fondate o meno che siano, sull'autonomia della banca centrale italiana".
Sull'impasse nella scelta del futuro numero uno di via Nazionale intervengono anche Idv e Fli. "Deploriamo che anche per un organo che dovrebbe essere di garanzia, le nomine dei vertici debbano essere oggetto di mercanteggiamento e di voto di scambio", dice Antonio Di Pietro. "Chiediamo - aggiunge - che il nuovo governatore venga scelto con criteri di trasparenza e non grazie ad accordi sotterranei a Palazzo Grazioli". Italo Bocchino, numero due di Futuro e libertà sottolinea invece come "il balletto delle trattative politiche sul governatore della Banca d'Italia è uno schiaffo all'indipendenza di Palazzo Koch e rischia di minare ulteriormente la credibilità italiana sui mercati internazionali e nei rapporti con la Bce".
Il capogruppo del Pdl a Montecitorio Fabrizio Cicchitto nega però che sulla nomina del governatore sia in corso uno scontro. "Si tratta di una questione così delicata - afferma - che va affrontata con una grande ponderazione e non mettendo in pista dei nomi che possono rappresentare non un fattore evolutivo per la Banca d'Italia ma un fattore involutivo". "Ci si sta riflettendo sopra - aggiunge - e le scelte devono tenere conto che si tratta di una questione delicatissima, visto che la banca d'italia ha svolto e dovrà svolgere un ruolo decisivo per quello che riguarda la tenuta finanziaria dello stato e la tutela dei nostri titoli".
"Preferisco Grilli, è di Milano", ha detto stamane il leader della Lega. Che, come d'abitudine, si lascia andare al consueto dito medio alzato. Stavolta destinato agli industriali: "Non vogliamo mica portare via i soldi delle pensioni ai pensionati per darli alle imprese, come chiede Confindustria. Siam mica matti. Una volta c'erano gli imprenditori che inventavano il lavoro. Oggi sono invecchiati anche loro e quelli che lo inventano sono in Cina. Devono svegliarsi, non basta mettere i soldi ma idee. La Marcegaglia? Certo,anche lei". Mentre sulla tenuta del governo ("2013? vedremo") chiama in causa premier e ministro del Tesoro: "Berlusconi e Tremonti sanno che va trovata una soluzione. Abbiamo cominciato a ragionare e creato un gruppo di lavoro".
Ma oggi Berlusconi, arrivando alla camera per partecipare al voto sulla mozione di sfiducia per il ministro Saverio Romano ha risposto "Nessuna novità", ai giornalisti che chiedevano se ci fossero aggiornamenti sulla nomina.
E a chi gli chiede cosa desidererebbe per il compleanno (domani il premier compie 75 anni), Berlusconi risponde: "In un momento così difficile per l'Occidente, per l'Europa e per l'Italia mi piacerebbe che si mettessero da parte i contrasti e gli scontri e si lavorasse tutti insieme per rilanciare l'economia e per portare l'Italia fuori da questa crisi".
Bankitalia. Neppure questa mattina il Consiglio superiore di via Nazionale ha ricevuto infatti l'attesa lettera da Palazzo Chigi con l'indicazione del futuro governatore. L'organo di Palazzo Koch si è riunito alle 11.30, ma si è dovuto limitare a una seduta ordinaria. Nel pomeriggio c'è stato invece un rapido incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il governatore uscente Mario Draghi. A seguire il premier ha ricevuto il responsabile dell'Economia Giulio Tremonti mentre Draghi si è recato invece al Quirinale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A questo punto, secondo alcune voci, a sbloccare la situazione potrebbe essere una candidatura diversa dalle due avanzate sinora e si fanno i nomi di Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del board della Bce e Ignazio Visco, vicedirettore di via Nazionale.
Per il momento spettatore di questo scontro che si sta consumando sul suo futuro, Bankitalia fa sapere però ai contendenti di non dare per scontato il suo via libera alle scelte della politica. "L'autonomia della banca è un bene prezioso, non si faccia l'errore di considerare il parere del Consiglio superiore come una sinecura", spiega il consigliere anziano dell'istituto Paolo Blasi all'agenzia Radiocor. "Il parere, quando arriverà l'indicazione del nome dal presidente del Consiglio, sarà espresso nel rigoroso rispetto dell'autonomia della banca e potrà essere positivo o negativo a seconda della candidatura che verrà presentata". La prossima riunione ordinaria del consiglio superiore di Bankitalia, l'ultima sotto la presidenza di Mario Draghi, è stata convocata per il 24 ottobre. Tuttavia, nel caso arrivasse la lettera del premier, lo stesso Blasi potrebbe convocare anticipatamente un consiglio straordinario.
Una presa di posizione che non può non accentuare le preoccupazioni dell'opposizione. "Nel mezzo di una tempesta finanziaria internazionale che vede l'Italia in prima linea - sostengono Casini e Bersani - invece di offrire certezze e stabilità, il governo continua a tenere pericolosamente in bilico il paese per mere esigenze personali o di equilibri interni. La professionalità e la competenza dei diversi candidati non sono in discussione. L'obiettivo fondamentale però è che alla Banca d'Italia sia assicurato presto un assetto di vertice stabile; un assetto che risponda a criteri di continuità di azione e che non presti il fianco a interpretazioni negative, fondate o meno che siano, sull'autonomia della banca centrale italiana".
Sull'impasse nella scelta del futuro numero uno di via Nazionale intervengono anche Idv e Fli. "Deploriamo che anche per un organo che dovrebbe essere di garanzia, le nomine dei vertici debbano essere oggetto di mercanteggiamento e di voto di scambio", dice Antonio Di Pietro. "Chiediamo - aggiunge - che il nuovo governatore venga scelto con criteri di trasparenza e non grazie ad accordi sotterranei a Palazzo Grazioli". Italo Bocchino, numero due di Futuro e libertà sottolinea invece come "il balletto delle trattative politiche sul governatore della Banca d'Italia è uno schiaffo all'indipendenza di Palazzo Koch e rischia di minare ulteriormente la credibilità italiana sui mercati internazionali e nei rapporti con la Bce".
Il capogruppo del Pdl a Montecitorio Fabrizio Cicchitto nega però che sulla nomina del governatore sia in corso uno scontro. "Si tratta di una questione così delicata - afferma - che va affrontata con una grande ponderazione e non mettendo in pista dei nomi che possono rappresentare non un fattore evolutivo per la Banca d'Italia ma un fattore involutivo". "Ci si sta riflettendo sopra - aggiunge - e le scelte devono tenere conto che si tratta di una questione delicatissima, visto che la banca d'italia ha svolto e dovrà svolgere un ruolo decisivo per quello che riguarda la tenuta finanziaria dello stato e la tutela dei nostri titoli".