Politica

CHIARI

Permesso di soggiorno per sposarsi
Sindaco leghista sfida la Consulta

Un Comune alla porte di Brescia, con un'ordinanza, vieta il matrimonio tra immigrati irregolari. In contrasto con una sentenza della Corte costituzionale. Il primo cittadino - senatore del Carroccio - è lo stesso che proposte una brigata della polizia per l'espulsione degli "stranieri delinquenti"
di VLADIMIRO POLCHI

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ROMA - Questa è la storia di un piccolo comune che sfida la Costituzione e del suo sindaco che non ci sta a sottostare alle sentenze della Consulta. L'oggetto del duello? Un'ordinanza comunale che vieta il matrimonio degli immigrati irregolari.

L'ordinanza anti-nozze. Il comune in questione è quello di Chiari, a due passi da Brescia e il sindaco è il senatore leghista Sandro Mazzatorta, quello  -  per intendersi  -  che il 27 settembre scorso nell'aula del Senato ha proposto la creazione di "una brigata della polizia per l'espulsione degli stranieri delinquenti". Lo stesso giorno il senatore e sindaco del Carroccio ha emanato un'ordinanza in base alla quale "gli stranieri che vogliono sposarsi devono presentare il permesso di soggiorno valido". Tradotto: a Chiari divieto di nozze per i clandestini. Peccato che una recentissima sentenza della Corte costituzionale dica altro.

La sentenza della Consulta. Il 25 luglio scorso la Corte costituzionale, con la sentenza 245/2011 redatta dal presidente Alfonso Quaranta, ha dichiarato l'illegittimità del pacchetto sicurezza 2009 nella parte in cui impone il permesso di soggiorno come condizione indispensabile alla celebrazione delle nozze. Ricordano infatti i giudici che "i diritti inviolabili, di cui all'articolo 2 della Costituzione, spettano ai singoli non in quanto partecipi di una determinata comunità politica, ma in quanto esseri umani e la condizione giuridica dello straniero non deve essere pertanto considerata come causa ammissibile di trattamenti diversificati e peggiorativi". Insomma via libera al matrimonio anche se uno dei due promessi sposi è clandestino. Ma a Chiari la pensano diversamente.

La "disobbedienza civile" di Chiari. Dopo la sentenza della Consulta "la Lega Nord - sostiene il senatore e sindaco di Chiari  -  ha tenuto duro e ha portato avanti la disobbedienza civile nel rispetto della legge e per la sicurezza di tutti i cittadini". Mazzatorta ha emanato un'ordinanza che vieta le nozze con un immigrato irregolare. "Ciò è stato possibile  -  racconta Mazzatorta  -  ricorrendo a una norma di legge chiarissima che prevede la presentazione dei documenti per le coppie che chiedono le pubblicazioni. E così si dispone come nell'ambito della documentazione necessaria ai fini della pubblicazione di matrimonio deve necessariamente essere presentata dallo straniero interessato la documentazione prevista dall'articolo 5 del decreto legislativo 286/1998 (la Bossi-Fini, ndr), ovvero il permesso di soggiorno o la carta di soggiorno in corso di validità". Con buona pace della Costituzione.
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