Caso Ferrario, Minzolini indagato
Editoriale al Tg1: "Esagerazioni contro di me"
Sotto inchiesta per abuso d'ufficio e mancato adempimento di un'ordinanza del giudice del lavoro. La Finanza nel suo ufficio per acquisire documentazione relativa alla causa intentata dalla giornalista. E lui in un intervento al telegiornale se la prende coi magistrati. Garimberti: "Uso improprio della testata". Il presidente della Rai preoccupato anche per il calo di ascolti per la rete principale
ROMA - Per il "caso Ferrario" Augusto Minzolini è indagato dalla procura di Roma per abuso d'ufficio e per mancato adempimento di un'ordinanza del giudice del lavoro. Il direttore del Tg1 era già indagato per peculato in relazione alla vicenda delle spese da lui effettuate con la carta di credito della Rai, indagine nella quale gli accertamenti sono finiti e si profila una richiesta di rinvio a giudizio. I guai di Minzolini coincidono con il fortissimo calo di ascolti di RaiUno, che ieri sera ha fatto quanto Chi l'ha visto?, un fenomeno che suscita preoccupazione nel presidente della Rai Paolo Garimberti. Non solo: un editoriale durante l'edizione del telegiornale delle 20, in cui il direttore se l'è presa con i magistrati "alla ricerca di eco mediatica" suscita dure reazioni, con Garimberti che denuncia nuovamente l'uso privato della televisione pubblica.
La Gdf nell'ufficio di Minzolini. La Guardia di Finanza ha acquisito documentazione relat…
La Gdf nell'ufficio di Minzolini. La Guardia di Finanza ha acquisito documentazione relat…
ROMA - Per il "caso Ferrario" Augusto Minzolini è indagato dalla procura di Roma per abuso d'ufficio e per mancato adempimento di un'ordinanza del giudice del lavoro. Il direttore del Tg1 era già indagato per peculato in relazione alla vicenda delle spese da lui effettuate con la carta di credito della Rai, indagine nella quale gli accertamenti sono finiti e si profila una richiesta di rinvio a giudizio. I guai di Minzolini coincidono con il fortissimo calo di ascolti di RaiUno, che ieri sera ha fatto quanto Chi l'ha visto?, un fenomeno che suscita preoccupazione nel presidente della Rai Paolo Garimberti. Non solo: un editoriale durante l'edizione del telegiornale delle 20, in cui il direttore se l'è presa con i magistrati "alla ricerca di eco mediatica" suscita dure reazioni, con Garimberti che denuncia nuovamente l'uso privato della televisione pubblica.
La Gdf nell'ufficio di Minzolini. La Guardia di Finanza ha acquisito documentazione relativa alla causa intentata da Tiziana Ferrario per il suo mancato reintegro alla conduzione del Tg1 e come inviata per i grandi eventi. Dopo la denuncia in sede civile al Tribunale del lavoro, i legali della giornalista hanno presentato anche una causa penale. E oggi la Guardia di finanza, su disposizione del procuratore aggiunto Alberto Caperna, ha acquisito nell'ufficio del direttore della principale testata Rai ordini di servizio e altri documenti relativi alla vertenza promossa da Ferrario dopo essere stata sollevata dalla conduzione del telegiornale.
"Non è una decisione che ho preso a cuore leggero ma poiché non sono state applicate due ordinanze del tribunale civile a mio favore - nelle quali si chiede il mio reintegro - sono stata costretta a fare una denuncia penale per far valere i miei diritti", ha commentato Tiziana Ferrario.
Da parte sua Minzolini si è detto tranquillo: "E' una boiata pazzesca tutto il clamore sollevato dalla vicenda Ferrario, cioè l'acquisizione dovuta da parte della magistratura di documentazione dopo una denuncia penale della stessa Ferrario attraverso il suo legale". "E' qualcosa che non mi riguarda direttamente", ha concluso.
"Esagerazioni contro di me per avere eco mediatica". Poi, in un editoriale nel corso del Tg1 delle 20, Minzolini se l'è presa con il comportamento dei magistrati. Li "rispetto", ha detto, "ma a volte non posso non rimanere perplesso di fronte ai loro comportamenti. Mandare la guardia di Finanza negli studi del Tg1 se non è un'intimidazione, è sicuramente un'esagerazione che finisce per avere un'amplificazione mediatica".
"Se me lo avessero chiesto avrei portato io stesso i documenti ai magistrati", ha continuato Minzolini, aggiungendo che il vero problema della giustizia è l'amplificazione mediatica. Poi il parallelo con l'inchiesta di Napoli e la vicenda delle escort del premier, finita sui giornali, parola per parola, a tempo di record. Insomma, per il direttore del Tg1 "l'amplificazione mediatica e il protagonismo dei magistrati sono il problema della giustizia", mentre l'inchiesta su Tarantini ha avuto come "unico risultato" quello di "infangare l'immagine del premier di questo Paese".
Però, ha concluso Minzolini, perché tanta accuratezza nel diffondere le intercettazioni del premier, quando ci sono "voluti 20 anni per risolvere il giallo dell'Olgiata solo perché un'intercettazione è stata dimenticata"? Ce n'è abbastanza, a suo avviso, per dire: "C'è qualcosa di marcio in Danimarca".
Pd: "Uso improprio della testata". Idv: "Conflitto di interessi". Non si sono fatte attendere le reazioni, con Vincenzo Vita, senatore Pd e membro della commissione di Vigilanza Rai, che ha accusato il direttore del Tg1 di fare un uso improprio della testata "per difendere se stesso e Berlusconi dalla magistratura". Sulla stessa lunghezza d'onda Pancho Pardi, capogruppo Idv alla Vigilanza: "Se c'è del marcio in Danimarca, ce n'è ancora di più alla direzione del Tg1", dice accusando Minzolini di "non cogliere il filo sottile del conflitto di interessi".
L'allarme di Garimberti. Anche il presidente della Rai ha usato parole dure dopo l'editoriale, tornando a denunciare l'uso privato della televisione pubblica "come ho già ricordato più volte in passato". Ma Garimberti si è detto anche preoccupato per gli ascolti. "Ieri sera ancora RaiUno ha fatto un ascolto che non è da RaiUno", ha commentato a Torino, a margine del congresso della Federazione internazionale degli archivi televisivi. Riferendosi al programma in prima serata Me lo dicono tutti, il presidente della Rai ha osservato: "Ha fatto gli stessi ascolti di Chi l'ha visto?". E a chi gli faceva notare che contemporaneamente su La7 Enrico Mentana e altri giornalisti intervistavano Walter Lavitola, ha risposto: "RaiUno è sempre stata l'ammiraglia, ha sempre avuto la leadership totale, è raro che perda una serata. Non basta Lavitola a spiegare una cosa del genere".
Il presidente della Rai non ha nascosto la sua preoccupazione: "Questi sono dati che mi preoccupano, su cui bisogna lavorare". A chi gli chiedeva poi se ha una 'ricetta', Garimberti ha detto: "Se avessi la ricetta farei anche il direttore di RaiUno ad interim, ma siccome non ce l'ho, siccome faccio il giornalista, ognuno faccia il suo mestiere. Io dico che mi preoccupano gli ascolti, chiedo che mi si facciano delle proposte, poi ne parleremo in Consiglio con lo stesso direttore di RaiUno. Dobbiamo confrontarci su questi dati".
Garimberti, poi, è tornato sullo scontro interno al cda sulle nomine: "E' storia passata, non ne voglio più parlare, ne abbiamo già parlato troppo. Dobbiamo occuparci del futuro della Rai. Basta dilaniarsi sulle nomine la cosa importante, per me, è che siano stati coperti due posti fondamentali, alla direzione del Tg2 e di RaiTre, con due validi professionisti che di fatto erano miei candidati. Adesso parliamo di futuro dell'azienda". "La valutazione della politica - ha concluso il presidente Rai - la lascio alla politica; loro si divertono, è il loro mestiere, non il mio. Parliamo invece di ascolti, che mi preoccupano molto". A partire da quelli di RaiUno.
La Gdf nell'ufficio di Minzolini. La Guardia di Finanza ha acquisito documentazione relativa alla causa intentata da Tiziana Ferrario per il suo mancato reintegro alla conduzione del Tg1 e come inviata per i grandi eventi. Dopo la denuncia in sede civile al Tribunale del lavoro, i legali della giornalista hanno presentato anche una causa penale. E oggi la Guardia di finanza, su disposizione del procuratore aggiunto Alberto Caperna, ha acquisito nell'ufficio del direttore della principale testata Rai ordini di servizio e altri documenti relativi alla vertenza promossa da Ferrario dopo essere stata sollevata dalla conduzione del telegiornale.
"Non è una decisione che ho preso a cuore leggero ma poiché non sono state applicate due ordinanze del tribunale civile a mio favore - nelle quali si chiede il mio reintegro - sono stata costretta a fare una denuncia penale per far valere i miei diritti", ha commentato Tiziana Ferrario.
Da parte sua Minzolini si è detto tranquillo: "E' una boiata pazzesca tutto il clamore sollevato dalla vicenda Ferrario, cioè l'acquisizione dovuta da parte della magistratura di documentazione dopo una denuncia penale della stessa Ferrario attraverso il suo legale". "E' qualcosa che non mi riguarda direttamente", ha concluso.
"Esagerazioni contro di me per avere eco mediatica". Poi, in un editoriale nel corso del Tg1 delle 20, Minzolini se l'è presa con il comportamento dei magistrati. Li "rispetto", ha detto, "ma a volte non posso non rimanere perplesso di fronte ai loro comportamenti. Mandare la guardia di Finanza negli studi del Tg1 se non è un'intimidazione, è sicuramente un'esagerazione che finisce per avere un'amplificazione mediatica".
"Se me lo avessero chiesto avrei portato io stesso i documenti ai magistrati", ha continuato Minzolini, aggiungendo che il vero problema della giustizia è l'amplificazione mediatica. Poi il parallelo con l'inchiesta di Napoli e la vicenda delle escort del premier, finita sui giornali, parola per parola, a tempo di record. Insomma, per il direttore del Tg1 "l'amplificazione mediatica e il protagonismo dei magistrati sono il problema della giustizia", mentre l'inchiesta su Tarantini ha avuto come "unico risultato" quello di "infangare l'immagine del premier di questo Paese".
Però, ha concluso Minzolini, perché tanta accuratezza nel diffondere le intercettazioni del premier, quando ci sono "voluti 20 anni per risolvere il giallo dell'Olgiata solo perché un'intercettazione è stata dimenticata"? Ce n'è abbastanza, a suo avviso, per dire: "C'è qualcosa di marcio in Danimarca".
Pd: "Uso improprio della testata". Idv: "Conflitto di interessi". Non si sono fatte attendere le reazioni, con Vincenzo Vita, senatore Pd e membro della commissione di Vigilanza Rai, che ha accusato il direttore del Tg1 di fare un uso improprio della testata "per difendere se stesso e Berlusconi dalla magistratura". Sulla stessa lunghezza d'onda Pancho Pardi, capogruppo Idv alla Vigilanza: "Se c'è del marcio in Danimarca, ce n'è ancora di più alla direzione del Tg1", dice accusando Minzolini di "non cogliere il filo sottile del conflitto di interessi".
L'allarme di Garimberti. Anche il presidente della Rai ha usato parole dure dopo l'editoriale, tornando a denunciare l'uso privato della televisione pubblica "come ho già ricordato più volte in passato". Ma Garimberti si è detto anche preoccupato per gli ascolti. "Ieri sera ancora RaiUno ha fatto un ascolto che non è da RaiUno", ha commentato a Torino, a margine del congresso della Federazione internazionale degli archivi televisivi. Riferendosi al programma in prima serata Me lo dicono tutti, il presidente della Rai ha osservato: "Ha fatto gli stessi ascolti di Chi l'ha visto?". E a chi gli faceva notare che contemporaneamente su La7 Enrico Mentana e altri giornalisti intervistavano Walter Lavitola, ha risposto: "RaiUno è sempre stata l'ammiraglia, ha sempre avuto la leadership totale, è raro che perda una serata. Non basta Lavitola a spiegare una cosa del genere".
Il presidente della Rai non ha nascosto la sua preoccupazione: "Questi sono dati che mi preoccupano, su cui bisogna lavorare". A chi gli chiedeva poi se ha una 'ricetta', Garimberti ha detto: "Se avessi la ricetta farei anche il direttore di RaiUno ad interim, ma siccome non ce l'ho, siccome faccio il giornalista, ognuno faccia il suo mestiere. Io dico che mi preoccupano gli ascolti, chiedo che mi si facciano delle proposte, poi ne parleremo in Consiglio con lo stesso direttore di RaiUno. Dobbiamo confrontarci su questi dati".
Garimberti, poi, è tornato sullo scontro interno al cda sulle nomine: "E' storia passata, non ne voglio più parlare, ne abbiamo già parlato troppo. Dobbiamo occuparci del futuro della Rai. Basta dilaniarsi sulle nomine la cosa importante, per me, è che siano stati coperti due posti fondamentali, alla direzione del Tg2 e di RaiTre, con due validi professionisti che di fatto erano miei candidati. Adesso parliamo di futuro dell'azienda". "La valutazione della politica - ha concluso il presidente Rai - la lascio alla politica; loro si divertono, è il loro mestiere, non il mio. Parliamo invece di ascolti, che mi preoccupano molto". A partire da quelli di RaiUno.