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Alfano: "Premier sotto attacco, lo difendiamo
Siamo un partito senza padroni e padrini"

Il segretario del Pdl alla prima assemblea regionale del partito in Lombardiachiama a raccolta i sostenitori: "Bisogna fare squadra per aiutare il nostro leader". Poi l'avvertimento agli avversari: "Ci siamo e ci saremo per vincere". Annunciati congressi provinciali a inizio dicembre

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PERO (MILANO) - Chiama a raccolta tutto il Pdl affinché si stringa attorno al suo leader, Silvio Berlusconi.
Il segretario Angelino Alfano durante il suo intervento alla riunione degli stati generali del partito in Lombardia, dice che è venuto il momento di ricambiare la generosità del premier. "Ritengo Silvio Berlusconi un uomo molto generoso - ha detto Alfano -. Credo che difficilmente qualcuno possa dire di aver aiutato Berlusconi in questi anni. Lui non ne ha avuto bisogno. Oggi serve fare al contrario: per la prima volta in 18 anni serve una grande squadra che lo aiuti. Oggi è il momento di restituire affetto e gratitudine". Poi tranquillizza la platea che non ci sarà alcuna diapora all'interno del partito nel dopo-Berlusconi e che sarà lo stesso premier a decidere se ricandidarsi o meno alle elezioni del 2013. E poi agli avversari: "Ci siamo per vincere, con qualsiasi sistema elettorale". Infine l'annuncio: "in Lombardia come nel resto d'Italia" i congressi provinciali si terranno "a inizio dicembre, a seguire quelli cittadini".

Una squadra per aiutare Berlusconi. "Se una persona è sotto attacco - ha detto durante l'intervento - e quella persona è il nostro leader, intanto la difendiamo e non solo per un fatto etico, ma perché riteniamo che in uno dei due momenti della storia in cui il Paese avrebbe potuto prendere una brutta piega, cioè il 18 aprile 1948 quando vinse De Gasperi e il 27 marzo 1994 in cui vinse Berlusconi, lui è stato protagonista. Nel '94 un partito travolto dal muro di Berlino rischiava di essere maggioranza. Oggi gli siamo accanto perché ha fatto per l'italia cose importantissime".

Parole del '94 sono da aggiornare
. "Sono passati molti anni - ha proseguito - e alle prossime amministrative voteranno i bambini nati quando è nata forza italia e c'è stata la svolta di fiuggi. Abbiamo il dovere - ha continuato Alfano - di dare parole chiave nuove per convincerli. Gli argomenti del '94 devono essere aggiornati e tra le parole chiave per un nuovo inizio c'è lo spiegare loro che rischiano di essere la prima generazione dal dopoguerra che non vivrà meglio dei loro padri". Perciç, continua il segretario, le parole chiave del Pdl saranno merito, responsabilità e passione: "Per continuare ad essere il partito degli italiani deve continuare ad esprimere valori che ha sintetizzato mirabilmente Roberto Formigoni", ha detto riferendosi all'intervento del governatore della Lombardia incentrato in particolare sui valori della famiglia e del merito. "E poi - ha proseguito - al merito e alla responsabilità voglio aggiungere la passione perché se non ci credono gli eletti, non ci credono gli elettori".

Nessuna diaspora. Il segretario del Pdl, poi, ha sgomberato il campo dall'ipotesi di una divisione interna al partito: non ci sarà, ha detto, "nessuna diaspora" nel Pdl dopo Berlusconi. "C'è un attacco concentrico - ha sottolineato Alfano - che punta al dopo Berlusconi e immagina una diaspora in cui ciascuno cercherà di salvarsi. La nostra presenza prova il contrario".

Né padroni, né padrini. Poi il segretario del Pdl lancia lo slogan in vista della stagione congressuale in tutta Italia: "questo è un partito che funziona senza padroni e contro i padrini". Un riferimento ai "padroni delle tessere" che nei vecchi partiti facevano incetta di diritti di voto ai congressi senza curarsi che ci fossero dietro militanti reali. "Diciamo no - ha proseguito Alfano - ai voti per delega, se uno ci crede va lì e vota di persona". Quanto ai padrini, riferendosi in particolare alle polemiche sulle infiltrazioni mafiose in Lombardia, il segretario ha detto chiaramente: "ai mafiosi di esportazione che ogni tessera sarà usata contro di loro" per inasprire il carcere duro e vincere la guerra contro la criminalità organizzata.

"Vinciamo con ogni sistema elettorale". Il Pdl? È come le lumache che vanno sull'asciutto e sul bagnato: ha usato una metafora il segretario del Partito, Angelino Alfano, per dire che il partito "è idoneo a vincere con ogni sistema elettorale". "Noi - ha aggiunto - non temiamo il cambio del sistema elettorale". Certo è giusto consentire di esprimere una preferenza però nel contempo togliere la possibilità di indicare il presidente del Consiglio "è una truffa". "Il nostro obiettivo finale - ha osservato - è salvaguardare la democrazia trasparente e il bipolarismo e restituire il diritto di scegliersi i parlamentari".

L'avvertimento agli avversari: "Pdl non è semplice parentesi". Il Pdl non è una parentesi nella storia della Repubblica, come vorrebbe la sinistra. È una realtà che esiste e ci sarà per tornare a vincere, è il messaggio che Angelino Alfano lancia all'opposizione.  "Si rassegnino -avverte Alfano- noi ci siamo, ci saremo e ci saremo per vincere". "I nostri avversari hanno ancora tanti torti da farsi perdonare" prosegue il segretario, evidenziando che al governo "ci sono stati otto anni loro e otto anni noi. Troppo poco tempo per noi. Ne abbiamo bisogno di più".

 
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