ROMA -Sono serviti quattro scrutini, quando il quorum è sceso ai 3/5 dei componenti dell'Assemblea, ma alla fine Sergio Mattarella, pur se solo per un voto si scarto, ce l'ha fatta: alla terza votazione di seguito in una giornata (la quarta da ieri) l'ex ministro della Difesa è stato eletto giudice della Corte costituzionale dal
Parlamento in seduta comune con 572 voti.
L'elezione al 'fotofinish' di Mattarella è stata molto sofferta: il docente universitario palermitano non ha centrato
l'obiettivo ieri, quando invece il Parlamento in seduta comune ha eletto il leghista Ettore Adalberto Albertoni membro laico del Csm. L'elezione è stata raggiunta dopo tre votazioni di seguito che hanno tenuto inchiodati a Montecitorio per un'intera giornata deputati e senatori.
Alle votazioni non hanno partecipato i parlamentari di Idv. ''I ruoli di garanzia di rango costituzionale sono strumenti essenziali per il funzionamento di una sana democrazia e non possono ridursi a semplici 'posti' da occupare'', hanno spiegato il leader Di Pietro ed i capigruppo alla Camera ed al Senato, Massimo Donadi e Felice Belisario descrivendo il loro atteggiamento come un ''no alla lottizzazione''. I radicali hanno votato, invece, un loro candidato alla Consulta.
Dal Pdl in tanti puntano il dito sul Pd. ''È incredibile il boicottaggio che l'Idv sta facendo ai lavori parlamentari addirittura nei confronti di una personalità come il prof.Mattarella indicata dal Pd. È anche singolare il silenzio del Pd rispetto a questo grave comportamento'', dice Jole Santelli, del Pdl alla Camera. E il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa parla di ''situazione di stallo grave e inspiegabile'', chiedendo ai democratici ''un sussulto di responsabilità. Ma loro non ci stanno. Il capogruppo Franceschini bolla come ''un'assoluta sciocchezza'' i 'rumor' che parlano di un ruolo di Luciano Violante, che pure raccoglie diversi voti.
L'ex presidente della Camera vede salire i suoi consensi dagli 11 della prima votazione del mattino a 37 fino a 69 a quella finale, probabilmente raccogliendo voti anche nel Pdl. Ferma le polemiche sui ''franchi tiratori'' del Pd rispetto al candidato indicato dal partito il segretario Pierluigi Bersani. ''In queste vicende c'è sempre qualcuno che fa qualche giochino ...il candidato unanime del gruppo del Pd è e resta Mattarella, persona competente, autorevole e specchiata''.
Il seggio alla Corte costituzionale era vacante dallo scorso 29 aprile, quando il giudice Ugo De Siervo ha completato il proprio mandato. Da allora si sono ripetute senza esito le votazioni del Parlamento in seduta comune. Una situazione che aveva destato non poca preoccupazione nel Quirinale, che ha esercitato la propria 'moral suasion' sulle forze politiche per superare l'impasse, evitando che i due organi restassero senza quorum troppo a lungo, come era successo in altre occasioni per la Corte costituzionale.
Proprio lo scorso 9 settembre il presidente Napolitano aveva scritto ai presidenti di Camera e Senato dopo la quarta fumata nera, invitandoli, investendo i gruppi parlamentari, a trovare ''soluzioni concordate per l'elezione dei membri della Consulta e del Csm''.
Le congratulazioni di Fini e Schifani. "Gentile Professore, in occasione della Sua elezione a Giudice della Corte Costituzionale, sono lieto di farLe pervenire le mie più vive congratulazioni, unitamente ad un sincero augurio di buon lavoro per l'alto e prestigioso incarico cui Ella è stata chiamata", si legge nel messaggio del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. Appresa la notizia dell'elezione, anche il presidente del Senato Renato Schifani ha inviato a Sergio Mattarella le più sincere congratulazioni unitamente agli auguri di buon lavoro.
Parlamento in seduta comune con 572 voti.
L'elezione al 'fotofinish' di Mattarella è stata molto sofferta: il docente universitario palermitano non ha centrato
l'obiettivo ieri, quando invece il Parlamento in seduta comune ha eletto il leghista Ettore Adalberto Albertoni membro laico del Csm. L'elezione è stata raggiunta dopo tre votazioni di seguito che hanno tenuto inchiodati a Montecitorio per un'intera giornata deputati e senatori.
Alle votazioni non hanno partecipato i parlamentari di Idv. ''I ruoli di garanzia di rango costituzionale sono strumenti essenziali per il funzionamento di una sana democrazia e non possono ridursi a semplici 'posti' da occupare'', hanno spiegato il leader Di Pietro ed i capigruppo alla Camera ed al Senato, Massimo Donadi e Felice Belisario descrivendo il loro atteggiamento come un ''no alla lottizzazione''. I radicali hanno votato, invece, un loro candidato alla Consulta.
Dal Pdl in tanti puntano il dito sul Pd. ''È incredibile il boicottaggio che l'Idv sta facendo ai lavori parlamentari addirittura nei confronti di una personalità come il prof.Mattarella indicata dal Pd. È anche singolare il silenzio del Pd rispetto a questo grave comportamento'', dice Jole Santelli, del Pdl alla Camera. E il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa parla di ''situazione di stallo grave e inspiegabile'', chiedendo ai democratici ''un sussulto di responsabilità. Ma loro non ci stanno. Il capogruppo Franceschini bolla come ''un'assoluta sciocchezza'' i 'rumor' che parlano di un ruolo di Luciano Violante, che pure raccoglie diversi voti.
L'ex presidente della Camera vede salire i suoi consensi dagli 11 della prima votazione del mattino a 37 fino a 69 a quella finale, probabilmente raccogliendo voti anche nel Pdl. Ferma le polemiche sui ''franchi tiratori'' del Pd rispetto al candidato indicato dal partito il segretario Pierluigi Bersani. ''In queste vicende c'è sempre qualcuno che fa qualche giochino ...il candidato unanime del gruppo del Pd è e resta Mattarella, persona competente, autorevole e specchiata''.
Il seggio alla Corte costituzionale era vacante dallo scorso 29 aprile, quando il giudice Ugo De Siervo ha completato il proprio mandato. Da allora si sono ripetute senza esito le votazioni del Parlamento in seduta comune. Una situazione che aveva destato non poca preoccupazione nel Quirinale, che ha esercitato la propria 'moral suasion' sulle forze politiche per superare l'impasse, evitando che i due organi restassero senza quorum troppo a lungo, come era successo in altre occasioni per la Corte costituzionale.
Proprio lo scorso 9 settembre il presidente Napolitano aveva scritto ai presidenti di Camera e Senato dopo la quarta fumata nera, invitandoli, investendo i gruppi parlamentari, a trovare ''soluzioni concordate per l'elezione dei membri della Consulta e del Csm''.
Le congratulazioni di Fini e Schifani. "Gentile Professore, in occasione della Sua elezione a Giudice della Corte Costituzionale, sono lieto di farLe pervenire le mie più vive congratulazioni, unitamente ad un sincero augurio di buon lavoro per l'alto e prestigioso incarico cui Ella è stata chiamata", si legge nel messaggio del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. Appresa la notizia dell'elezione, anche il presidente del Senato Renato Schifani ha inviato a Sergio Mattarella le più sincere congratulazioni unitamente agli auguri di buon lavoro.