ROMA - "Per l'abbattimento del debito servirà ricorrere a forme di finanza straordinaria in cui il governo dovrà mettere in agenda una patrimoniale morbida, la riforma pensionista, un piano di dismissioni e se questo non basta, anche un condono edilizio e un condono fiscale". Fabrizio Cicchitto lo dice esplicitamente parlando a un convegno promosso a Saint Vincent dal ministro Rotondi. Nonostante le smentite di palazzo Chigi, il capogruppo del Pdl alla Camera conferma dunque che l'idea tanto invisa al ministro Tremonti è in realtà un discorso aperto per la maggioranza.
Oggi Tremonti aveva affidato il suo "no" al condono alle colonne dell'Avvenire: "Vorrebbe dire frenare sul nascere il progetto di contrasto all'evasione fiscale, sarebbe un togliere forza al nostro vero obiettivo".
"Non credo che l'etica si misuri sul condono - dice invece il capogruppo del Pdl - ma sulla capacità di trovare le risorse". Per Cicchitto al governo serve un "salto di qualità" che superi "la linea difensiva che ha comunque salvato l'Italia" e tale salto di qualità può arrivare attraverso, oltre all'abbattimento del debito, una riforma istituzionale che comprende anche la modifica della legge elettorale e una "operazione di crescita, un pezzo adesso e un pezzo dopo".
Cicchitto ha aggiunto poi che "l'attacco mediatico e giudiziario non ha eliminato, ma ha ridotto il carisma di Berlusconi" e che dunque "noi dobbiamo surrogare con un partito democratico e organizzato sul territorio che riprenda l'ispirazione originaria della Democrazia cristiana che era interclassista".
L'opposizione non ci sta. "E' una vergogna che si parli di condono. Un'ulteriore offesa per i cittadini onesti di questo paese, che svuota completamente ogni proposito di lotta all'evasione fiscale" taglia corto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. "Il condono è semplicemente un atto criminale che andrebbe contro gli interessi degli italiani onesti che fino ad oggi hanno seguito le regole" afferma il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. "La sola idea di un condono è l'indice dell'impudicizia scandalosa di questa classe dirigente" incalza Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà. "Chi evade e chi commette reati Fiscali deve andare in galera, non deve essere condonato dopo aver rovinato l'italia" conclude Antonio Di Pietro dell'Idv.
Ma quella di Cicchitto non è una voce isolata nella maggioranza. Ieri il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto non l'aveva escluso, oggi anche Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, lo rilancia: "'Il condono? Non mi scandalizzarei a dire che sia necessario a patto, però, che i soldi vengano buttati nel rilancio dell'economia e non per accontentare alcuni o chiudere dei buchi".
Pronta alle barricate la Cgil; "La parola condono l'abbiamo abolita dal vocabolario, non esiste e non la vogliamo - dice Il segretario generale Susanna Camusso, durante la manifestazione di Roma - . Il governo solo apparentemente nega mentre la maggioranza lo propone in Parlamento con il capogruppo del Pdl. Così non si fa".
Oggi Tremonti aveva affidato il suo "no" al condono alle colonne dell'Avvenire: "Vorrebbe dire frenare sul nascere il progetto di contrasto all'evasione fiscale, sarebbe un togliere forza al nostro vero obiettivo".
"Non credo che l'etica si misuri sul condono - dice invece il capogruppo del Pdl - ma sulla capacità di trovare le risorse". Per Cicchitto al governo serve un "salto di qualità" che superi "la linea difensiva che ha comunque salvato l'Italia" e tale salto di qualità può arrivare attraverso, oltre all'abbattimento del debito, una riforma istituzionale che comprende anche la modifica della legge elettorale e una "operazione di crescita, un pezzo adesso e un pezzo dopo".
Cicchitto ha aggiunto poi che "l'attacco mediatico e giudiziario non ha eliminato, ma ha ridotto il carisma di Berlusconi" e che dunque "noi dobbiamo surrogare con un partito democratico e organizzato sul territorio che riprenda l'ispirazione originaria della Democrazia cristiana che era interclassista".
L'opposizione non ci sta. "E' una vergogna che si parli di condono. Un'ulteriore offesa per i cittadini onesti di questo paese, che svuota completamente ogni proposito di lotta all'evasione fiscale" taglia corto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. "Il condono è semplicemente un atto criminale che andrebbe contro gli interessi degli italiani onesti che fino ad oggi hanno seguito le regole" afferma il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. "La sola idea di un condono è l'indice dell'impudicizia scandalosa di questa classe dirigente" incalza Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà. "Chi evade e chi commette reati Fiscali deve andare in galera, non deve essere condonato dopo aver rovinato l'italia" conclude Antonio Di Pietro dell'Idv.
Ma quella di Cicchitto non è una voce isolata nella maggioranza. Ieri il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto non l'aveva escluso, oggi anche Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl, lo rilancia: "'Il condono? Non mi scandalizzarei a dire che sia necessario a patto, però, che i soldi vengano buttati nel rilancio dell'economia e non per accontentare alcuni o chiudere dei buchi".
Pronta alle barricate la Cgil; "La parola condono l'abbiamo abolita dal vocabolario, non esiste e non la vogliamo - dice Il segretario generale Susanna Camusso, durante la manifestazione di Roma - . Il governo solo apparentemente nega mentre la maggioranza lo propone in Parlamento con il capogruppo del Pdl. Così non si fa".