Politica

GOVERNO

Condono, il Pdl resta spaccato
"Non se ne parla". "Il tema resta"

Il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto: "Le polemiche non ci intimidiscono". Il sottosegretario Casero: "Strada non praticabile". Alemanno: "Sarebbe una resa dello Stato". Fassina (Pd): "Pessimo messaggio". Di Pietro: "Atto mafioso". No di Cgil e Cisl

1 minuti di lettura
ROMA - Resta alta la tensione dentro il Pdl sull'ipotesi condono. Nonostante le smentite di palazzo Chigi e la contrarietà della Lega, dentro il partito del Cavaliere continuano a levarsi voci autorevoli a favore della discussa misura. A partire dal capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto che insiste: "Le polemiche non ci intimidiscono. Alcuni si sono esercitati in polemiche di segno ideologico che non ci hanno sorpreso visto che provengono dalla Cgil e dal Pd, che hanno contestato anche la lettera della Bce, altri invece hanno colto l'occasione a buon mercato per rifarsi una verginità, altri ancora hanno riscoperto Savonarola, anche perché forse pensano che facendo solo tagli lineari e lotta all'evasione senza alcun tipo di politica per la crescita si possa prescindere da ogni ricerca del consenso sociale, visto poi che la responsabilità politica di quest'ultimo viene riversata solo sul presidente del Consiglio".

Una posizione, quella di Cicchitto, che viene bollata senza appello dal Pd. "Questa insistenza è un pessimo messaggio per la credibilità e l'affidabilità politica dell'Italia ma soprattutto umilia lavoratori e imprenditori che, nonostante la crisi, continuano a fare faticosamente il loro dovere. Dobbiamo combattere l'evasione, recuperare gettito e abbassare le aliquote effettive", dice Stefano Fassina, responsabile economia per i democratici. Immediata la replica del pidiellino Osvaldo Napoli: "Il moralismo e il giustizialismo applicati all'economia, dopo che hanno fatto tanti danni in altri settori, rischiano di essere devastanti".

Ma la voce di Cicchitto sembra trovare pochi consensi all'interno del Pdl. "La strada del condono - afferma il sottosegretario all'Economia, Luigi Casero - non è praticabile. La posizione del governo è quella di venerdì, non è cambiata". Contrario anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: "Il condono è una sorta di resa dello Stato rispetto alla legalità. Meglio un concordato di massa". Non si sbilancia Ignazio La Russa: "Il condono è un antibiotico molto forte per un paziente molto ammalato. Bisogna vedere se le controindicazioni superano il vantaggio".

Il condono "tecnicamente non si può fare perché verrebbe contestato dall'Unione Europea" sottolinea, inoltre, il presidente della commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria, Maurizio Leo. Mentre il presidente del gruppo Italia dei valori al Senato, Felice Belisario è lapidario: "Cicchitto? E' un killer della legalità e
dell'equità sociale". Scandisce Antonio Di Pietro: "Si tratta di un atto mafioso perché si fa un favore ai criminali". Contrari anche i sindacati. "Il condono favorisce l'evasione ed è una parola da eliminare dal vocabolario" incalza il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Per il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni il condono "è la premessa per ricominciare la trasgressione".
 
I commenti dei lettori