Lepore: "Cercano di delegittimarci"
E il Csm valuta la revoca di Miller
Il procuratore di Napoli commenta la decisione del ministro della Giustizia di avviare ispezioni a Bari e nella procura partenopea, titolari delle inchieste escort. Idv: Solo perché si indaga su Berlusconi. Il capo degli ispettori Miller compare nell'inchiesta P3
ROMA - "Stiamo subendo attacchi ingiusti, anche perché non abbiamo più l'inchiesta madre. Hanno deciso di depotenziare e delegittimare la nostra procura: forse qualcuno invidia i nostri risultati": così il capo della procura napoletana, Giovandomenico Lepore, risponde all'invio degli ispettori deciso dal ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma a Napoli e Bari, titolari delle inchieste sulle escort per il premier. Mentre dal guardasigilli sulla questione arriva un secco no comment, Antonio Di Pietro insorge: "Si tratta di vere e proprie intimidazioni nei confronti dei magistrati di Napoli e Bari", dice il leader dell'Italia dei Valori. E il Csm sta intanto valutando l'ipotesi di revocare il collocamento fuori ruolo al capo dell'Ispettorato del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller, un atto che se venisse effettivamente compiuto costringerebbe il capo degli ispettori del ministro Palma a rinunciare al suo incarico: il suo nome compare…
ROMA - "Stiamo subendo attacchi ingiusti, anche perché non abbiamo più l'inchiesta madre. Hanno deciso di depotenziare e delegittimare la nostra procura: forse qualcuno invidia i nostri risultati": così il capo della procura napoletana, Giovandomenico Lepore, risponde all'invio degli ispettori deciso dal ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma a Napoli e Bari, titolari delle inchieste sulle escort per il premier. Mentre dal guardasigilli sulla questione arriva un secco no comment, Antonio Di Pietro insorge: "Si tratta di vere e proprie intimidazioni nei confronti dei magistrati di Napoli e Bari", dice il leader dell'Italia dei Valori. E il Csm sta intanto valutando l'ipotesi di revocare il collocamento fuori ruolo al capo dell'Ispettorato del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller, un atto che se venisse effettivamente compiuto costringerebbe il capo degli ispettori del ministro Palma a rinunciare al suo incarico: il suo nome compare nelle carte dell'inchiesta sulla P3.
Gli ispettori potrebbero arrivare all'inizio della prossima settimana. "Ben vengano, anzi benvenuti al sud", commenta ancora Lepore, che però precisa: "Al ministero potrebbe anche solo arrivare la richiesta di alcuni atti, e quindi non è detto che arrivino in città gli ispettori".
Proprio in questi giorni a via Arenula verrà messa a punto non solo la squadra di ispettori da inviare a Napoli, ma anche quella che si occuperà dell'inchiesta amministrativa di Bari. Ispezione, questa, voluta da Palma (e chiesta dal Pd con un'interrogazione) per far luce sui presunti ritardi nella conduzione dell'inchiesta sulle escort attribuiti dall'ex pm Giuseppe Scelsi al procuratore Antonio Laudati. Palma ha già chiesto al Csm i verbali delle audizioni di Laudati (che smentisce la ricostruzione di Scelsi) e di altri magistrati ascoltati dalla prima commissione.
Nel frattempo alla Camera il Guardasigilli ha stamane delegato il sottosegretario alla Giustizia Elisabetta Alberti Casellati a leggere la risposta alle interpellanze del Pdl per sollecitare un'ispezione ministeriale a Napoli. L'inchiesta amministrativa - si sottolinea - riguarderà: la fuga di notizie con la pubblicazione di intercettazioni e atti ancora coperti dal segreto amministrativo; la violazione del diritto di difesa conseguente all'esame come testimone di uno dei legali di Tarantini, Nicola Quaranta; la citazione a comparire del premier Berlusconi in qualità di persona informata sui fatti; la "singolarità delle circostanze addotte dalla procura di Napoli" in merito all'incompetenza territoriale su un'indagine poi trasferita in parte a Bari e in parte a Roma.
L'ispezione - si legge nella risposta del ministero della Giustizia all'interpellanza del Pdl - "adempie a precisi doveri normativamente disposti e non suscettibili in alcun modo di avere punti di contatto o interferenza con indagini" di cui Napoli "non è più titolare". Al termine di quest'inchiesta amministrativa Palma deciderà se vi saranno i presupposti per l'esercizio dell'azione disciplinare che il dicastero di Via Arenula ricorda essere "facoltativo per il ministro della Giustizia e obbligatorio per il procuratore generale della Cassazione".
Di Pietro: "Colpo aberrante allo stato di diritto". Per l'ex pm di Mani pulite si tratta dell'ennesima iniziativa ad personam. Di Pietro ha chiesto al Csm di intervenire su "un'iniziativa avviata solo perché si sta indagando su Silvio Berlusconi e che sarebbe invece inconcepibile per un normale cittadino". Secondo il leader dell'Idv le ispezioni sono "inaccettabili, anche perché il codice di procedura penale garantisce tutti i diritti per gli imputati per una revisione di una decisione della magistratura. Si tratta - ha concluso Di Pietro - di un colpo aberrante allo Stato di diritto".
Gli ispettori potrebbero arrivare all'inizio della prossima settimana. "Ben vengano, anzi benvenuti al sud", commenta ancora Lepore, che però precisa: "Al ministero potrebbe anche solo arrivare la richiesta di alcuni atti, e quindi non è detto che arrivino in città gli ispettori".
Proprio in questi giorni a via Arenula verrà messa a punto non solo la squadra di ispettori da inviare a Napoli, ma anche quella che si occuperà dell'inchiesta amministrativa di Bari. Ispezione, questa, voluta da Palma (e chiesta dal Pd con un'interrogazione) per far luce sui presunti ritardi nella conduzione dell'inchiesta sulle escort attribuiti dall'ex pm Giuseppe Scelsi al procuratore Antonio Laudati. Palma ha già chiesto al Csm i verbali delle audizioni di Laudati (che smentisce la ricostruzione di Scelsi) e di altri magistrati ascoltati dalla prima commissione.
Nel frattempo alla Camera il Guardasigilli ha stamane delegato il sottosegretario alla Giustizia Elisabetta Alberti Casellati a leggere la risposta alle interpellanze del Pdl per sollecitare un'ispezione ministeriale a Napoli. L'inchiesta amministrativa - si sottolinea - riguarderà: la fuga di notizie con la pubblicazione di intercettazioni e atti ancora coperti dal segreto amministrativo; la violazione del diritto di difesa conseguente all'esame come testimone di uno dei legali di Tarantini, Nicola Quaranta; la citazione a comparire del premier Berlusconi in qualità di persona informata sui fatti; la "singolarità delle circostanze addotte dalla procura di Napoli" in merito all'incompetenza territoriale su un'indagine poi trasferita in parte a Bari e in parte a Roma.
L'ispezione - si legge nella risposta del ministero della Giustizia all'interpellanza del Pdl - "adempie a precisi doveri normativamente disposti e non suscettibili in alcun modo di avere punti di contatto o interferenza con indagini" di cui Napoli "non è più titolare". Al termine di quest'inchiesta amministrativa Palma deciderà se vi saranno i presupposti per l'esercizio dell'azione disciplinare che il dicastero di Via Arenula ricorda essere "facoltativo per il ministro della Giustizia e obbligatorio per il procuratore generale della Cassazione".
Di Pietro: "Colpo aberrante allo stato di diritto". Per l'ex pm di Mani pulite si tratta dell'ennesima iniziativa ad personam. Di Pietro ha chiesto al Csm di intervenire su "un'iniziativa avviata solo perché si sta indagando su Silvio Berlusconi e che sarebbe invece inconcepibile per un normale cittadino". Secondo il leader dell'Idv le ispezioni sono "inaccettabili, anche perché il codice di procedura penale garantisce tutti i diritti per gli imputati per una revisione di una decisione della magistratura. Si tratta - ha concluso Di Pietro - di un colpo aberrante allo Stato di diritto".