Politica

CASO LAVITOLA

Intercettazioni, opposizioni all'attacco
"Berlusconi parla come un black bloc"

Per il sindaco di Milano Giuliano Pisapia: "Sono parole che si commentano da sole": Di Pietro: "Il premier è una persona disperata". Finocchiaro: "Atteggiamento eversivo". E il Vaticano smentisce la telefonata tra Bertone e il faccendiere. Padre Lombardi: "Naturalmente questa chiamata non c'è mai stata"

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ROMA - "Le frasi pronunciate dal premier Silvio Berlusconi nella telefonata con Valter Lavitola lasciano estremamente sconcertati. Trasmettono l'idea di un conflitto istituzionale, in cui un'istituzione ne delegittima un'altra". Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, commenta così le intercettazioni pubblicate da Repubblica. Quattro telefonate - tra il premier e il faccendiere - avvenute fra il 14 e il 30 ottobre del 2009 e depositate agli atti dell'inchiesta di Pescara.

Ma anche dal mondo politico arrivano reazioni scandalizzate. "Il premier è una persona disperata che fa tutto in funzione della sua impunità", dice il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. "Rientra nel cliché del personaggio utilizzare il ruolo di capo del governo per criminalizzare la magistratura, bloccare le indagini e attaccare la stampa. Insomma per fare il fascista-piduista, quale egli è".

"Sono parole che si commentano da sole, ogni italiano può leggerle, può capirne il significato e può decidere quanto è importante che adesso ci sia un cambiamento", ha detto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Per Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato "le frasi pronunciate da Berlusconi al telefono con il faccendiere Lavitola sono gravissime e denunciano un atteggiamento eversivo, e per questo inammissibile, da parte del premier nei confronti degli altri poteri dello Stato e della stampa. E' inaudito e inaccettabile che un presidente del Consiglio si esprima in questo modo. E purtroppo, nel suo caso, ci troviamo di fronte a un comportamento ricorsivo, non a una casuale caduta di stile. Sono le parole di un premier che deve lasciare il suo posto, se ne deve andare", ha detto.

A commento anche le parole del vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda: "Le telefonate fra Berlusconi e Lavitola evidenziano uno scenario fuori da qualsiasi regola di democrazia: c'è un cittadino poco raccomandabile (oggi latitante) che, a nome e per conto del premier, si muove senza alcun titolo e con elevata familiarità fra i meandri delle istituzioni pubbliche, intervenendo negli affari di apparati fondamentali e persino cercando di influire sui vertici della guardia di finanza", ha detto.

 
Per Giuseppe Giulietti (Art.21) è arrivato il momento di "esprimere una condanna ferma e senza ambiguità o forme di giustificazionismo". Sulle intercettazioni "si comprende ancora meglio perché volevano e vogliono imbavagliare il diritto di cronaca e limitare la possibilità di indagine per i magistrati e per i poliziotti. Se davvero nella maggioranza esistono ancora dei moderati 'malpancisti' sarà il caso che facciano sentire la loro voce e soprattutto provvedano a staccare la spina, ora e subito".

Nel dibattito è intervenuta anche Fli. "Silvio berlusconi non ha proprio più rispetto di nulla, parlare di 'golpe, di agguati, di assalti ai palazzi di giustizia, di rivoluzioni e di trucchi del più bieco parlamentarismo' di certo non sono parole degne del capo di un Esecutivo. Oltretutto siamo costretti a sentire i suoi bravi, personaggi come Alfano o La Russa che accusano l'opposizione di fomentare odio tra i manifestanti. E' veramente arrivato il momento di staccare la spina a questo governo capeggiato da un premier sconsiderato", ha detto Il deputato Aldo Di Biagio.

"C'è qualcosa di nuovo su questo argomento?". Questo il commento di Rosy Bindi sulle intercettazioni.  "Continuiamo ad avere conferma - ha aggiunto Bindi, in visita al Parlamento europeo - che chi ci governa non è in grado di rappresentare in modo autorevole e degno questo Paese e, soprattutto, di rappresentarlo in sede internazionale".

Intanto dal Vaticano arriva la smentita ufficiale alle parole di Lavitola. Il segretario di Stato Tarcisio Bertone non ha mai telefonato a Valter Lavitola e il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha subito voluto evidenziare come le notizie di stampa relative alla telefonata della quale si vanta lo stesso Lavitola in un'intercettazione, siano categoricamente false.  "Naturalmente - ha affermato padre Lombardi - questa chiamata non c'è mai stata".
 
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