Molise, centrodestra in vantaggio
Crollo votanti, ma l'opposizione spera
Quando sono state scrutinate 242 sezioni su 392, il governatore uscente Iorio è in testa ma il suo margine di vantaggio si riduce: pluri-indagato, protetto da Berlusconi ha però tolto il nome del premier dal simbolo e conquistato l'Udc. I voti per i partiti del centrodestra superano quelli per il candidato alla presidenza della Regione. Indietro Di Laura Frattura (centrosinistra) che però recupera con i voti dei centri maggiori
CAMPOBASSO - Se, come molti hanno fatto capire in queste settimane, il test delle elezioni regionali in Molise è destinato ad assumere una rilevanza nazionale, il primo dato su cui riflettere è la disaffezione: alle urne appena il 59,7% degli aventi diritto, un crollo rispetto al 65% della tornata precedente. Quando sono state scrutinate 242 sezioni su 392, il governatore uscente Michele Iorio, candidato del centrodestra, è in testa con il 48,56% dei consensi contro il 44,77% di Paolo Di Laura Frattura, sostenuto da tutto il centrosinistra. Il vantaggio di Iorio si assottiglia a mano a mano che arrivano i risultati delle città maggiori, come Campobasso e Termoli: i primi dati lo davano in testa con il 55,40% contro il 40,81% dello sfidante.
Dallo spoglio emerge con chiarezza un forte aumento del voto disgiunto. I voti per i partiti del centrodestra superano anche del 10% quelli per le forze politiche del centrosinistra. Segno evidente che in migliaia hanno …
Dallo spoglio emerge con chiarezza un forte aumento del voto disgiunto. I voti per i partiti del centrodestra superano anche del 10% quelli per le forze politiche del centrosinistra. Segno evidente che in migliaia hanno …
CAMPOBASSO - Se, come molti hanno fatto capire in queste settimane, il test delle elezioni regionali in Molise è destinato ad assumere una rilevanza nazionale, il primo dato su cui riflettere è la disaffezione: alle urne appena il 59,7% degli aventi diritto, un crollo rispetto al 65% della tornata precedente. Quando sono state scrutinate 242 sezioni su 392, il governatore uscente Michele Iorio, candidato del centrodestra, è in testa con il 48,56% dei consensi contro il 44,77% di Paolo Di Laura Frattura, sostenuto da tutto il centrosinistra. Il vantaggio di Iorio si assottiglia a mano a mano che arrivano i risultati delle città maggiori, come Campobasso e Termoli: i primi dati lo davano in testa con il 55,40% contro il 40,81% dello sfidante.
Dallo spoglio emerge con chiarezza un forte aumento del voto disgiunto. I voti per i partiti del centrodestra superano anche del 10% quelli per le forze politiche del centrosinistra. Segno evidente che in migliaia hanno votato candidati di centrodestra al consiglio regionale, dando poi la preferenza al candidato presidente del centrosinistra.
SPECIALE ELEZIONI MOLISE
Gli spunti per riflettere saranno comunque molti nella politica molisana dai numerosi aspetti singolari. Iorio, pluri-indagato, è una sorta di patron della regione che guida da 11 anni. Protetto da Berlusconi ha però di colpo cambiato - primo caso - il simbolo stesso del suo partito, dalla quale il nome del premier è scomparso. E lo stesso Berlusconi, eletto in Molise e onnipresente nelle precedenti tornate, non si è fatto vedere. E infine la scelta dell'Udc, che qui è entrata nella coalizione di centrodestra (pur dividendosi), suscitando le ire di Di Pietro che ha rinfacciato il caso a Bersani a sostegno della sua tesi sulla inaffidabilità del partito di Casini.
Ma contrastata è stata anche la scelta, tra le polemiche, del candidato del centrosinistra Paolo Di Laura Frattura, alla guida di una coalizione compatta con tutte le opposizioni, fortemente voluto dal segretario ragionale del Pd e votato alle primarie nonostante il suo passato decisamente vicino al centrodestra. Per lui - sempre a più della metà delle sezioni - circa il 45% dei voti. Anche se a suo vantaggio sta giocando, dalle prime rilevazioni ai seggi, un vistoso fenomeno di voto disgiunto che sembra rispondere all'appello lanciato da Frattura in conclusione di campagna elettorale anche ai simpatizzanti di centrodestra.
E dai primi risultati un altro dato: nel centrosinistra, comunque vada, un successo personale sembra andare a Di Pietro, con un figlio - Cristiano - candidato (bersagliato dai giornali di destra) e che ha condotto una campagna elettorale serratissima nella sua regione natale.
Intorno al 4%, infine, viaggia Antonio Federico, poco più che trentenne candidato del Movimento 5 Stelle che Beppe Grillo è andato a sostenere personalmente.
Dallo spoglio emerge con chiarezza un forte aumento del voto disgiunto. I voti per i partiti del centrodestra superano anche del 10% quelli per le forze politiche del centrosinistra. Segno evidente che in migliaia hanno votato candidati di centrodestra al consiglio regionale, dando poi la preferenza al candidato presidente del centrosinistra.
SPECIALE ELEZIONI MOLISE
Gli spunti per riflettere saranno comunque molti nella politica molisana dai numerosi aspetti singolari. Iorio, pluri-indagato, è una sorta di patron della regione che guida da 11 anni. Protetto da Berlusconi ha però di colpo cambiato - primo caso - il simbolo stesso del suo partito, dalla quale il nome del premier è scomparso. E lo stesso Berlusconi, eletto in Molise e onnipresente nelle precedenti tornate, non si è fatto vedere. E infine la scelta dell'Udc, che qui è entrata nella coalizione di centrodestra (pur dividendosi), suscitando le ire di Di Pietro che ha rinfacciato il caso a Bersani a sostegno della sua tesi sulla inaffidabilità del partito di Casini.
Ma contrastata è stata anche la scelta, tra le polemiche, del candidato del centrosinistra Paolo Di Laura Frattura, alla guida di una coalizione compatta con tutte le opposizioni, fortemente voluto dal segretario ragionale del Pd e votato alle primarie nonostante il suo passato decisamente vicino al centrodestra. Per lui - sempre a più della metà delle sezioni - circa il 45% dei voti. Anche se a suo vantaggio sta giocando, dalle prime rilevazioni ai seggi, un vistoso fenomeno di voto disgiunto che sembra rispondere all'appello lanciato da Frattura in conclusione di campagna elettorale anche ai simpatizzanti di centrodestra.
E dai primi risultati un altro dato: nel centrosinistra, comunque vada, un successo personale sembra andare a Di Pietro, con un figlio - Cristiano - candidato (bersagliato dai giornali di destra) e che ha condotto una campagna elettorale serratissima nella sua regione natale.
Intorno al 4%, infine, viaggia Antonio Federico, poco più che trentenne candidato del Movimento 5 Stelle che Beppe Grillo è andato a sostenere personalmente.