Politica

I PROCESSI

Mills, lunedì Berlusconi in aula
"Penso che mi farò interrogare"

Il premier in tribunale assisterà all'interrogatorio in videoconferenza con il legale inglese. Oggi invece seduta lampo. I giudici di Milano hanno disposto il rinvio al 23 del mese prossimo per stabilire quali prove siano ammissibili. Fissato calendario di udienze fino a maggio 2012. Almeno tre volte al mese in aula

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MILANO - Silvio Berlusconi sarà in aula lunedì prossimo al processo Mills, nel quale è imputato per corruzione in atti giudiziari, e potrebbe farsi interrogare. Lo ha confermato lo stesso premier da Bruxelles dopo una cena con i leader Ppe: "Mi faro interrogare? Penso di sì, e comunque farò delle dichiarazioni", ha detto il Cavaliere, che non ha perso l'occasione per attaccare i magistrati: "Non capisco la pervicacia della Procura di Milano per un processo che sarà prescritto il 12 gennaio", ha detto colloquiando con i giornalisti. "L'economia processuale vorrebbe che quando un processo si sa essere prescritto non si sprechi tempo ma venga abbandonato. Invece a Milano hanno intensificato le udienze".

I PROCESSI DEL CAVALIERE

Ma sull'interrogatorio del premier al processo Mills in calendario per il 28 ottobre, gli avvocati difensori non si sbilanciano. "Non so se il presidente del Consiglio ha interesse a farsi interrogare da un pm che è un po' nervoso. Se ci fossero altri pm....", ha detto l'avvocato Pietro Longo che, però, ha voluto precisare come le sue parole esprimano "il mio pensiero". Per venerdì della prossima settimana il capo del Governo potrebbe dunque avere un impedimento. Se così fosse, potrebbe essere richiesto il rinvio dell'udienza. Più tecnico e possibilista Niccolò Ghedini, l'altro difensore di Berlusconi. Secondo lui non è stato deciso se il capo del Governo si farà interrogare o meno, al processo Mills potrebbe anche rendere dichiarazioni spontanee.

Sulle liste testi di quest'ultimo processo Ruby, dove il presidente del Consiglio è imputato per concussione e prostituzione minorile, i giudici del Tribunale di Milano si riservano una decisione il 23 novembre prossimo. E' quanto ha stabilito questa mattina il collegio giudicante, dopo avere acquisito una serie di memorie presentate dai legali del premier sulle intercettazioni, sui testimoni chiesti dall'accusa e sulle conversazioni che la procura chiede di trascrivere e che per la difesa non sono rilevanti.

L'udienza di oggi dunque è durata solo pochi minuti, Berlusconi era assente per impegni internazionali legati alla crisi economica ma uno dei suoi legali, Niccolò Ghedini, ha spiegato di non voler sollevare nessun legittimo impedimento. I legali del premier, Ghedini e Piero Longo, hanno depositato dei documenti relativi alle fonti di prova, alcune memorie e pareri pro-veritate che ritengono irrilevanti o non ammissibili come prove. I giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano hanno disposto il rinvio del processo per stabilire quali siano ammissibili.

Sul caso Ruby i giudici del tribunale di Milano hanno proposto ad accusa e difesa un calendario di 21 udienze a partire dalla prossima data di rinvio, cioè il 23 novembre, e fino alla fine del maggio prossimo. Il calendario dei lavori d'Aula potrà essere modificato a seconda anche degli impegni delle parti. Ecco le date proposte dal Collegio: 2,12,19 dicembre; 16,27,30 gennaio; 10,13,17,27 febbraio; 9,19,23,26 marzo; 16,20 aprile; 7,18,21,25 maggio.


 
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