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L'ANTICIPAZIONE

Intercettazioni, Berlusconi non molla
"E Casini è irragionevole"

Nell'ultimo libro di Vespa il premier rilancia il ddl, definisce "ridicola" l'ipotesi di soldi a Lavitola e Tarantini in cambio del silenzio e attacca il leader centrista 

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ROMA - Silvio Berlusconi non ha messo nel cassetto la legge sulle intercettazioni. La vorrebbe, anzi, più dura. "Ne siamo stati sinora impediti dalla corrente di Fini - dice il premier nel libro di Bruno Vespa "Questo amore" - e per la verità, punteremmo a una legge più completa di quella all'esame del Parlamento che riguarda solo il divieto di pubblicazione. Sarebbe giusto autorizzare le intercettazioni solo nelle indagini riguardanti il terrorismo nazionale e internazionale, i delitti della criminalità organizzata (mafia, camorra, 'ndrangheta e cosi' via), gli omicidi, la pedofilia...".

"E la corruzione?", chiede Vespa. "Mettiamoci anche la corruzione e anche altri reati che prevedono una pena edittale superiore a un determinato numero di anni - risponde il Cavaliere -. Ma le intercettazioni devono servire solo alle indagini, non dovrebbero poter essere esibite come prove nei processi, nè dall'accusa nè dalla difesa, come accade per esempio in Gran Bretagna. E naturalmente non dovrebbero essere pubblicate, con la previsione per chi lo facesse di una serie di sanzioni non lievi".

E a proposito degli ascolti che lo riguardano sulla vicenda escort, il Cavaliere definisce un "sospetto infondato e ridicolo" quello dei pubblici ministeri secondo cui avrebbe pagato per comprare il silenzio di Tarantini e Lavitola.

I cattolici e l'Udc. Sulla "condizione" di Casini (che si dice pronto a rientrare nel centrodestra a patto che lui se ne vada), il premier parla di argomento "irragionevole e privo di qualunque senso".  "E francamente - aggiunge nel libro di Vespa - non riesco a capire quali siano le vere motivazioni politiche che tengono l'Udc fuori dal centrodestra quando in Europa siamo entrambi membri del partito popolare europeo".

Anche sulla "questione cattolica" Berlusconi non ritiene di essere stato messo affatto in mora e ripete, come nei giorni scorsi, che "non c'è stata nessuna spallata al governo e tantomeno una scomunica politica che mi riguardi. A Todi il cardinal Bagnasco ha fatto uno splendido discorso nel quale ha esplicitamente affermato che l'impegno dei cattolici in politica deve fondarsi sulla difesa dei principi e dei valori in cui essi credono, a partire dai diritti non negoziabili della persona. Cioè quei principi, come il diritto alla vita e il matrimonio tra uomo e donna, predicati con forza e intelligenza dalla dottrina della Chiesa e in particolare da Papa Benedetto XVI. Sono proprio questi i valori che il governo e il Popolo della Libertà hanno sempre difeso e tutelato, a differenza di quanto fatto dalla sinistra. Trovo quindi indegno che certi giornali e una certa parte politica abbiano ancora una volta strumentalizzato il discorso alto e nobile del Capo dei Vescovi italiani trascinandolo nel consueto e grottesco teatrino della politica".

Imposizione fiscale spostata sui consumi. Il governo intende mettere mano a una riforma fiscale che sposti parte del carico dalle persone alle cose. E' uno degli annunci del presidente del Consiglio contenuti nel libro da Bruno Vespa: "L'aumento di un punto dell'Iva fatto nell'ultima manovra non compromette questo disegno, che prevede maggiorazioni delle imposte indirette in favore delle posizioni fiscali delle persone, delle famiglie e delle imprese".
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