ROMA - Continuano le smentite alla cosiddetta lettera degli scontenti del Pdl. Una missiva nella qualche alcuni parlamentari del Pdl chiedevano a Berlusconi un passo indietro. In serata è lo stesso premier a definirla "una bufala": "È una lettera di cui non abbiamo traccia, non si sono nemmeno trovati gli autori, quindi è una bufala", ha risposto il cavaliere interpellato a margine degli Stati generali del commercio con l'estero.
Un testo che però sembra rimasto orfano. Nessuno infatti ne ha rivendicato la paternità. Anche se alcuni dei nomi circolati non hanno smentito. Tanto che Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, la paragona a un inedito di Pirandello: "Nessuno l'ha scritta, nessuno l'ha firmata". E dopo Pisanu, smentisce il suo coinvolgimento anche il senatore del gruppo Pdl Paolo Scarpa Bonazza Buora.
Eppure qualche conferma sull'esistenza della misteriosa missiva a fine giornata arriva: "Ho avuto modo di vedere il documento nel quale si chiede a Silvio Berlusconi un cambio di passo", conferma Fabio Gava, deputato del Pdl. "Dopo gli impegni assunti in Europa dal governo la mia opinione è che alcuni contenuti siano modificabili", aggiunge.
Altro testimone è il deputato del Pdl Roberto Antonione: "Io quella lettera l'ho vista ed i colleghi con i quali ne ho parlato ne condividono, al di là dei contenuti perfettibili, l'impianto politico", sostiene Antonione, che è stato coordinatore di Forza Italia.
Per Osvaldo Napoli del Pdl "la lettera è stata fatta non calcolando i tempi della politica e pensando di cavalcare una eventuale decisione negativa dell'Europa sul documento che il governo ha presentato. L'estensore della lettera quando si è reso conto del parere favorevole di Bruxelles dopo aver buttato la pietra è stato obbligato a ritirare la mano. A mio avviso non c'è nessun esponente del Pdl che possa sottoscriverla". Mentre Giancarlo Mazzuca, responsabile ufficio comunicazione del gruppo parlamentare del Pdl alla camera, taglia corto: "La lettera? Sembra presa da un cestino".
Fabrizio Cicchitto, invece, rileva come in questa vicenda non venga dato conto "di chi abbia consegnato l'anonimo al giornalista, ma non è dato conoscere neanche il nome di un singolo firmatario di tale fantomatico documento. In definitiva, o si fanno nomi e cognomi di quanti hanno effettivamente firmato la lettera, oppure la stessa lettera semplicemente non esiste in quanto potrebbe averla scritta chiunque". E anche il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, punta il dito contro l'Ansa, l'agenzia che ha diffuso la lettera: "Che vengano diffusi da agenzie documenti 'anonimi', evocando poi nomi di parlamentari che hanno decisamente smentito loro presunte adesioni a fronde o non si sa a che, è un fatto molto grave".
Sul fronte dell''opposizione, però, il malumore (anche se anonimo) viene rimarcato: "Dobbiamo dare credito all'iniziativa degli scontenti e dobbiamo dire a tutto il PdL di muoversi perchè è l'ultima finestra per dare al nostro paese un governo che sia in grado di stabilizzare la situazione, sia in grado di dare all'Europa un'Italia più credibile " dice vicesegretario del Pd Enrico Letta. Mentre il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini commenta: "Se firmassero la lettera degli scontenti tutti quei deputati del Pdl che dicono le stesse cose a voce, non basterebbero tre o quattro fogli per raccogliere tutte le firme".
Incontro Tosi-Bossi. Sempre sul fronte delle liti interne al centrodestra, è in corso l'attesissimo incontro tra il sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, e il leader del Carroccio Umberto Bossi. I rapporti tra i due non sono mai stati facili. In particolare, il 18 ottobre Bossi aveva dato dello "stronzo" a Tosi colpevole di avere detto che molti deputati padani "hanno il voltastomaco" durante certe votazioni in Parlamento. Da qui era nata una polemica a mezzo stampa tra i due esponenti della Lega e lo stesso Bossi aveva annunciato che avrebbe incontrato molto presto Tosi per un chiarimento. Tosi è anche uno degli esponenti di maggior spicco del fronte maroniano. "Con Bossi non c'è mai stata guerra", ha detto il sindaco di Verona al termine dell'incontro.
Un testo che però sembra rimasto orfano. Nessuno infatti ne ha rivendicato la paternità. Anche se alcuni dei nomi circolati non hanno smentito. Tanto che Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, la paragona a un inedito di Pirandello: "Nessuno l'ha scritta, nessuno l'ha firmata". E dopo Pisanu, smentisce il suo coinvolgimento anche il senatore del gruppo Pdl Paolo Scarpa Bonazza Buora.
Eppure qualche conferma sull'esistenza della misteriosa missiva a fine giornata arriva: "Ho avuto modo di vedere il documento nel quale si chiede a Silvio Berlusconi un cambio di passo", conferma Fabio Gava, deputato del Pdl. "Dopo gli impegni assunti in Europa dal governo la mia opinione è che alcuni contenuti siano modificabili", aggiunge.
Altro testimone è il deputato del Pdl Roberto Antonione: "Io quella lettera l'ho vista ed i colleghi con i quali ne ho parlato ne condividono, al di là dei contenuti perfettibili, l'impianto politico", sostiene Antonione, che è stato coordinatore di Forza Italia.
Per Osvaldo Napoli del Pdl "la lettera è stata fatta non calcolando i tempi della politica e pensando di cavalcare una eventuale decisione negativa dell'Europa sul documento che il governo ha presentato. L'estensore della lettera quando si è reso conto del parere favorevole di Bruxelles dopo aver buttato la pietra è stato obbligato a ritirare la mano. A mio avviso non c'è nessun esponente del Pdl che possa sottoscriverla". Mentre Giancarlo Mazzuca, responsabile ufficio comunicazione del gruppo parlamentare del Pdl alla camera, taglia corto: "La lettera? Sembra presa da un cestino".
Fabrizio Cicchitto, invece, rileva come in questa vicenda non venga dato conto "di chi abbia consegnato l'anonimo al giornalista, ma non è dato conoscere neanche il nome di un singolo firmatario di tale fantomatico documento. In definitiva, o si fanno nomi e cognomi di quanti hanno effettivamente firmato la lettera, oppure la stessa lettera semplicemente non esiste in quanto potrebbe averla scritta chiunque". E anche il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, punta il dito contro l'Ansa, l'agenzia che ha diffuso la lettera: "Che vengano diffusi da agenzie documenti 'anonimi', evocando poi nomi di parlamentari che hanno decisamente smentito loro presunte adesioni a fronde o non si sa a che, è un fatto molto grave".
Sul fronte dell''opposizione, però, il malumore (anche se anonimo) viene rimarcato: "Dobbiamo dare credito all'iniziativa degli scontenti e dobbiamo dire a tutto il PdL di muoversi perchè è l'ultima finestra per dare al nostro paese un governo che sia in grado di stabilizzare la situazione, sia in grado di dare all'Europa un'Italia più credibile " dice vicesegretario del Pd Enrico Letta. Mentre il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini commenta: "Se firmassero la lettera degli scontenti tutti quei deputati del Pdl che dicono le stesse cose a voce, non basterebbero tre o quattro fogli per raccogliere tutte le firme".
Incontro Tosi-Bossi. Sempre sul fronte delle liti interne al centrodestra, è in corso l'attesissimo incontro tra il sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, e il leader del Carroccio Umberto Bossi. I rapporti tra i due non sono mai stati facili. In particolare, il 18 ottobre Bossi aveva dato dello "stronzo" a Tosi colpevole di avere detto che molti deputati padani "hanno il voltastomaco" durante certe votazioni in Parlamento. Da qui era nata una polemica a mezzo stampa tra i due esponenti della Lega e lo stesso Bossi aveva annunciato che avrebbe incontrato molto presto Tosi per un chiarimento. Tosi è anche uno degli esponenti di maggior spicco del fronte maroniano. "Con Bossi non c'è mai stata guerra", ha detto il sindaco di Verona al termine dell'incontro.