ROMA -Serve un governo d'emergenza. Nel giorno in cui Montezemolo affida a Repubblica il suo appello per un governo di salute pubblica e incui il presidente di Intesa San Paolo Giovanni Bazoli chiama in causaa il governo ("servono vere riforme atte a ridurre drasticamente il debito, se le banche non raccolgono
capitali sui mercati, l' unica prospettiva è l'intervento dello Stato in maniera diretta o attraverso fondi sovrani") le opposizioni sembrano compattarsi. Convergendo su una "santa alleanza per uscire da berlusconismo. "Bene Montezemolo, quello che dice sul governo e sulle ricette per il Paese è ampiamente condivisibile, noi lo diciamo da molti anni: c'è nel paese l'esigenza di dare una svolta. Lo si fa solo se questo Governo, e se questo presidente del Consiglio, si mette da parte" dice il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa - L'alternativa è fare un Governo di responsabilità nazionale, che metta insieme tutti i partiti, il Pd, noi, il Pdl, persone e personalità esterne. Questo è il momento dell'unità, per dare risposte ai problemi che abbiamo". Rincara la dose il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Serve uncolpo di reni. Subito novità politiche e riforme vere.La lettera del governo alla Ue ha avuto un effetto nullo per mancanza di credibilità".
Toni analoghi arrivano da Italo Bocchino che torna a chiedere le dimissioni di Berlusconi e "l'avvio di un governo di ricostruzione nazionale che realizzi il piano di riforme che il premier ha promesso all"Europa e che non è in grado di attuare". Anche il Pd pare andare nella stessa direzione: "Il Pd è pronto da subito a fare la
propria parte per salvare il Paese. In questo momento dobbiamo far coincidere i nostri interessi con quelli dell'Italia. Non c'è più un minuto da perdere. "C'è bisogno, adesso, di un governo di emergenza che sostituisca l'attuale esecutivo. Un esecutivo che sta trascinando l'Italia al disastro".
Antonio Di Pietro, invece, annuncia una lettera all'Unione europea a firma Idv, Pd e Sel. Una sorta di paino B per uscire dalla crisi ed evitare "la macelleria sociale". In attesa di convincere l'Europa, l'opposizione si prepara ad affrontare l'ipotesi di una crisi: "Abbiamo dato la nostra disponibilità a farci carico di un governo d'emergenza. Io dico: noi del patto di vasto e oltre. Va coinvolto anche il terzo polo Dice l'ex pm alla Stampa.
Ma dal governo arriva un altolà. "Ipotesi di altri governi non ce ne sono e non stanno in piedi. Andremo avanti fino al 2013" dichiara il ministro per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. Ma Bazoli avverte: "Le scelte che si impongono per ripristinare un clima di fiducia nel paese comportano sacrifici, perdite di posizione, esigono disponibilità al cambiamento. Ma se non fossero compiute l'italia rischierebbe di compromettere il proprio futuro di sviluppo nella libertà e nella democrazia".
E l'allarme arriva anche dal presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari: "Siamo certi che il nostro Paese saprà reagire come è necessario che sia, diversamente i gravi scenari delineati non saranno scongiurabili".