ROMA - Di sicuro c'è solo che domani saranno a Roma gli esperti dell'Ue e della Bce incaricati di monitare l'applicazione delle misure economiche promesse dall'Italia a Bruxelles. E che, nel frattempo, al Senato si è del tutto bloccato il maxiemendamento alla legge di stabilità, in cui dovrebbero essere inseriti i primi provvedimenti. Per il resto il calendario delle prossime ore è incertissimo.
Se il premier riuscisse a resistere a palazzo Chigi, sappiamo che vorrebbe presentarsi in Senato sottoponendo a un voto di fiducia addirittura la lettera d'intenti presentata la scorsa settimana a Bruxelles. A palazzo Madama dovrebbe essere agevole ottenere la fiducia. Ma non è detto che il Quirinale avalli questa scelta. L'altra ipotesi - l'arma fine del mondo - è quella di giocarsi il tutto per tutto alla Camera: ponendo lì la questione di fiducia, utilizzando i prossimi giorni per recuperare i malpancisti.
Sul fronte opposto, l'opposizione continua a sperare in dimissioni nelle prossime ore ma non esclude di ricorrere a una nuova mozione di sfiducia. Comunque ci sono tempi tecnici necessari. Alla Camera devono passare 24 di tempo tra la presentazione e il voto. Insomma, i tempi si allungano.
Intanto una nuova riunione è stata convocata alle 21 a palazzo Grazioli. Salvo nuovi colpi di scena, domani sarà ancora un giorno di attesa. E intanto lo spread vola.
Se il premier riuscisse a resistere a palazzo Chigi, sappiamo che vorrebbe presentarsi in Senato sottoponendo a un voto di fiducia addirittura la lettera d'intenti presentata la scorsa settimana a Bruxelles. A palazzo Madama dovrebbe essere agevole ottenere la fiducia. Ma non è detto che il Quirinale avalli questa scelta. L'altra ipotesi - l'arma fine del mondo - è quella di giocarsi il tutto per tutto alla Camera: ponendo lì la questione di fiducia, utilizzando i prossimi giorni per recuperare i malpancisti.
Sul fronte opposto, l'opposizione continua a sperare in dimissioni nelle prossime ore ma non esclude di ricorrere a una nuova mozione di sfiducia. Comunque ci sono tempi tecnici necessari. Alla Camera devono passare 24 di tempo tra la presentazione e il voto. Insomma, i tempi si allungano.
Intanto una nuova riunione è stata convocata alle 21 a palazzo Grazioli. Salvo nuovi colpi di scena, domani sarà ancora un giorno di attesa. E intanto lo spread vola.