Il popolo Idv contro Di Pietro
E la base del Pd si spacca
Sul web i militanti dell'Italia dei Valori contro l'annuncio dell'ex pm di non votare la fiducia ad un eventuale governo Monti. Critiche anche dagli elettori democratici di CARMINE SAVIANO
ROMA - "Caro Di Pietro, non è il momento della demagogia. Adesso bisogna salvare l'Italia". Bastano poche parole diffuse dalle agenzie di stampa e dai quotidiani online: "L'Italia dei Valori non darà la fiducia a un governo Monti". E in un attimo la rabbia di centinaia di militanti dell'Idv si riversa sulla pagina Facebook e sul blog di Antonio Di Pietro. Non capiscono. Chiedono spiegazioni. Criticano in modo feroce la scelta dell'ex magistrato. "Antonio pensa al bene dell'Italia", "Sei irresponsabile e populista come il peggior Bossi", "Sono profondamente delusa da questa scelta". I messaggi sono chiari e diretti. "Antonio, ma non ti rendi conti che la base del partito non comprenderà mai questa scelta?". E sono numerosi i malumori anche tra i militanti del partito guidato da Pierluigi Bersani. Che, invece, rimproverano al segretario del Pd di essere favorevole al governo Monti.
In molti revocano la fiduc…
In molti revocano la fiduc…
ROMA - "Caro Di Pietro, non è il momento della demagogia. Adesso bisogna salvare l'Italia". Bastano poche parole diffuse dalle agenzie di stampa e dai quotidiani online: "L'Italia dei Valori non darà la fiducia a un governo Monti". E in un attimo la rabbia di centinaia di militanti dell'Idv si riversa sulla pagina Facebook e sul blog di Antonio Di Pietro. Non capiscono. Chiedono spiegazioni. Criticano in modo feroce la scelta dell'ex magistrato. "Antonio pensa al bene dell'Italia", "Sei irresponsabile e populista come il peggior Bossi", "Sono profondamente delusa da questa scelta". I messaggi sono chiari e diretti. "Antonio, ma non ti rendi conti che la base del partito non comprenderà mai questa scelta?". E sono numerosi i malumori anche tra i militanti del partito guidato da Pierluigi Bersani. Che, invece, rimproverano al segretario del Pd di essere favorevole al governo Monti.
In molti revocano la fiducia al leader dell'Idv. Tra i tanti messaggi: "Un vero statista lo si riconosce dal comportamento in situazioni come questa. E tu purtroppo in questo momento sei una grandissima delusione". Ancora: "Speravo in uomini come te ma purtroppo con rammarico di dico: mi auguro che per il futuro il centrosinistra si ricordi di questo tuo atteggiamento e ti lasci fuori da qualsiasi tipo di accordo". E c'è chi prova a far ragionare Di Pietro: "Andare alle elezioni ora vorrebbe dire altri 2 mesi di incertezza totale nei mercati. Ho capito che volete governare e girar pagina ma pensate al bene della Nazione. Altri 2 mesi di incertezza e senza governo ci ammazzerebbero economicamente e finanziariamente".
I commenti più duri sono quelli dei militanti. E se alcuni sposano la linea di Di Pietro, altri espongono critiche feroci. L'accusa è di non ascoltare la voce degli iscritti al partito: "Ma ti stai rendendo conto che tutta la base ti sta chiedendo di votare la fiducia verso Monti, consci del fatto che forse è l'ultima possibilità per non fallire?". Poi: "Verso che elezioni vorresti portare questo paese? Mesi di campagne elettorali mentre lo spread avanza verso il punto di non ritorno?". E sono numerosi gli inviti a entrare in un eventuale governo tecnico: "Fai valere il tuo peso dentro il governo tecnico. Non starne fuori. Fai il politico, ti ho votato per questo".
Poi, chi annuncia che non voterà più l'Italia dei Valori: " Buongiorno, ho sempre votato Idv. Ma in questa battaglia contro il governo tecnico proprio non ci credo. L'Italia è in un momento di gravità eccezionale e servono misure eccezionali". Poi la richiesta: "Vi chiedo, come vostro elettore, di appoggiare un governo tecnico guidato da una persona di livello come Mario Monti. Non è il momento di fare demagogia, è il momento di salvare l'Italia". C'è chi sottolinea contraddizioni: "Ma come, andare alle elezioni con il Porcellum che abbiamo cercato di abolire in tutti i modi?".
Le proteste della base del Pd. "Viene qua a fare gli interessi delle banche francesi. Mettere Monti vuol dire spararsi in bocca". Le proteste sull'eventuale governo guidato da Monti spaccano anche la base del Partito Democratico. Sono numerosi, infatti, i militanti che nelle ultime ore affidano al web le loro critiche. Basta scorrere i commenti sulla pagina Facebook di Pierluigi Bersani. C'è chi scrive: "Di Pietro è l'unico che ci capisce qualcosa, non possiamo appoggiare Monti". E ancora: "Caro segretario, un governo guidato da Monti non sarebbe opportuno".
Ma non manca chi appoggia la linea del segretario. "Meno male che è Bersani che guida il partito. Bisogna fare un gesto che manifesti la nostra responsabilità verso il Paese". E in tanti suggeriscono le prime misure da adottare. "La priorità è la legge elettorale. Non possiamo partecipare a un governo tecnico senza mettere al primo posta la riforma del sistema elettorale". Ancora: "Caro segretario, fino ad ora le hai azzeccate tutte. Mi fido di te. Ma digerire un governo con Gianni Letta è dura...".
Il caso della Velina Rossa. Contrario alla linea dei verici del Pd anche Pasquale Laurito, il decano dei giornalisti parlamentari, autore della Velina Rossa. "Io il governo Berlusconi-Bersani non lo voto. Cari Bersani e D'Alema, arrivederci e statemi bene". Un gran rifiuto che provenendo da un cronista che ha iniziato con Togliatti, ha tutto il sapore di una scomunica. Ma non è tutto. Velina Rossa, che si arruola nel partito del non voto e degli indignati, chiede al Pd di dare almeno il buon esempio, rinunciando a proporre il nome di Enrico Letta per la lista dei ministri. "In consiglio dei ministri- scrive Laurito- non ci si può chiamare 'zio'".
In molti revocano la fiducia al leader dell'Idv. Tra i tanti messaggi: "Un vero statista lo si riconosce dal comportamento in situazioni come questa. E tu purtroppo in questo momento sei una grandissima delusione". Ancora: "Speravo in uomini come te ma purtroppo con rammarico di dico: mi auguro che per il futuro il centrosinistra si ricordi di questo tuo atteggiamento e ti lasci fuori da qualsiasi tipo di accordo". E c'è chi prova a far ragionare Di Pietro: "Andare alle elezioni ora vorrebbe dire altri 2 mesi di incertezza totale nei mercati. Ho capito che volete governare e girar pagina ma pensate al bene della Nazione. Altri 2 mesi di incertezza e senza governo ci ammazzerebbero economicamente e finanziariamente".
I commenti più duri sono quelli dei militanti. E se alcuni sposano la linea di Di Pietro, altri espongono critiche feroci. L'accusa è di non ascoltare la voce degli iscritti al partito: "Ma ti stai rendendo conto che tutta la base ti sta chiedendo di votare la fiducia verso Monti, consci del fatto che forse è l'ultima possibilità per non fallire?". Poi: "Verso che elezioni vorresti portare questo paese? Mesi di campagne elettorali mentre lo spread avanza verso il punto di non ritorno?". E sono numerosi gli inviti a entrare in un eventuale governo tecnico: "Fai valere il tuo peso dentro il governo tecnico. Non starne fuori. Fai il politico, ti ho votato per questo".
Poi, chi annuncia che non voterà più l'Italia dei Valori: " Buongiorno, ho sempre votato Idv. Ma in questa battaglia contro il governo tecnico proprio non ci credo. L'Italia è in un momento di gravità eccezionale e servono misure eccezionali". Poi la richiesta: "Vi chiedo, come vostro elettore, di appoggiare un governo tecnico guidato da una persona di livello come Mario Monti. Non è il momento di fare demagogia, è il momento di salvare l'Italia". C'è chi sottolinea contraddizioni: "Ma come, andare alle elezioni con il Porcellum che abbiamo cercato di abolire in tutti i modi?".
Le proteste della base del Pd. "Viene qua a fare gli interessi delle banche francesi. Mettere Monti vuol dire spararsi in bocca". Le proteste sull'eventuale governo guidato da Monti spaccano anche la base del Partito Democratico. Sono numerosi, infatti, i militanti che nelle ultime ore affidano al web le loro critiche. Basta scorrere i commenti sulla pagina Facebook di Pierluigi Bersani. C'è chi scrive: "Di Pietro è l'unico che ci capisce qualcosa, non possiamo appoggiare Monti". E ancora: "Caro segretario, un governo guidato da Monti non sarebbe opportuno".
Ma non manca chi appoggia la linea del segretario. "Meno male che è Bersani che guida il partito. Bisogna fare un gesto che manifesti la nostra responsabilità verso il Paese". E in tanti suggeriscono le prime misure da adottare. "La priorità è la legge elettorale. Non possiamo partecipare a un governo tecnico senza mettere al primo posta la riforma del sistema elettorale". Ancora: "Caro segretario, fino ad ora le hai azzeccate tutte. Mi fido di te. Ma digerire un governo con Gianni Letta è dura...".
Il caso della Velina Rossa. Contrario alla linea dei verici del Pd anche Pasquale Laurito, il decano dei giornalisti parlamentari, autore della Velina Rossa. "Io il governo Berlusconi-Bersani non lo voto. Cari Bersani e D'Alema, arrivederci e statemi bene". Un gran rifiuto che provenendo da un cronista che ha iniziato con Togliatti, ha tutto il sapore di una scomunica. Ma non è tutto. Velina Rossa, che si arruola nel partito del non voto e degli indignati, chiede al Pd di dare almeno il buon esempio, rinunciando a proporre il nome di Enrico Letta per la lista dei ministri. "In consiglio dei ministri- scrive Laurito- non ci si può chiamare 'zio'".