Politica

LA GIORNATA

Napolitano spinge sul governo Monti
Soluzione in poche ore. L'Europa attende

Si lavora per un nuovo esecutivo già domenica, ma gli ostacoli alla tela del Colle restano alti, soprattutto per la  frattura nel Pdl.  Il Carroccio appoggia i contrari e si dice possibilista solo su Lamberto Dini. Anche Di Pietro apre all'economista. Recupero delle Borse, si raffredda lo spread. Milano chiude a +3,68

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ROMA - Giornata tesa tra il Quirinale e i palazzi romani. Mentre il Colle spinge per un governo guidato dall'economista Mario Monti, la maggioranza è divisa tra chi lo sosterebbe e chi lo osteggia apertamente. In serata parla anche l'Europa con la voce del premier francese Nicolas Sarkozy, che in una telefonata a Napolitano,  ha espresso la sua fiducia, nella prospettiva che "l'Italia si dia al più presto un governo capace di contribuire al superamento di una situazione che è altamente preoccupante per tutta l'Eurozona".
Sul fronte dell'opposizione, Di Pietro apre a un'ipotesi Monti, ma a tenere banco è la frattura nel  Pdl, con gli ex-An totalmente contrari con tanto di polemiche con Frattini (il ministro degli esteri li chiama "fascisti"). Frattini che invece vede di buon occhio la guida dell'ex commissario Ue, e con lui nomi importanti del Pdl come Alfano, Quagliariello e Cicchitto.
La Lega chiede elezioni, ma in realtà pressa Berlusconi perché sponsorizzi un governo guidato da Lamberto Dini, caldeggiato ieri anche dallo stesso premier.

La road map del Colle. Giorni di lavoro intenso per il Presidente della Repubblica, che punta a cementare una larga intesa politica. Se questa venisse trovata, già nella giornata di domenica Mario Monti potrebbe essere il nuovo presidente del consiglio.
Il capo dello Stato è impegnato in queste ore in una serie di colloqui, sia sul fronte interno che sul versante internazionale, con l'obiettivo di trovare una rapida soluzione, dopo le dimissioni annunciate per domani del premier Berlusconi. Nonostante la maretta parlamentare, Napolitano sarebbe fermo sul nome di Monti, anche se in queste ore circolano altri nomi, Dini, Amato e Alfano.
Il timing per l'incarico al nuovo premier non è ovviamente ufficializzato, in attesa delle dimissioni di Berlusconi. Ma dalla celerità con cui Napolitano sta gestendo questa fase politica, emerge un piano di lavoro già ben definito: domani entro le 18 approvazione definitiva della legge di Stabilità, a Montecitorio, con immediata convocazione successiva del Consiglio dei ministri per l'annuncio delle dimissioni di Berlusconi. Subito dopo le consultazioni del capo dello Stato, a cominciare dai due ex presidenti Scalfaro e Ciampi. Poi nella mattinata di domenica, incontri con i gruppi parlamentari, e nel primo pomeriggio di domenica il professor Mario Monti potrebbe già ricevere l'incarico di di formare un nuovo governo.

Monti avrebbe qualche ora per fare sue consultazioni, per poi tornare nella serata di domenica a sciogliere la riserva al Quirinale con la lista dei ministri. Se tutto quindi dovesse andare secondo quanto sta emergendo in queste ore, lunedì mattina, alla riapertura dei mercati, l'Italia si troverebbe con un nuovo governo insediato. Un governo che potrebbe andare a raccogliere la fiducia, rispettivamente, di Senato e Camera tra le giornate di martedì e mercoledì prossimi.

Pdl spaccato. Molto nervoso il dibattito interno al Pdl sull'appoggio a Monti. La resistenza si concentra nella "fazione" composta da ministri come Sacconi, Brunetta e gli ex An - Matteoli, Meloni, La Russa, totalmente avversi a un governo guidato dall'ex commissario Ue. Il ministro degli Esteri Frattini, il segrerario del Pdl Alfano e figure di rilievo del Pdl come Cicchitto e Quagliariello sono invece ben disposti. Tra le due fazioni c'è Berlusconi che in queste ore ha faticato a tenere insieme le due anime.  E che punta a una 'golden share' per il Pdl nella definizione del governo tecnico. Una soluzione in questo senso potrebbe pacificare gli animi, soprattutto con la permanenza nell'esecutivo Monti di alcuni ministri dell'attuale.

La Lega vuole Dini. Agli anti-Monti del Pdl si aggiunge l'altra ala dell'attuale maggioranza, la Lega, che già da ieri si dichiara all'opposizione e chiede le elezioni, ma che in realtà sottobanco fano pressione su Berlusconi per un governo a guida Lamberto Dini. Calderoli dice: "Siamo assolutamente contrari a governi che non siano quelli usciti dalle urne e saremo all'opposizione". L'opzione Dini viene dai conteggi in mano al Carroccio, secondo cui al Senato Monti non avrebbe i numeri per governare.

Di Pietro apre. Dopo il rifiuto di ieri, il leader di Idv, Antonio Di Pietro apre al governo Monti, ma con riserva: "Se tecnico è, tecnico deve essere e non un governo composto da coloro che ci hanno già governato e di cui finora abbiamo contestato ogni azione", ha detto Di Pietro. "Poichè il governo Berlusconi è stato sfiduciato, non può mai esserci un governo all'insegna della continuità seppure parziale", aggiunge il leader Idv, che conclude: "Sarebbe oltremodo contronatura condividere una responsabilità di governo insieme a coloro la cui azione abbiamo contestato. Rivedere le stesse facce non sarebbe rassicurante per l'Europa".

Bene le Borse. Chiusura di seduta e di settimana in deciso recupero a Piazza Affari, al termine di una giornata che si era già aperta con il segno più. Milano prende fiato dopo le voci di un possibile nuovo governo a guida Monti e il via libera da parte del Senato alla Legge di Stabilità. Si raffredda lo spread Btp-Bund, con il differenziale tra i titoli decennali di stato italiani con quelli tedeschi sceso sotto i 500 punti base attestandosi in area 480. L'indice Ftse Mib ha fatto segnare nel finale un +3,68% a quota 15.778 punti, mentre l'Ftse Italia All-Share guadagna il 3,36% a 16.532 punti. In rialzo anche l'Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo del 2,31% a quota 9.738 punti.
 
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