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ESECUTIVO

Governo, Pd gelido su Letta
trattativa difficile sui politici

Resta aperta la questione della squadra. I democratici contrari al coinvolgimento del fedelissimo del premier: "Non ci sono veti, ma serve discontinuità e altissima caratura tecnica". Di Pietro: "Dipende dai nomi". Trattativa difficile. Alfano: "Accettiamo Amato se c'è Letta"

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ROMA - Quando sulle agenzie escono le indiscrezioni su un presunto cedimento del Pd, disponibile a dare il suo via libera al 'tandem' Gianni Letta-Giuliano Amato nel governo Monti, la tensione politica schizza alle stelle. Con i democratici che si affrettano a smentire il patto "scellerato". Ma che, d'altra parte, vogliono allontanare il sospetto di mettere i bastoni tra le ruote al presidente incaricato.
 
"Ora non ci vengano a dire che il governo non si fa per colpa del Pd. Non ci vengano a dire: il Pd si sbrighi. Noi quello che dovevamo dire, lo abbiamo detto dall'inizio. Siamo coerenti", sbottano dal quartiere generale del Pd. Stamattina Pier Luigi Bersani ha visto Monti e gli ha ripetuto la preferenza del Pd per un esecutivo "di autorevole caratura tecnica". Poi è salito al Quirinale per ribadirlo anche a Napolitano.

Chiusura netta dunque. O forse no. Anche perché all'interno del Pd ci sarebbero sensibilità diverse sulla questione tra le varie componenti del partito. Stamattina Bersani, al termine del colloquio, ha tenuto a sottolineare che se il nuovo governo nasce, e nasce per durare, non potranno esserci solo lo spread e la borsa a dettare l'agenda del programma. Il segretario del Pd punta sulla riforma elettorale, la riduzione dei parlamentari, le riforme istituzionali. Sulla parte 'lacrime e sangue' si limita a dire: "Ci saranno provvedimenti per affrontare l'emergenza economica". E' noto che il terreno è minato per il Pd, sebbene sia Monti che Napolitano non abbiano mai mancato di assicurare che le misure saranno caratterizzate da attenzione per l'equità sociale.

In serata, a riprova di tutto ciò, parla la presidente del partito Rosi Bindi. Secondo la quale il Partito Democratico non ha posto veti né pregiudiziali perché Monti faccia un esecutivo di soli tecnici: "Non saremo certo noi a impedire la nascita del governo". Poco dopo, Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, ancora a proposito di Letta nel governo Monti ribadisce: "Io credo non si debba parlare di veti. Noi abbiamo sempre parlato della necessità di un governo di discontinuità rispetto al precedente esecutivo e abbiamo sempre detto che vogliamo un governo di altissima caratura tecnica. Il punto è tutto qui".

Dal Pdl, per bocca del segretario Angelino Alfano, arriva sia la disponibilità ad accettare Amato "se in squadra c'è Letta", sia un "consiglio" a Monti. Ovvero quello di "non privarsi" del fedelissimo del premier.

Nel frattempo Antonio Di Pietro sembra aprire, con cautela, all'ingresso di eventuali figure politiche nel nuovo esecutivo: "Per poterci esprimere nel merito abbiamo bisogno di conoscere la squadra e il programma. Vogliamo sapere qual è il politico. Dipende, se mi mette Ciampi si può dire di no?". Quanto alle ipotesi Amato e Letta, Di Pietro taglia corto: "Fino a che non ci sono nomi, è inutile dare voti". Ben più netto Leoluca Orlando: "Se nel governo tecnico ci fosse un Letta, sia che si chiami Gianni oppure che si chiami Enrico, noi diremmo no".

Restano diversi nodi da sciogliere nelle prossime ore, ma la trattativa verso una partecipazione di Letta e Amato al governo è decisamente in salita. E Bersani rassicura Monti che la richiesta di un governo tecnico non è legata al "volersi tenere le mani libere", semmai ad assicurare un "miglior sostegno". Resta da capire se a Monti basterà.
 
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