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ESECUTIVO

Tremonti attacca la manovra
Pdl e Terzo Polo blindano Monti

Casini, Fini e Rutelli: "Nessuno avrà il coraggio di portare il Paese al voto anticipato. Alfano: "Meglio il sostegno che le urne" , Anche per il presidente del Senato Renato Schifani il voto anticipato "non avrebbe senso". L'ex ministro: "Troppe tasse, possibile altra manovra". Ma Passera smentisce. Pd e Idv: "Ha portato l'Italia nel baratro"

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ROMA - Nonostante le fibrillazioni, Mario Monti incassa il sostegno del Pdl e del Terzo Polo. E l'attacco dell'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Centrisi e pidiellini, almeno il loro segretario, rassicurano il premier sulla tenuta del suo governo. Tremonti ne boccia la mosse: "Troppe tasse e nulla sulla crescita. Possibile che serva una nuova manovra". Ipotesi che il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera smentisce: "Non c'è nessun'altra manovra in arrivo".

"No al voto".
"C'è chi di fronte all'emergenza minaccia, larvatamente o meno, le elezioni anticipate. Io dico che nessuno avrà il coraggio di portare il paese alle elezioni anticipate, nessuno avrà il coraggio di mandare a casa Monti" dice il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Contrario alle urne anche il segreterio del Pdl Angelino Alfano: "Se si andasse al voto domani, faremmo le elezioni in un tempo di crisi talmente grave per cui è meglio sostenere questo Governo che andare alle elezioni subito". Per il centrista Francesco Rutelli "le fibrillazioni o le crisi che ci sono nei maggiori partiti, Pdl e Pd, non porteranno a una rottura del governo, nel modo più assoluto, perchè se il governo affronta e risolve i problemi dell'economia del Paese non lo tocca nessuno. Se la situazione si dovesse aggravare non lo tocca nessuno. Nessuno avrebbe l'irresponsabilità di portare il Paese alle elezioni in una condizione così difficile". Chiude Gianfranco Fini: "Chi si prende la responsabilità di portare il Paese alle elezioni facendogli pagare un prezzo altissimo, finisce immediatamente sul banco degli imputati per irresponsabilità congenita". Anche per il presidente del Senato Renato Schifani il voto anticipato "non avrebbe senso" e prevede il via libera definitivo della manovra "entro Natale".

Tremonti attacca la manovra.
"La manovra andava fatta, l'avremmo fatta anche noi, era scritto nei documenti, magari con strumenti diversi e probabilmente non così sbilanciata dal lato delle tasse. Questo è oggettivo". Giulio Tremonti torna a parlare. L'ex ministro dell'Economia del governo Berlusconi boccia le misure varate dall'esecutivo: "Il rigore poteva essere fatto riducendo soprattutto la spesa pubblica, come avevamo in mente noi". Poi l'ex ministro azzarda una previsione sul futuro: "E' probabile che ci sia un'altra manovra. Io penso che non sia giusto farla, ma è possibile che serva". Scetticismo anche sulla riforma pensionista varata da monti: "ll sistema italiano è tra i più bilanciati e stabili d'Europa. La grande questione non è quella delle pensioni".

L'ex ministro, inoltre, si leva qualche sassolino dalla scarpa: "Mi fa effetto vedere alcuni del Pdl che prima dicevano di 'no' a certe cose essendo al governo e adesso dicono di 'si' alle stesse cose non essendo al governo. Forse se avessero seguito prima una linea diversa, le cose sarebbero andate diversamente. Adesso evidentemente fanno penitenza".

Poi l'annuncio dell'uscita di un suo nuovo libro a gennaio: "Dentro c'è un programma politico". Gelida la replica del segretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Da parte di Tremonti era più dignitoso il silenzio degli ultimi giorni che le parole di oggi. E' davvero incredibile che chi ci ha portati qui si rimetta a favoleggiare come se nulla fosse". Secco l'Idv: "Tremonti cerca di far dimenticare le sue  responsabilità e quelle dell'intero governo Berlusconi che hanno trascinato il Paese nel baratro".
IL VIDEO DI TREMONTI


"Terzo Polo alla guida del Paese". "La nostra ambizione è quella di guidare l'Italia" scandisce Casini. Che rivendica la ragione della nasciata della formazione centrista: "siamo nati per pacificare l'Italia, non per dividere mettendo insieme forze diverse. Il sostegno al governo Monti è la prova più consistente e credibile della svolta impressa alla politica italiana e il bipolarismo primitivo di coalizioni grandi messe insieme per vincere, ma non per governare, non funziona più". Orizzonte tratteggiato anche da Rutelli: "Puntiamo a far nascere una formazione unitaria". Più sfumato Fini: 'Dopo il governo Monti il quadro politico cambiera'. E' inevitabile. E il Terzo polo avrà la grande possibilità, se ne sarà capace, di contribuire al cambiamento".
 
Fini. La manovra economica approvata nei giorni scorsa dalla Camera "era necessaria e non demagogica", ed è stata "migliorata in Parlamento confermando la centralità del Parlamento stesso e il ruolo delle forze politiche" che l'hanno sostenuta. Gianfranco Fini, intervenendo ad un convegno del Terzo Polo, ribadisce che Fli, l'Udc, l'Api, "hanno condiviso una posizione unitaria sulle politiche a sostegno delle famiglie, dei giovani e delle categorie più tartassate" ed ha aggiunto che sul fronte delle liberalizzazioni "le resistenze ci sono state e continueranno ad esserci ma andranno vinte". Poi il presidente della Camera torna sulla questione dei vitalizi ai parlamentari sottolineando che "bisognava fare uno sforzo per cancellare una stagione politica di privilegi non più tollerabili: adesso bisognerà continuare su questa strada per cancellare i costi non della politica, che è una espressione che non mi piace, ma dei costi degli apparati".
 
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