Politica

MANOVRA

Napolitano: "Riformare ammortizzatori sociali"
Concertazione, tensione tra governo e Cgil

Il sindacato di Susanna Camusso: "Diciamo no agli incontri singoli. Il premier non faccia come Sacconi". Cisl: "No a polemiche sterili". Angeletti: "L'importante è essere ascoltati". Bersani: "Merkel e Sarkozy non possono farci affondare tutti". "Il capo dello Stato: "Sciogliere i nodi affrontati con l'accordo del 28 giugno". Il 9 avranno inizio i faccia a faccia con i ministri Fornero e Passera

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ROMA - "Monti non convochi i sindacati separatamente. Gli incontri separati stile Sacconi rendono solo tutto più complicato e più lungo. Quindi no a incontri separati". La Cgil, su Twitter, pronuncia un secco no all'idea del governo di organizzare faccia a faccia singoli con i sindacati. Una richiesta di maggiore concertazione che arriva anche da Uil e Cisl che però non sembrano infastidite dagli incontri a due. Anche perché l'orientamento del governo non cambia e resta puntato verso incontri "bilaterali" fra il ministro del Welfare, Elsa Fornero, e le singole parti sociali per discutere della riforma del mercato del lavoro.

E nel pieno della polemica torna a farsi sentire Giorgio Napolitano. Che riconosce il ruolo dei sindacati ("difendono una certa visione degli interessi generali del Paese, e non soltanto interessi di categoria") e segnala '"la necessità ampiamente riconosciuta da tutti che è quella di ripensare gli ammortizzatori sociali".  Chiedendo che vengano affrontati "i nodi che sono stati già affrontati con l'accordo del 28 giugno". Un'intesa sulla rappresentanza siglata da tutte le organizzazioni sindacali e che l'articolo 8 della manovra del governo Berlusconi ha pesantemente incrinato. Il capo dello Stato parla anche di un "clima più sereno e consapevole tra le forze politiche rispetto agli anni scorsi".

Cgil.
Il sindacato di Susanna Camusso precisa che sul lavoro "servono progetti su esigenze ed eccellenze del Paese come assetto idrogeologico, energia, trasporti, ambiente, cultura e turismo. Serve un piano del lavoro - scrive il sindacato - che tamponi la crisi, crei nuovi posti per giovani e donne, dia prospettiva e speranza al Paese". La Cgil chiede assunzioni incentivate per giovani e donne con contratto di inserimento formativo, la difesa dei posti di lavoro, e "ammortizzatori per chi perde il posto a ogni età e per ogni azienda".

Sul fronte del mercato del lavoro, il sindacato propone "assunzioni incentivate per giovani e donne con contratto di inserimento formativo" e che "riduca la precarietà", oltre alla "difesa dei posti di lavoro in crisi e ammortizzatori per chi perde il posto, a ogni età e per ogni azienda". I tweet della Cgil parlano anche di "produttività del sistema", puntando su "trasporto merci, Tpl, logistica, energia, porti, banda larga, ricerca e università". Per il sindacato guidato da Susanna Camusso "senza investimenti non si cresce". Altro capitolo è quello della "produttività industriale", con "investimenti su filiere a maggior valore aggiunto, conoscenze, saperi, nuove tecnologie di processo e di prodotto", mentre per la "produttività del lavoro" la Cgil propone un "contratto nazionale regolatore universale" accompagnato da contratti aziendali "su organizzazione del lavoro e retribuzioni in rapporto alla produttività". Insomma, un "nuovo sistema contrattuale a due livelli (nazionale e aziendale o territoriale) per tutti, dipendenti privati e pubblici".  In sostanza, per la Cgil serve "un nuovo sistema contrattuale a due livelli (nazionale e aziendale o territoriale) per tutti, dipendenti privati e pubblici".

La situazione, dunque, resta tesa. E vale la pena di ricordare come Monti abbia più volte detto di voler distinguere tra dialogo e concertazione. E che entro il 23 gennaio, il premier vuole essere pronto per la riunione dei ministri dell'economia e delle finanze dei paesi che adottano l'euro. Il che significa che il governo, dopo la consultazione con le parti sociali, prenderà in autonomia le proprie decisioni.

Cisl.
No a "polemiche sterili" perchè quello che serve ora è "un patto tra governo e parti sociali per fare passi avanti, condivisi e gestibili" sintetizza il segretario generale aggiunto Cisl, Giorgio Santini. Che spiega: "Ora deve contare la sostanza, l'importante è che il governo non faccia questioni di etnie, di esclusione".

Uil.
Bassa produttività e bassi salari, e le tasse sul lavoro che frenano crescita e occupazione: "sono questi - dice il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - i problemi su cui, al di là della forma degli incontri, vogliamo confrontarci con il Governo". Per Angeletti "ciò che conta è che il Governo ascolti e accolga il merito delle proposte sindacali".

Confindustria.  "Affronteremo la riforma del lavoro con quello stesso spirito di apertura e dialogo che ha consentito di giungere all'accordo del giugno scorso" fanno sapere da viale dell'Astronomia chiamando in causa gli inviti al dialogo del presidente della Repubblica.

Bersani. "Spero proprio che questioni di metodo non impediscano di affrontare la sostanza", chiosa il segretario del Pd Pier Luigi Bersani a Sky Tg24. "La questione del formato degli incontri va risolta con buonsenso senza creare pregiudiziali e divisioni in premessa. Non ho ancora capito bene quale sia il nodo della questione - aggiunge il segretario democratico - se si vuole incontrare separatamente le parti sociali intendendo anche gli industriali o solo i sindacati. Si tratta di seguire le cose più semplici. L'accordo del 28 giugno è stato fatto tutte le parti sociali: si parta da dove si vuole, ma si deve arrivare lì". Secondo Bersani, bisogna "fare in modo che tutti gli apporti siano riconosciuti e tutte le disponibilità vengano accettate". Non si tratta "solo di sentire le opinioni ma di organizzare uno sforzo comune. Cambiamento e coesione devono andare assieme se vogliamo davvero salvare l'italia in un frangente difficile. Ognuno si deve prendere le sue responsabilità: governo, parti sociali e forze politiche". In conclusione Bersani punta il dito contro Francia e Germania: "Sia chiaro che l'Europa di Merkel e Sarkozy non può farci affondare tutti. Noi dobbiamo avere una posizione nazionale, siamo pronti a fare riforme, andremo avanti nel cambiamento, ma noi manovre non ne facciamo più perchè non si può chiedere di più a un paese che raggiunge il 5 per cento di avanzo primario l'anno". Bersani, infine, torna sulle polemiche sollevate dalla dichiarazioni di Beppe Grillo su Equitalia: "'Ieri sono girate delle pallottole e oggi quello che si deve dire e' no alle pallottole, poi discutiamo. Ne abbiamo già viste in questo Paese. Non vorrei che da questi dibattiti venisse una giustificazione di massa a chi intende usare la violenza anche perchè andiamo incontro a mesi delicati".

Di Pietro. "Questa idea di dividere i sindacati e di dividere i lavoratori è un'idea tipica di chi ha paura di confrontarsi con il mondo del lavoro o di chi ha già deciso quale scelta prendere e la vuole solo notificare a qualcuno a danno di qualche altro" dice il leader dell'Idv Antonio Di Pietro.

I tempi.
Il calendario è fissato. Si parte lunedì 9 gennaio quando inizieranno le consultazioni tra governo e sindacati con incontri separati tra i ministri Fornero, Passera, e i singoli leader sindacali. Almeno così dovrebbe essere.  Poi il governo formulerà le ipotesi di riforma. Nel frattempo oggi Monti ha ricevuto il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Sul tavolo le liberalizzazioni e la crescita, così come le questioni europee in vista dei prossimi appuntamenti.



 
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