Politica

Appello

Ripristinare la legge 188
"No alle dimissioni in bianco"

Un nutrito gruppo di donne si rivolge al ministro Fornero affinché sia ristabilita "una norma di civiltà" contro la pratica della firma senza data sotto le lettere di fine rapporto

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ROMA - Un appello al ministro Elsa Fornero, è l'ultima iniziativa promossa da 14 donne, diverse per formazione e cultura politica, per chiedere il ripristino della legge 188, cancellata dal precedente governo.

All'appello hanno immediatamente risposto 188 donne tra sindacaliste, attrici, registe, parlamentari, docenti universitarie, psicoanaliste, scienziate, lavoratrici, imprenditrici, scrittrici, giornaliste, saggiste, fotografe, insegnanti, economiste, avvocatesse, ambientaliste, studentesse, editrici, galleriste, insieme a donne della società civile, tra cui: Lucia Annunziata, Susanna Camusso, Silvia Costa, Bianca Berlinguer, Lunetta Savino, Barbara Palombelli, Michela Murgia, Cecilia D'Elia, Cristina Comencini, Lella Costa, Lidia Ravera, Marcella Diemoz, Giulia Bongiorno, Linda Laura Sabbadini, Flavia Perina, Anna Finocchiaro e tante altre, mobilitate contro la pratica, diffusissima delle dimissioni in bianco: la lettera di dimissioni fatta firmare alle ragazze soprattutto, ma anche ai ragazzi , alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri, al momento dell'assunzione. Una firma senza data, così da poteressere tirata fuori al momento buono: una lunga malattia, un incidente, un matrimonio, soprattutto una gravidanza in modo da liberarsi di quella persona senza problemi.

"In questi anni - dice Titti Di Salvo, relatrice di quella legge, varata dal  nel 2007 - in cui non ci siamo mai arrese alla sua abrogazione, abbiamo creato un senso comune e un linguaggio; dimissioni in bianco è una specie di parola magica che fa scattare oggi immediatamente una reazione indignata di donne e uomini che vogliono difendere lo Stato di Diritto, la libertà e la dignità delle donne, il valore del lavoro. E' l'ora di riavere questa norma di civiltà''. Oggi quelle 14 donne hanno raccolto 188 firme di donne molto diverse tra loro, unite dalla loro autorevolezza e da una certezza: la richiesta urgente del ripristino della legge 188, per il suo significato simbolico, per la sua efficacia, per la sua semplicità, per la sua nettezza.

In questi giorni le 14 donne hanno  chiesto un incontro alla ministra Fornero per "il ripristino immediato di una legge di civiltà che ha a che fare con lo Stato di diritto oltre che con la dignità delle persone, con il valore del lavoro, con la libertà delle donne che solo uno spirito illiberale può contrapporre alla maternità". Fornero ha risposto, garantendo un suo impegno in quella direzione e un incontro, ancora senza data.
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