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Lavoro, l'ottimismo della Fornero
"Riforma incisiva entro marzo"

Il ministro del Lavoro: "Stiamo lavorando bene e non può essere fatta al chiuso di una stanza senza confronto". "L'apprendistato è una scommessa importante, no a nuovi costi". Marcegaglia: "Siamo partiti con il piede giusto"

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ROMA - "Sono fiduciosa, stiamo lavorando bene". Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, risponde ad una domanda dei cronisti sull'andamento del negoziato sulla riforma del mercato del lavoro. Alla domanda se la riforma sarà messa a punto entro marzo, Fornero risponde: "Nei termini che ha detto il presidente Monti, ritengo di sì". Fornero, però, nega colpi di mano: "Abbiamo fatto una riforma delle pensioni molto severa, senza un vero confronto con le parti sociali, ma non c'era tempo ed era importante dare un segnale serio e di credibilità". Ora, però, le cose sono diverse: "La riforma tocca tutte le famiglie, gli anziani e i giovani e non può essere fatta al chiuso di una stanza senza confronto".

Il ministro, durante il convegno di Valore D, riconosce una "disponibilità al dialogo "nelle parti sociali" e si dice "fiduciosa" che la riforma sarà "vera" il che, ironizza Fornero, "può creare nei francesi un assoluto stupore" in quanto non credono che "gli italiani possano fare una riforma vera". Fiducioso anche il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera: "La trattativa sta proseguendo efficacemente". 

Il ministro Fornero torna a sottolineare l'importanza di uno dei cardini della riforma, quell'apprendistato che è una "importante scommessa" per il governo e "dovrà rappresentare una vera occasione di formazione per i giovani e non prevalentemente uno strumento di flessibilità in entrata". A chi le chiede se il progetto dell'esecutivo comporterà maggiori risorse per le aziende, fornero risponde: "cercheremo di fare in modo che le risorse siano allocate bene perchè le cose migliori alle quali sperabilmente arriveremo, non costino di più neanche per le imprese, perchè- conclude- non ce lo possiamo permettere".

Altro tema è poi quello del ruolo della maternità e dell'incidenza che questa può avere sul lavoro e sulla carriera delle donne. In questo settore "stiamo pensando di intervenire in modo da poter distribuire il congedo parentale tra entrambi i genitori in modo che ci sia una quota minima per l'uomo e per la donna. Il tutto dovrà essere fatto senza oneri per le imprese".

Positiva la reazione di Confindustria. "Siamo partiti con il piede giusto, nel senso che abbiamo iniziato a parlare delle forme dei contratti in entrata" dice il presidente Emma Marcegaglia.  Nonostante l'ottimismo del governo, sul fronte sindacale le cautele sono molte. Al punto che la Fiom ha indetto uno sciopero ad inizio marzo per la difesa dell'art.18. Una decisione che alla Marcegaglia non piace: "Scelta legittima che noi non condividiamo: pensiamo che in un momento come questo bisogna cercare di lavorare insieme per la crescita e per l'occupazione".



 
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