Politica

IL CASO

Allarme debito per il comune di Roma
per quei due miliardi mai incassati

Monti incontra Alemanno. Messo a punto un piano in tre parti per affrontare la crisi: prevista la trasformazione di 15 caserme e l'approvazione del secondo decreto su Roma Capitale. E intanto polemiche per il fratello del medico di Berlusconi assunto all'Acea di PAOLO BOCCACCI

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ROMA - "Roma sta vivendo una fase molto critica per quanto riguarda la situazione della liquidità". L'allarme lo lancia un comunicato ufficiale di palazzo Chigi, dopo l'incontro tra il premier Monti e il sindaco Alemanno, che aveva superato il portone a mezzogiorno e mezzo, in una piazza inondata di sole. E poi era iniziato il faccia a faccia, il primo dopo lo schiaffo del no a Roma 2020, la candidatura alle Olimpiadi.

Un'ora di colloquio fitto tra i due con sul tavolo i conti in rosso della Capitale, che, nonostante i 500 milioni che verranno dall'Imu sulle prime case (460) e dall'Ici che graverà sugli immobili del Vaticano (40), continua a rimanere con le casse a secco. "Malgrado lo sforzo dell'amministrazione capitolina di razionalizzazione e riduzione della spesa in questi ultimi anni - si legge ancora nella nota - il debito accumulatosi nel passato continua a pesare sugli equilibri del bilancio di Roma Capitale e dello Stato".

In particolare a soffocare il Campidoglio sono il mancato incasso dei due miliardi da parte del Commissario di governo al debito, di cui sono entrati solo 450 milioni, e i 700 milioni dovuti dalla Regione per il trasporto pubblico locale.

Alla fine ecco le "medicine" su cui si è trovato un accordo in tre punti. Al primo: sveltire l'operazione che riguarda 15 caserme da trasformare in case e servizi, già oggetto di un protocollo d'intesa ai tempi del governo Berlusconi e del ministro della Difesa La Russa.

Al secondo: assicurare la regolarità dei flussi di trasferimenti dallo Stato al Comune, anche attraverso la Regione Lazio. A questo proposito saranno istituiti due "tavoli tecnici".

Infine il terzo: una rapida approvazione del secondo decreto legislativo di Roma Capitale con trasferimento di poteri dalla Regione e innalzamento del numero dei consiglieri a 60. E si parla anche di più fondi Cipe per le grandi opere e di un distretto turistico balneare.

Ma sicuramente per i conti malandati del Campidoglio una boccata d'ossigeno verrà dalle caserme, quindici impianti militari in zone pregiate, dal Flaminio a viale Angelico. Di questi quattro sono stati affidati al demanio per venderli e coprire i 500 milioni di euro che lo Stato ha anticipato al Commissario di governo per il debito. Mentre sulle altre 11 il Comune potrà guadagnare dalle variazioni di destinazione d'uso una parte degli spazi.
La Lega protesta.

"Alemanno, invece di andare con il cappello in mano a Palazzo Chigi - attacca il senatore Massimo Garavaglia - dovrebbe, con la sua giunta, dare l'esempio e vendere le municipalizzate in perdita".

E intanto, a proposito polemiche sulla capitale, Paolo Zangrillo, fratello di Alberto, medico personale dell'ex premier Berlusconi, arriva in Acea come capo del personale. Lo stipendio sarà di 300 mila euro e come benefit avrà anche una casa di otre 250 metri quadrati con vista sul Quirinale. 
 
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