ROMA - Se si continua così "il governo prima o poi entra in crisi sul serio". A lanciare l'allarme, al termine di una settimana di tensioni nella maggioranza sulla riforma del lavoro, è il leader Udc Pierferdinando Casini. Questo mentre, dal fronte sindacale, Susanna Camusso avverte: "Lo sciopero sarà probabilmente a fine maggio". E aggiunge: "Premeremo sul Parlamento".
L'allarme di Casini. "Siamo nel mezzo di un'emergenza che non è finita. In qualche mese questo governo è riuscito a fare quello che gli altri governi, quelli del mitico bipolarismo, quelli di Prodi e Berlusconi, per anni non hanno fatto rinviando i problemi", ha detto Casini. "Noi siamo impegnati dal mattino alla sera a fare gli sminatori per cercare di fare andare avanti tranquillo l'esecutivo perché c'è chi tira da una parte e chi tira dall'altra. Se si continua così - ha proseguito - il governo prima o poi entra in crisi sul serio e sarebbe un atto di irresponsabilità allo stato puro. Oggi - ha concluso - è il momento di stare vicini a questo governo, di aiutarlo e di superare anche le difficoltà che ci sono".
Nuovo scontro Pd-Pdl. Parole che difficilmente riusciranno ad abbassare la temperatura dello scontro nella maggioranza, con il Pd che pretende modifiche alle norme sui licenziamenti e il Pdl che dice no a "veti" imposti dai sindacati. "Il ddl deve rimanere inalterato, articolo 18 compreso", ribadisce in una nota Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. Ma dal fronte del partito democratico partono vari attacchi. "Il Pd lavorerà per correggere il ddl sul lavoro in Parlamento. Sull'articolo 18 il governo Monti ha commesso un errore. Moltissimi elettori del nostro partito scenderanno in piazza con la Cgil", dice il presidente del Copasir, Massimo D'Alema, alla trasmissione 'Che tempo che fa'. Anche se precisa: "Nessuna persona ragionevole può pensare di buttare giù il governo Monti". Per concludere: "Dopo 10 anni di berlusconismo, da cui il governo Monti ci sta portando fuori, l'Italia ha bisogno di una svolta a sinistraper ridare più dignità al lavoro, ridurre le diseguaglianze sociali, avere un progetto di crescita". E la presidente democratica Rosy Bindi, aggiunge: "Questa legge non potrà mai essere approvata così com'è. Questo articolo 18 rischia di incidere pesantemente nella vita dei lavoratori soprattutto quelli vicini all'età pensionabile, che si è allontanata con la riforma delle pensioni".
Idv, Sel e Lega all'attacco. Ma anche dai partiti di opposizione, Lega e Idv, arriva una netta chiusura. "Questo esecutivo", attacca il leader Idv Antonio Di Pietro, "fa gli interessi dei poteri forti e risponde ai banchieri europei e alla Bce, coloro che hanno la responsabilità dell'attuale crisi finanziaria". E a proposito della riforma del lavoro, la bocciatura è totale: "L'Idv farà opposizione in Parlamento e nelle piazze per impedire che passi la modifica dell'articolo 18", promette Di Pietro.
Durissimo il giudizio del leader di Sel, Nichi Vendola. "Sono norme ingiuste, sbagliate, che non aiuteranno certo la ripresa economica e sociale del nostro paese. Chi oggi considera questo atto del governo una controriforma lo fa nell'interesse del futuro del paese, perché non considera i lavoratori un vuoto a perdere".
Altrettanto duro il fronte leghista. Per l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni, ieri duramente attaccato dal premier Monti, "questa riforma fa arretrare di 10 anni le riforme fatte con Marco Biagi". Ma per Maroni i timori di Casini sono infondati: "Non credo che la nuova triplice Pdl, Pd e Udc si spaccherà", osserva. "Sono legati da altri interessi, dalla paura di andare al voto".
Cgil. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha dato una prima indicazione sui tempi dello sciopero. Dopo le amministrative? "Diciamo che accompagniamo tutto il percorso della riforma del lavoro, quindi potrebbe arrivare alla fine di maggio", ha detto ospite di "In mezz'ora". Poi ha parlato di un governo "indebolito". "Lo dicono i sondaggi", ha affermato.Poi, un'apertura di credito nei confronti di Monti: Credo che abbia sbagliato, anche nelle previsioni, ma siccome il presidente del Consiglio è una persona intelligente e attenta a ciò che succede, potrebbe avere la forza di tornare indietro, rispetto alle scelte che ha fatto".
Cisl. Sempre dagli schermi della Rai interviene nel pomeriggio anche il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. Camusso aveva auspicato la ripresa dell'unità sindacale a partire dalla base dei lavoratori, il leader cislino commenta: "la politica è malapolitica quando viene gestita dagli estremismi" e "anche in questa vicenda del mercato del lavoro tutto è stretto da estremismi che non favoriscono una via d'uscita autorevole e ragionevole. Ho il timore che camusso abbia la giacca tirata da realtà estremistiche al proprio interno", mentre la "soluzione migliore è quella di far dialogare le parti per trovare una mediazione e una via d'uscita".
L'allarme di Casini. "Siamo nel mezzo di un'emergenza che non è finita. In qualche mese questo governo è riuscito a fare quello che gli altri governi, quelli del mitico bipolarismo, quelli di Prodi e Berlusconi, per anni non hanno fatto rinviando i problemi", ha detto Casini. "Noi siamo impegnati dal mattino alla sera a fare gli sminatori per cercare di fare andare avanti tranquillo l'esecutivo perché c'è chi tira da una parte e chi tira dall'altra. Se si continua così - ha proseguito - il governo prima o poi entra in crisi sul serio e sarebbe un atto di irresponsabilità allo stato puro. Oggi - ha concluso - è il momento di stare vicini a questo governo, di aiutarlo e di superare anche le difficoltà che ci sono".
Nuovo scontro Pd-Pdl. Parole che difficilmente riusciranno ad abbassare la temperatura dello scontro nella maggioranza, con il Pd che pretende modifiche alle norme sui licenziamenti e il Pdl che dice no a "veti" imposti dai sindacati. "Il ddl deve rimanere inalterato, articolo 18 compreso", ribadisce in una nota Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. Ma dal fronte del partito democratico partono vari attacchi. "Il Pd lavorerà per correggere il ddl sul lavoro in Parlamento. Sull'articolo 18 il governo Monti ha commesso un errore. Moltissimi elettori del nostro partito scenderanno in piazza con la Cgil", dice il presidente del Copasir, Massimo D'Alema, alla trasmissione 'Che tempo che fa'. Anche se precisa: "Nessuna persona ragionevole può pensare di buttare giù il governo Monti". Per concludere: "Dopo 10 anni di berlusconismo, da cui il governo Monti ci sta portando fuori, l'Italia ha bisogno di una svolta a sinistraper ridare più dignità al lavoro, ridurre le diseguaglianze sociali, avere un progetto di crescita". E la presidente democratica Rosy Bindi, aggiunge: "Questa legge non potrà mai essere approvata così com'è. Questo articolo 18 rischia di incidere pesantemente nella vita dei lavoratori soprattutto quelli vicini all'età pensionabile, che si è allontanata con la riforma delle pensioni".
Idv, Sel e Lega all'attacco. Ma anche dai partiti di opposizione, Lega e Idv, arriva una netta chiusura. "Questo esecutivo", attacca il leader Idv Antonio Di Pietro, "fa gli interessi dei poteri forti e risponde ai banchieri europei e alla Bce, coloro che hanno la responsabilità dell'attuale crisi finanziaria". E a proposito della riforma del lavoro, la bocciatura è totale: "L'Idv farà opposizione in Parlamento e nelle piazze per impedire che passi la modifica dell'articolo 18", promette Di Pietro.
Durissimo il giudizio del leader di Sel, Nichi Vendola. "Sono norme ingiuste, sbagliate, che non aiuteranno certo la ripresa economica e sociale del nostro paese. Chi oggi considera questo atto del governo una controriforma lo fa nell'interesse del futuro del paese, perché non considera i lavoratori un vuoto a perdere".
Altrettanto duro il fronte leghista. Per l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni, ieri duramente attaccato dal premier Monti, "questa riforma fa arretrare di 10 anni le riforme fatte con Marco Biagi". Ma per Maroni i timori di Casini sono infondati: "Non credo che la nuova triplice Pdl, Pd e Udc si spaccherà", osserva. "Sono legati da altri interessi, dalla paura di andare al voto".
Cgil. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha dato una prima indicazione sui tempi dello sciopero. Dopo le amministrative? "Diciamo che accompagniamo tutto il percorso della riforma del lavoro, quindi potrebbe arrivare alla fine di maggio", ha detto ospite di "In mezz'ora". Poi ha parlato di un governo "indebolito". "Lo dicono i sondaggi", ha affermato.Poi, un'apertura di credito nei confronti di Monti: Credo che abbia sbagliato, anche nelle previsioni, ma siccome il presidente del Consiglio è una persona intelligente e attenta a ciò che succede, potrebbe avere la forza di tornare indietro, rispetto alle scelte che ha fatto".
Cisl. Sempre dagli schermi della Rai interviene nel pomeriggio anche il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. Camusso aveva auspicato la ripresa dell'unità sindacale a partire dalla base dei lavoratori, il leader cislino commenta: "la politica è malapolitica quando viene gestita dagli estremismi" e "anche in questa vicenda del mercato del lavoro tutto è stretto da estremismi che non favoriscono una via d'uscita autorevole e ragionevole. Ho il timore che camusso abbia la giacca tirata da realtà estremistiche al proprio interno", mentre la "soluzione migliore è quella di far dialogare le parti per trovare una mediazione e una via d'uscita".