MILANO - "Diciamo che riprende l'iniziativa politica della Lega, a partire già dalla prossima settimana". Commenta così Roberto Maroni lasciando la sede di via Bellerio dopo circa due ore di incontro con Umberto Bossi. Vertice al quale hanno preso parte anche Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti.
'Abbiamo fatto il punto della situazione - dice ancora l'ex ministro degli Interni - e discusso delle prime iniziative da prendere, a partire già dalla prossima settimana, dopo le festività pasquali". "Ci sarà in primo luogo - precisa - la riunione del comitato amministrativo della Lega. E poi ci metteremo al lavoro sulle iniziative politiche del movimento per garantire la trasparenza finanziaria dei partiti".
Prima del vertice era tornato invece a parlare Bossi. Parole nel suo vecchio stile, volte a difendere la famiglia e ad attaccare Roma e la magistratura: "A mio parere sa tanto di organizzato, noi siamo nemici di Roma padrona e ladrona, dell'Italia, uno Stato che non riuscirà mai ad essere democratico". Quanto a una sua possibile ricandidatura, il Senatur ha peferito prendere tempo: "Lo dirò al congresso". "La Lega - aveva proseguito - è pericolosa, perché è sotto l'occhio non solo di Roma farabutta che ci ha dato questo tipo di magistrati ma anche della militanza, quindi bisogna fare le cose giuste che interessano la gente".
LO SPECIALE SCANDALO LEGA 1 - IL VIDEO
Maroni. Il Senatur aveva parlato anche di Maroni, contestato ieri da alcuni militanti con parole concilianti. "Non è un Giuda, ha fatto semplicemente una specie di corrente, questa qua, i 'barbari sognanti', quella roba lì. Non penso che sia con me, però non è neppure contro". Concilianti anche i toni usati a tarda sera. Bossi è l'ultimo a lasciare la sede di via Bellerio e al rientro a Gemonio ai giornalisti che gli chiedono come va con Maroni risponde: "Tutto bene come al solito".
Renzo e la villa. Toccato poi anche il delicato tasto del figlio Renzo e delle accuse sul presunto utilizzo dei fondi della Lega in suo favore. La difesa è totale: "Mio figlio mi ha portato le prove che l'automobile è sua e l'ha pagata lui, di questo sono certo perché l'ho visto coi miei occhi". Quanto ai sospetti su un utilizzo improprio di denaro per la ristrutturazione della sua residenza, Bossi aveva replicato che "quello della casa è falso" indicando proprio la villetta di Gemonio. E ancora: "Hanno sbagliato a rifare il balcone che perdeva acqua, abbiamo chiamato uno della Lega bergamasca, il quale è venuto e ha detto mando mio cugino che ha una impresa: la colpa è nostra. Questo perché lui (riferendosi a chi ha fatto la ristrutturazione, ndr) è un tipo che da tanto non si faceva vivo e non ha mandato la fattura, può darsi che lo ha fatto da un'altra parte, però vediamo, ci sono molti lati oscuri...".
Il nuovo tesoriere. Di sicuro il nuovo tesoriere della Lega Nord, Stefano Stefani, "deve rintracciare tutta una faccenda molto scura, anche l'avvento di questi che poi si scoprono legati alla mafia", aveva affermato Bossi facendo riferimento alle vicende in cui è coinvolto l'ex segretario amministrativo, Francesco Belsito, indagato per riciclaggio, appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato. Si tratta, aveva proseguito riferendosi ai personaggi che prima aveva definito "legati alla mafia", "degli stessi che lavorano per imprese di Stato che producono armi" per le quali servono certificati antimafia.
Rosi Mauro al contrattacco. Respinge tutte le accuse anche Rosi Mauro che definisce "porcherie" le notizie "che i giornali si stanno inventando". "Nego nel modo più assoluto ogni addebito, contesto questa campagna mediatica denigratoria in ogni sua forma", aggiunge il vicepresidente del Senato. "Da oggi in poi - avverte - non starò più a guardare in silenzio, ma risponderò personalmente agli attacchi e alle accuse prive di ogni fondamento che ormai quotidianamente mi vengono fatte, ciò anche davanti alle autorità competenti, contro tutti coloro, anche individualmente, che mi stanno infamando, tutto quanto come per legge". Il legale della Mauro Ivana Maffei fa poi sapere che la sua assistita non ha nessuna intenzione di dimettersi dalla vicepresidenza del Senato.
Varese in rivolta. Intanto la crisi che ha travolto il cuore della Lega inizia a ripercuotersi anche sulla periferia, riportando a galla conflitti solo temporaneamente messi da parte. Dieci dei 16 componenti del direttivo provinciale della Lega Nord di Varese, in sostanza i 'maroniani', chiederanno nella prossima riunione la sfiducia per il segretario Maurilio Canton. A quanto si è appreso, la decisione è stata presa anche perché lo stesso Canton, nominato su indicazione di Umberto Bossi tra feroci polemiche lo scorso ottobre, ieri ha partecipato al presidio in via Bellerio.
'Abbiamo fatto il punto della situazione - dice ancora l'ex ministro degli Interni - e discusso delle prime iniziative da prendere, a partire già dalla prossima settimana, dopo le festività pasquali". "Ci sarà in primo luogo - precisa - la riunione del comitato amministrativo della Lega. E poi ci metteremo al lavoro sulle iniziative politiche del movimento per garantire la trasparenza finanziaria dei partiti".
Prima del vertice era tornato invece a parlare Bossi. Parole nel suo vecchio stile, volte a difendere la famiglia e ad attaccare Roma e la magistratura: "A mio parere sa tanto di organizzato, noi siamo nemici di Roma padrona e ladrona, dell'Italia, uno Stato che non riuscirà mai ad essere democratico". Quanto a una sua possibile ricandidatura, il Senatur ha peferito prendere tempo: "Lo dirò al congresso". "La Lega - aveva proseguito - è pericolosa, perché è sotto l'occhio non solo di Roma farabutta che ci ha dato questo tipo di magistrati ma anche della militanza, quindi bisogna fare le cose giuste che interessano la gente".
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Maroni. Il Senatur aveva parlato anche di Maroni, contestato ieri da alcuni militanti con parole concilianti. "Non è un Giuda, ha fatto semplicemente una specie di corrente, questa qua, i 'barbari sognanti', quella roba lì. Non penso che sia con me, però non è neppure contro". Concilianti anche i toni usati a tarda sera. Bossi è l'ultimo a lasciare la sede di via Bellerio e al rientro a Gemonio ai giornalisti che gli chiedono come va con Maroni risponde: "Tutto bene come al solito".
Renzo e la villa. Toccato poi anche il delicato tasto del figlio Renzo e delle accuse sul presunto utilizzo dei fondi della Lega in suo favore. La difesa è totale: "Mio figlio mi ha portato le prove che l'automobile è sua e l'ha pagata lui, di questo sono certo perché l'ho visto coi miei occhi". Quanto ai sospetti su un utilizzo improprio di denaro per la ristrutturazione della sua residenza, Bossi aveva replicato che "quello della casa è falso" indicando proprio la villetta di Gemonio. E ancora: "Hanno sbagliato a rifare il balcone che perdeva acqua, abbiamo chiamato uno della Lega bergamasca, il quale è venuto e ha detto mando mio cugino che ha una impresa: la colpa è nostra. Questo perché lui (riferendosi a chi ha fatto la ristrutturazione, ndr) è un tipo che da tanto non si faceva vivo e non ha mandato la fattura, può darsi che lo ha fatto da un'altra parte, però vediamo, ci sono molti lati oscuri...".
Il nuovo tesoriere. Di sicuro il nuovo tesoriere della Lega Nord, Stefano Stefani, "deve rintracciare tutta una faccenda molto scura, anche l'avvento di questi che poi si scoprono legati alla mafia", aveva affermato Bossi facendo riferimento alle vicende in cui è coinvolto l'ex segretario amministrativo, Francesco Belsito, indagato per riciclaggio, appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato. Si tratta, aveva proseguito riferendosi ai personaggi che prima aveva definito "legati alla mafia", "degli stessi che lavorano per imprese di Stato che producono armi" per le quali servono certificati antimafia.
Rosi Mauro al contrattacco. Respinge tutte le accuse anche Rosi Mauro che definisce "porcherie" le notizie "che i giornali si stanno inventando". "Nego nel modo più assoluto ogni addebito, contesto questa campagna mediatica denigratoria in ogni sua forma", aggiunge il vicepresidente del Senato. "Da oggi in poi - avverte - non starò più a guardare in silenzio, ma risponderò personalmente agli attacchi e alle accuse prive di ogni fondamento che ormai quotidianamente mi vengono fatte, ciò anche davanti alle autorità competenti, contro tutti coloro, anche individualmente, che mi stanno infamando, tutto quanto come per legge". Il legale della Mauro Ivana Maffei fa poi sapere che la sua assistita non ha nessuna intenzione di dimettersi dalla vicepresidenza del Senato.
Varese in rivolta. Intanto la crisi che ha travolto il cuore della Lega inizia a ripercuotersi anche sulla periferia, riportando a galla conflitti solo temporaneamente messi da parte. Dieci dei 16 componenti del direttivo provinciale della Lega Nord di Varese, in sostanza i 'maroniani', chiederanno nella prossima riunione la sfiducia per il segretario Maurilio Canton. A quanto si è appreso, la decisione è stata presa anche perché lo stesso Canton, nominato su indicazione di Umberto Bossi tra feroci polemiche lo scorso ottobre, ieri ha partecipato al presidio in via Bellerio.